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Bonus nuovi nati 2026: a chi spetta il contributo da 1000 euro, quali sono i nuovi limiti ISEE e come fare domanda

Il nuovo contributo da 1.000 euro sostiene le famiglie per ogni figlio nato o adottato nel 2026: per ottenerlo basta avere un ISEE entro i 40mila euro e inviare la richiesta all’Inps entro 120 giorni. Ad oggi, oltre il 60% delle domande è già stato liquidato con successo. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
A cura di Francesca Moriero
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L'anno 2026 segna un passo importante per il sostegno alle famiglie italiane. Il Bonus nuovi nati, un contributo una tantum di 1.000 euro, è ormai in piena fase di erogazione e i primi dati dell'Inps confermano che la misura sta raggiungendo rapidamente i beneficiari: oltre il 62% delle domande è già stato pagato. Non si tratta di un premio automatico, ma di un aiuto economico che richiede il rispetto di regole precise, sia nei tempi che nei requisiti economici. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

A chi si rivolge il contributo

Il bonus è pensato per tutti i nuclei familiari che accolgono un nuovo figlio tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. La misura non riguarda solo le nascite biologiche, ma è estesa anche alle adozioni e agli affidamenti preadottivi. Il requisito principale è legato alla situazione economica: per avere diritto ai mille euro, la famiglia deve presentare un ISEE non superiore a 40mila euro. È importante sottolineare che, nel calcolo di questa soglia, non vengono conteggiati i soldi ricevuti tramite l'Assegno Unico. Questo significa che molte famiglie, anche se percepiscono già altri aiuti, possono comunque rientrare nel limite e ottenere il bonus.

Attenzione alla scadenza dei 120 giorni

Il punto più critico per i genitori riguarda il calendario. La domanda deve essere presentata tassativamente entro 120 giorni (circa quattro mesi) dall'evento, che sia il parto o l'ingresso del bambino in famiglia. Se si supera questo termine, il diritto al bonus decade e non sarà più possibile richiederlo. Poiché i primi mesi con un neonato sono spesso caotici, il consiglio è quello di muoversi il prima possibile per evitare che una dimenticanza costi cara.

Come fare domanda in modo semplice

La procedura è interamente digitale e può essere gestita in tre modi diversi:

  • Sito Inps: Accedendo con SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi.
  • App Inps Mobile: Per chi preferisce completare l'operazione direttamente dallo smartphone in pochi passaggi.
  • Patronati: Per chi non ha dimestichezza con la tecnologia e preferisce affidarsi a un consulente che verifichi la correttezza dei dati.

Perché alcune domande sono ferme?

Nonostante la rapidità dei pagamenti, alcune pratiche risultano bloccate. Spesso il problema è un ISEE non aggiornato o contenente errori. L'Inps effettua controlli automatici e, se i dati non corrispondono, la domanda viene sospesa. Per questo motivo, prima di inviare la richiesta, è fondamentale assicurarsi che il proprio ISEE sia valido per l'anno in corso e che includa il nuovo arrivato nel nucleo familiare.

Una volta inviata correttamente, la domanda può essere monitorata online fino al momento in cui l'Istituto dispone il bonifico direttamente sul conto corrente del richiedente.

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