
Gli aggiornamenti dalla guerra tra Libano, Iran, Usa e Israele: le ultime notizie di oggi, giovedì 4 giugno, in tempo reale. Nuovi negoziati di pace tra Washington e Teheran si terranno nella settimana del 22 giugno con lo scopo di raggiungere un "accordo globale". Trump: "Vorrei incontrare Khamenei". La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che ordina il ritiro delle truppe americane dall'Iran. Intanto è entrato in vigore un cessate il fuoco tra Israele e il Libano subordinato alla "cessazione completa del fuoco di Hezbollah e all'evacuazione di tutti i suoi membri di Hezbollah dal settore del Litani meridionale".
Per approfondire:
- L’ambasciatore israeliano contro Tajani: “Pensa solo ai civili di Beirut. Forte attrito con governo italiano”
- Trump si scaglia contro Netanyahu dopo l’escalation in Libano: “Sei un pazzo, ora tutti odiano Israele”
Petrolio, in calo dopo cessate il fuoco tra Israele e Libano
Prezzi del petrolio in calo dopo il cessate il fuoco tra Israele e Libano che ha alimentato le speranze di un accordo piu' ampio per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele con l'Iran, che potrebbe portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il Brent cede lo 0,8% a 97 dollari al barile, il Wti perde lo 0,7% a 95,3 dollari.
Israele lancia un attacco con droni in Libano dopo aver concordato il cessate il fuoco
Diverse persone sono rimaste ferite in un attacco di droni israeliani che ha preso di mira un veicolo sulla strada Zefta-Kfarwa, nel sud del Libano, secondo quanto riportato dall'Agenzia Nazionale di Stampa.
L'attacco è avvenuto dopo che i governi di Israele e Libano avevano concordato di porre fine alla guerra in seguito a una serie di incontri a Washington, DC, mediati da funzionari statunitensi.
Wsj, Trump riprenderebbe guerra solo se venissero uccisi soldati Usa
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe dichiarato in privato ai suoi collaboratori che prenderebbe in considerazione la possibilità di porre fine alla tregua con l'Iran qualora Teheran uccidesse soldati americani. Lo riporta il Wall Street Journal citando funzionari statunitensi, i quali hanno sottolineato che la tregua nei raid aerei, in atto da settimane, rimane in vigore nonostante il susseguirsi costante di violenti scontri. La riluttanza del presidente a riaccendere la guerra suggerisce che potrebbe essere disposto a sopportare piccoli focolai di violenza per settimane, o addirittura mesi, pur di evitare un conflitto più ampio in Medio Oriente. Tuttavia, i funzionari statunitensi hanno affermato che i ripetuti attacchi hanno aumentato la pressione su Trump e messo in dubbio la sostenibilità a lungo termine del cessate il fuoco.
A Gaza Israele uccide 9 persone, 4 erano bambini
Il bilancio delle vittime dei quattro raid aerei dell'esercito israeliano che hanno colpito complessi residenziali di Gaza City durante la notte è salito a nove, tra cui quattro bambini, secondo quanto riportato da Al Jazeera.
Gli aerei da guerra dell'esercito israeliano, sottolinea la testata araba, hanno effettuato i raid senza alcun preavviso alla popolazione civile. Le operazioni di ricerca e soccorso continuano nei luoghi degli attacchi.
Funzionario Hezbollah: "Se Israele colpisce Beirut risposta sarebbe Haifa o Tel Aviv"
Un importante funzionario di Hezbollah ha minacciato Israele affermando che, se l'Idf riprendesse gli attacchi a Beirut, l'organizzazione lancerebbe un fuoco di rappresaglia contro città del centro di Israele come Haifa e Tel Aviv. Lo scrive il Jerusalem Post. In un'intervista al quotidiano qatariano Al Araby, il vice capo del consiglio politico di Hezbollah, Mahmoud Kamati, ha dichiarato: "L'equiparazione di Dahiyeh agli insediamenti del nord non può essere accettata in alcun modo. Non è possibile che i bombardamenti verso nord cessino in cambio della cessazione degli attacchi a Dahiyeh", ha aggiunto. "Fin dall'inizio, la campagna è in pieno svolgimento e l'orizzonte è aperto". Kamati ha quindi minacciato che l'"equiparazione" sarebbe tra Dahiyeh e Beirut da una parte, e Haifa e Tel Aviv dall'altra.
Ben Gvir: "Il cessate il fuoco tra Israele e il Libano è un errore"
Il Ministro della Sicurezza Nazionale israeliana Itamar Ben-Gvir ha dichiarato che "il cessate il fuoco con il Libano è un grave errore e un'illusione dei consiglieri che stanno trascinando il primo ministro verso decisioni sbagliate. Lo Stato libanese è un partner di Hezbollah. Ci sono ministri nel suo governo nominati da Hezbollah e parenti di membri di Hezbollah prestano servizio nell'esercito libanese. Ci sono momenti in cui bisogna saper dire ‘no' anche al presidente degli Stati Uniti, e se non lo facciamo, ci troveremo ad affrontare Hezbollah la prossima volta, quando sarà molto più forte e pericoloso. Chiedo che si tenga una discussione in gabinetto e si voti sulla decisione di cessare il fuoco".
Israele e Libano concordano un cessate il fuoco mediato dagli Usa
"A seguito delle negoziazioni guidate dagli Stati Uniti, Israele e Libano hanno concordato l'attuazione di un cessate il fuoco. Il cessate il fuoco è subordinato a una completa cessazione del fuoco di Hezbollah e all'evacuazione di tutti gli esponenti di Hezbollah dal Settore Sud del fiume Litani". Lo si legge in una dichiarazione congiunta di Stati Uniti, Israele e Libano. L'accordo prevede la creazione di "zone pilota" sotto il controllo esclusivo dell'esercito libanese. Nella dichiarazione si annuncia che i prossimi colloqui tra Israele e Libano si terranno dal 22 giugno.
La Camera USA vota per lo stop alla guerra all'Iran
La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione, promossa dai Democratici, che punta a fermare la guerra contro l'Iran fino a quando il Congresso non autorizzerà l'inizio delle ostilità.
La Camera ha votato con 215 voti favorevoli e 208 contrari, con quattro Repubblicani che hanno votato insieme ai Democratici a favore della risoluzione sui poteri di guerra. La risoluzione ha una valenza più che altro simbolica, dato che il presidente americano ha il diritto di veto.