Pensioni, esenzione Irpef per le ‘vittime del dovere’ estesa a tutti i trattamenti: i chiarimenti dell’Inps

Novità sul fronte pensioni. L'esenzione Irpef sugli assegni riconosciuti alle vittime del dovere – ovvero coloro che hanno subito gravi lesioni, un'invalidità permanente o la morte mentre svolgevano attività a servizio dello Stato – sarà estesa a tutti i trattamenti pensionistici percepiti dalla persona o dai familiari in caso di decesso. In una circolare l'Inps ha chiarito che il beneficio fiscale si applica a tutti gli importi relativi al 2026 e che sarà possibile richiedere un rimborso per gli anni precedenti. Ecco tutte le novità.
Cosa dice la circolare dell'Inps e come funzionava prima
La circolare, pubblicata lo scorso 30 aprile, ricorda che la legge che ha esteso ai trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del dovere, ai soggetti equiparati e ai loro familiari superstiti l'esenzione dall'imposta sui redditi riconosciuti in favore delle vittime del terrorismo, delle stragi di tale matrice e della criminalità organizzata risale al 2016 (la n° 232 dell'11 dicembre).
Tuttavia, nel 2017 la Corte di Cassazione ha stabilito che il beneficio andasse applicato "ai soli trattamenti pensionistici che hanno dato luogo allo status di vittima del dovere o di soggetto equiparato". Fino a questo momento infatti, l'esenzione è stata riconosciuta solo per la pensione specifica legata all'evento lesivo e non ad altri trattamenti (ad esempio: pensione di vecchiaia, anticipata eccetera).
La novità: ora l'esenzione Irpef si applicherà a tutte le pensioni delle vittime del dovere
La novità è arrivata a febbraio 2025, quando la Corte di Cassazione ha affermato che "l'estensione, in favore delle vittime del dovere e dei soggetti equiparati, dell’esenzione dall’Irpef del trattamento pensionistico (…) non è applicabile ai soli trattamenti pensionistici aventi causa dall'evento che ha dato luogo al riconoscimento dello status medesimo". L'ordinanza era stata preceduta nel 2024 da un'altra sentenza che estendeva l'agevolazione "a tutti i trattamenti pensionistici, senza indicare nessuna necessaria correlazione della pensione con l’evento che ha determinato il riconoscimento dello status di vittima del dovere".
Di conseguenza – chiarisce l'Inps – d'ora in avanti l'esenzione varrà per tutti i trattamenti pensionistici delle vittime di dovere "derivanti da iscrizioni assicurative obbligatorie di cui gli stessi siano titolari, anche se non correlati all’evento che ha dato luogo allo status medesimo".
Chi sono le vittime del dovere
Ma chi sono le "vittime del dovere"? È il ministero dell'Interno a chiarirlo. Si tratta di "operatori di polizia e altri dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subito un'invalidità permanente in attività di servizio" per effetto di lesioni riportate durante il "contrasto a ogni tipo di criminalità, nello svolgimento di servizi di ordine pubblico, nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari, in operazioni di soccorso, in attività di tutela della pubblica incolumità, in attività di prevenzione e di repressione dei reati".
Sono considerati vittime del dovere anche "coloro che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali o operative". Lo status può essere riconosciuto ad appartenenti alla polizia, all'arma dei carabinieri, alla guardia di finanza, alla forestale, alla polizia penitenziaria, alle polizie municipali e al corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Come ottenere i rimborsi
Dal 2026 tutti i trattamenti pensionistici, inclusi quelli già liquidati dall'Inps, sono esentati dall'Irpef e dalle addizionali regionali e comunali. L'esenzione sarà applicata in qualità di sostituto di imposta dalla prima rata pensione utile in pagamento "fermo restando il successivo rimborso delle ritenute fiscali applicate sui ratei di pensione" da gennaio di quest'anno. Nei prossimi giorni l'Istituto di previdenza fornirà le istruzioni operative di dettaglio. Sarà possibile inoltre, chiedere rimborso per gli anni precedenti al 2026 direttamente tramite l'Agenzia delle Entrate.