video suggerito
video suggerito

Bonus maltempo 2026: chi può richiedere il contributo INPS fino a 3000 euro e come fare domanda

L’Inps ha pubblicato le istruzioni per accedere all’indennità una tantum destinata ai lavoratori autonomi e parasubordinati di Calabria, Sicilia e Sardegna colpiti dal maltempo. Le domande possono essere inviate telematicamente entro la scadenza del 20 giugno 2026.
A cura di Francesca Moriero
0 CONDIVISIONI
Immagine

L'emergenza meteo che all'inizio dell'anno ha messo in ginocchio ampie zone del Sud Italia trova ora una prima risposta economica, anche se parziale. Con la circolare del 7 maggio, l'Inps ha infatti dato il via libera al cosiddetto "Bonus Alluvioni", un'indennità una tantum pensata per offrire un sostegno immediato a quei lavoratori che vivono di fatturato giornaliero e che si sono visti costretti a fermarsi a causa del fango e delle frane. Si tratta di una boccata d'ossigeno necessaria per affrontare le spese correnti, che accende però anche un dibattito sulla sufficienza di questi fondi per chi deve realmente ricostruire un'attività da zero. Ecco cosa c'è da sapere.

Cos’è il contributo e il limite degli importi

L'indennità è destinata a chi ha subito danni o sospensioni lavorative tra il 18 gennaio e il 30 aprile 2026. Il meccanismo prevede l'erogazione di 500 euro per ogni periodo di fermo (fino a un massimo di 15 giorni), con un tetto massimo cumulabile di 3mila euro per lavoratore. Se da un lato la misura garantisce una liquidità rapida grazie al sistema dell'autocertificazione, dall'altro appare evidente il suo limite: per un'impresa o un professionista che ha perso macchinari o scorte, 3mila euro rappresentano più un sussidio di sopravvivenza che un vero fondo per la ricostruzione. Il rischio, dunque, è che il contributo serva a coprire le spese vive domestiche, lasciando ancora scoperto il capitolo degli investimenti necessari per far ripartire i motori dell'economia locale.

Chi può presentare domanda: i requisiti

Il bonus si rivolge esclusivamente alla platea dei lavoratori indipendenti e parasubordinati, categorie spesso escluse dagli ammortizzatori sociali tradizionali. Possono fare richiesta:

  • Collaboratori coordinati e continuativi (Co.co.co.), inclusi dottorandi e medici specializzandi.
  • Agenti e rappresentanti di commercio.
  • Lavoratori autonomi, professionisti e titolari di impresa iscritti alla previdenza obbligatoria.

Per ottenere il via libera, il richiedente deve risultare residente o operante in uno dei comuni di Calabria, Sardegna e Sicilia per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza con la delibera dello scorso 26 gennaio. Resta però un'incognita burocratica: la dimostrazione dell'effettiva "sospensione" dell'attività, un passaggio che potrebbe scoraggiare chi non possiede una documentazione ufficiale di chiusura (come un'ordinanza sindacale) e teme futuri controlli.

Come e quando inviare la richiesta

La procedura è interamente digitale e deve essere completata entro la scadenza del 20 giugno 2026. I lavoratori possono accedere al portale Inps tramite SPID, CIE o CNS, seguendo il percorso attraverso l'area "Sostegni, Sussidi e Indennità" fino al "Punto d'accesso alle prestazioni non pensionistiche". In questa fase, l'Inps procederà ai pagamenti basandosi sui dati dichiarati, ma l'Istituto ha già annunciato controlli a tappeto successivi. In caso di incongruenze, scatteranno le procedure di recupero e le relative sanzioni.

Per chi ha difficoltà con la tecnologia, resta valida la possibilità di rivolgersi ai Patronati o di utilizzare il Contact Center (numero verde 803 164), strumenti fondamentali per garantire che l'aiuto arrivi anche a chi è meno avvezzo ai canali digitali. In un mercato che cambia velocemente sotto i colpi del clima, l'efficienza di questa misura sarà il primo vero test sulla capacità dello Stato di proteggere le attività più esposte.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views