No, non c’è nessun bonus di 300 euro per i caregiver con legge 104 senza Isee: la spiegazione sul contributo

Sembra esserci un po' di confusione sul bonus caregiver. In questi giorni diversi siti di informazione hanno rilanciato la notizia di un presunto contributo fino a 300 euro, accessibile a tutti coloro che forniscono assistenza a familiari e conviventi sulla base della legge 104. In realtà è falso e il bonus non esiste. L'equivoco probabilmente nasce dal disegno di legge approvato lo scorso gennaio dal governo che prevede un sostegno fino a 400 euro per caregiver a tempo pieno con Isee sotto i 15mila euro. La misura però, rivolta a una platea molto specifica, non è ancora entrata in vigore e non è detto che succeda. Spieghiamo meglio di che si tratta.
La fake news sul bonus caregiver da 300 euro
Diversi siti di informazione in questi giorni riportano degli articoli titolati in questo modo: "Riforma Legge 104: in arrivo il nuovo bonus caregiver da 300 euro mensili", "Legge 104: bonus fino a 300€ al mese senza ISEE? Ecco chi può averlo davvero", o ancora "Bonus 300 euro Legge 104 senza ISEE: verità e requisiti…". Come detto non c'è nulla di vero. Al momento non è in arrivo un bonus per i caregiver senza soglie Isee all'accesso. L'unico sostegno su cui è al lavoro il Parlamento è un altro ed è contenuto all'interno del ddl varato dal Consiglio dei ministri qualche mese fa. Il testo è stato depositato alla Camera e al momento è in corso d'esame in Commissione Affari sociali.
Cosa prevede invece il ddl e in cosa consiste davvero il bonus
Il ddl riconosce un sostegno fino a 400 euro al mese a chi assiste, in ambito domestico e a titolo gratuito familiari e congiunti con disabilità o non autosufficienti. Il bonus verrebbe erogato trimestralmente con rate che possono arrivare a un massimo di 1.200 euro (400 mensili appunto). Le procedure sarebbero gestite dall'Inps.
I requisiti per ottenerlo
L'ambito dei beneficiari però è piuttosto ristretto. I caregiver dovranno essere innanzitutto muniti di una certificazione che attesti il loro lavoro di assistenza, tramite l'iscrizione a un registro informatico creato appositamente. Inoltre la famiglia dovrà avere un Isee inferiore ai 15mila euro, mentre la persona assistita dovrà essere titolare di un'indennità di accompagnamento e avere una disabilità gravissima. In altre parole, un paziente non autosufficiente che necessita di assistenza continua. Non solo, il destinatario dell'aiuto dovrà aver un reddito sotto i 3mila euro. Parliamo di paletti abbastanza stringenti che limitano la platea di chi può riceverlo.
Come fare domanda e quando arriva
Come dicevamo, le domande saranno gestite dall'Inps, probabilmente in via telematica. Il punto è che il bonus potrebbe non entrare mai in vigore. Per l'ufficialità infatti, bisognerà aspettare che entrambi i rami del Parlamento approvino il disegno di legge (ora alla Camera) e senza intoppi. Anche una volta approvato, serviranno i decreti attuativi, emanati dai ministeri, per rendere effettiva la misura. Insomma, pure se l'iter dovesse procedere in modo spedito, è probabile che se ne riparli direttamente nel 2027.