Crisi energia, Tajani a Fanpage: “Non mi aspetto mesi di sacrifici, guardare anche bicchiere mezzo pieno”

a cura di Marco Billeci e Giulia Casula
Il tema della crisi dei prezzi dell'energia – aggravata dal prolungarsi della guerra tra Usa e Iran – è stato al centro della relazione del presidente di Confindustria Emanuele Orsini, durante l'assemblea annuale degli industriali. Alla presenza del presidente della Repubblica Mattarella e della premier Meloni, Orsini ha chiesto urgenti interventi in materia energetica all'Europa e al governo. Fanpage.it ha interrogato sul punto il ministro degli Esteri Antonio Tajani e a quello dell'Ambiente e Transizione Energetica Gilberto Pichetto Fratin.
"Mi auguro che non ci siano mesi di sacrifici" per gli industriali e che "le cose possano migliorare in tempi abbastanza rapidi. Per ciò che è di mia competenza io sono molto soddisfatto dei risultati dell'export, indipendentemente dalle due guerre e dalla situazione dei dazi, va a vele spiegate", ha risposto il vicepremier.
Tajani si è mostrato ottimista: "Guardiamo pure il bicchiere mezzo pieno, la guerra non dipende da noi, vorrei ricordare che l'export rappresenta quasi il 40% del Pil e se va bene l'export vanno bene anche l'industria. Stiamo crescendo ovunque in tutti i fronti. Anche in Cina sono aumentate le esportazioni, i dati sono lusighieri", ha detto. "Da questo punto di vista credo che il mondo dell'industria possa essere contento, noi faremo ti tutto per aiutarlo, stiamo facendo il possibile. Non dipende da noi la guerra in Ucraina, la guerra in Medio Oriente, l'imposizione dei dazi, ma nonostante tutto, anche la benzina costa meno in Italia rispetto a Germania o Francia", ha aggiunto.
L'energia però costa di più: "Quello non dipende da noi. Il nucleare non è stata una scelta nostra. Che non si possa vendere l'energia spagnola all'Italia a prezzi più bassi è una scelta che non dipende da noi ma dalla Francia", ha tagliato corto.
Sul nucleare, in particolare sul disegno di legge delega ora a Montecitorio, è intervenuto anche Orsini: "Voglio vedere cosa succederà con la proposta di sperimentazione al nucleare in Parlamento. Perché se neanche più di sperimentazione possiamo parlare, allora diventa ideologia".
A tal proposito, il ministro Fratin ha rimarcato: "Noi siamo un Paese che per scelte storiche oggi soffre più degli altri perché dipende dall'estero. La sfida di questo governo è quella di creare le condizioni per una maggiore autonomia e indipendenza a livello nazionale". Un piano per la produzione del nucleare e la costruzione di nuove centrali richiede però tempi molto lunghi rispetto all'emergenza della crisi energetica. "Nell'immediato gli interventi che abbiamo delineato riguardano forme contrattuali di tipo diverso tra produttori e consumatori e forme di agevolazioni", ha risposto il titolare dell'Ambiente. "Interventi che certamente non sono strutturali ma che possono durare due, tre, quattro anni, al fine di alleviare una situazione di difficoltà dovuta ai prezzi e all'energia. Il dovere che abbiamo è di mantenere competitivo questo Paese", ha concluso.