video suggerito
video suggerito

“Entro l’estate rischiamo gravi carenze di farmaci”: l’allarme di Confindustria per la guerra in Iran

A causa del conflitto in Iran e della crisi energetica, farmaci a rischio carenze e costi in aumento per principi attivi e materiali di confezionamento. L’allarme delle associazioni di categoria: “Possibili criticità dall’estate in Italia ed Europa”.
A cura di Eleonora Panseri
0 CONDIVISIONI
Immagine di repertorio.
Immagine di repertorio.

Farmaci a rischio carenze e costi nel settore aumentati oltre il 20% a causa del conflitto in Iran. È l'allarme lanciato dal presidente di Farmindustria Marcello Cattani.

Parlando ai giornalisti a margine di un incontro a Roma sull’industria farmaceutica come asset prioritario del Made in Italy, ha spiegato che a causa della nuova crisi energetica e con l'incremento del prezzo del greggio, i costi di produzione per le aziende farmaceutiche sono aumentati su tutta la filiera.

“Vediamo un +25% per l’alluminio, il vetro e la carta degli imballaggi, ma anche un +15% sugli ingredienti attivi. Se pensiamo ai rischi principali, che possono essere gli incrementi delle carenze dei farmaci”, basterebbe che il conflitto in Medio Oriente durasse “alcuni mesi e la situazione potrebbe diventare davvero preoccupante”, ha detto Cattani.

L’alluminio in particolare arriva da Paesi, come Cina, India, Australia. "Quindi, nel momento in cui si è presentata questa quarta crisi energetica dovuta a fattori geopolitici, le filiere vanno sotto stress e si scatena l’accaparramento”.

Per Cattani l'obiettivo è "capire come renderci meno dipendenti da Cina ed India negli ingredienti attivi che compongono i farmaci. Ma oggi non è solo questo il tema: c’è anche l’incremento del costo non solo del petrolio e del gas, ma dell’alluminio, del Pvc, della plastica e quindi il rischio di potenziali carenze”.

Dello stesso avviso è Lucia Aleotti, vice presidente di Confindustria per il Centro studi che a margine dello stesso evento ha spiegato che il settore farmaceutico "potrebbe andare a rischio di carenze perché le forniture a livello globale sono tutte connesse".

"I fornitori di principi attivi sono energivori, i costi dei materiali di confezionamento dei farmaci in alluminio sono esplosi nei loro costi", ha aggiunto. "Il rischio è che ci possa essere una limitazione delle forniture in Europa e in Italia".

"Non attualmente, non nei prossimi mesi, ma a partire dall'estate o dopo l'estate in Europa e in Italia. – conclude – Cruciale è il tipo di risposta che i Paesi e la Commissione europea sapranno dare in questa situazione".

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views