
La premier Meloni ha accolto con entusiasmo l'annuncio del cessate il fuoco tra Israele e Libano. "Un'eccellente notizia", ha commentato ringraziando gli Stati Uniti per il loro lavoro di mediazione. Un messaggio che suona come un tentativo di disgelo dopo le recenti tensioni con il tycoon. Che però, nella notte, è tornato ad attaccare sui social ricordando il caso della base di Sigonella, negata poche settimane fa a un aereo americano: "L'Italia non ci ha sostenuto, noi non li sosterremo!", ha scritto sui social.
Oggi Meloni è a Parigi per partecipare alla conferenza sul blocco dello Stretto di Hormuz, organizzata dal presidente Emmanuel Macron assieme agli altri membri della coalizione dei Volenterosi, tra cui il premier inglese Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Al termine del vertice sulla possibile spedizione europea nello Stretto per le attività di sminamento, Meloni ha detto che "l'Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione le proprie unità navali sulla base di un'autorizzazione parlamentare", in linea con le missioni Aspide e Atalanta.
In Parlamento proseguono i lavori sul decreto Sicurezza che andrà convertito in legge entro il 25 aprile. Al Senato è andato avanti a oltranza l'esame degli emendamenti e oggi è arrivato il voto finale. Tra le proposte approvate ci sono i correttivi sul porto di coltelli, più tutele a docenti e personale scolastico, la stretta sul traffico e detenzione di stupefacenti, pene più dure per furti, scippi e sanzioni fino a 3mila euro contro i parcheggiatori abusivi. Ora il testo andrà alla Camera, dove il governo porrà la questione di fiducia. La discussione è prevista per martedì 21 aprile mentre il voto finale dovrebbe arrivare mercoledì 22.
Trump: "L'Italia non ci ha sostenuti, noi non sosterremo Roma"
"L'Italia non c'è stata per noi, noi non ci saremo per loro". Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul suo profilo Truth, tornando ad attaccare Roma in relazione al mancato sostegno nelle operazioni legate al conflitto in Iran. Secondo quanto riportato, il presidente americano avrebbe criticato la posizione italiana sull'uso delle basi militari, con particolare riferimento al caso di Sigonella. Dichiarazioni che si inseriscono in un contesto già segnato da attriti diplomatici tra Trump e la stessa Meloni delle ultime settimane. Nel suo intervento, Trump ha rilanciato poi anche critiche verso gli alleati Nato e ha riacceso il confronto politico anche su altri dossier internazionali, tra cui il ruolo dell'Italia nelle recenti crisi in Medio Oriente.
Provenzano (Pd): "Sulla missione a Hormuz manca precondizione, serve mandato chiaro Onu"
"Ad oggi non c'è una cornice chiara e manca la precondizione, un accordo di pace stabile e duraturo. Non basta una semplice tregua, decisivo sarà l'esito del negoziato. Altrimenti si rischia che mandare navi in un teatro di guerra venga interpretato come un coinvolgimento diretto. Servirebbe un mandato chiaro delle Nazioni Unite", così in una nota Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri nella segreteria nazionale del Pd.
"Ancora una volta, è sull'Europa che ricadono le conseguenze della guerra illegale di Trump e Netanyahu. A tutti sta a cuore la libertà e la sicurezza della navigazione, ma una missione, specialmente in uno scenario così delicato e deteriorato, dev'essere chiara nelle regole di ingaggio e avere una forte base giuridica fondata sul diritto internazionale. Al momento il Governo non ha chiarito né le une né l'altra."
Schlein a Barcellona: "Democrazia, pace e giustizia sociale le parole d'ordine"
"La democrazia, la pace, la giustizia sociale e la giustizia climatica. Con queste quattro parole possiamo riassumere l’impegno di centinaia di forze che sono qui rappresentate e che sentono di dover andare insieme avanti". Lo ha dichiarato la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, intervenendo a Barcellona al Global Progressive Mobilisation, incontro che riunisce leader dei partiti progressisti di tutto il mondo. "Oggi che crollano le destre nazionaliste e che crollano proprio sull’aver riportato le guerre, c'è bisogno di prenderci la responsabilità di ricostruire pace, tranquillità e giustizia sociale", ha aggiunto Schlein.
Schlein a Barcellona: "In Italia primo segnale di arresto della destra nazionalista"
"C'è molta attesa rispetto a quanto succede in Italia, il primo segnale forte di arresto delle destra nazionalista è stato in Italia. C'è attesa rispetto a quanto può succedere alle prossime elezioni politiche in Italia". Lo ha detto Elly Schlein al Global progressive mobilisation di Barcellona.
Schlein: "Qua i progressisti del mondo, l'internazionalismo non è dei nazionalisti"
"A Barcellona ci sono forze democratiche progressiste di tutto il mondo. Abbiamo incontrato sudamericani, asiatici, anche altri leader americani. Questo a dimostrazione che non lasciamo l'internazionalismo ai nazionalisti, di cui peraltro Trump ha fatto emergere tutte le contraddizioni", ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein a margine del Global Progressive Mobilisation, a Barcellona. "Credo che i dazi l'abbiano mostrato benissimo, perché hanno danneggiato le economie, anche dei grandi sostenitori di Trump. Davanti a questo, la risposta non può che essere quella di metterci insieme, per affrontare insieme quelle sfide che nessuno di noi da solo può affrontare. Vale per i cambiamenti climatici: la questione energetica è anche una questione geopolitica e democratica".
Sondaggio Emg per il Tg3, fiducia in Meloni in netto calo: solo 38% di giudizi positivi, 62% negativi
Secondo il monitoraggio Emg per Linea Notte del Tg3, diretto da Pierluca Terzulli, i giudizi positivi sul governo Meloni si attestano al 38%. Alla domanda "quanta fiducia ha nel governo Meloni", il 10% degli intervistati ha risposto "molta fiducia" e il 28% "abbastanza fiducia", mentre il 22% ha dichiarato "poca fiducia" e il 40% "nessuna fiducia". Nel complesso, i giudizi negativi raggiungono quindi il 62%.
Orsini (Confindustria): "Serve riflessione su energia e Ue, così non siamo competitivi"
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenendo a Genova alla conferenza sulla blue economy, ha richiamato la necessità di un cambio di passo nelle politiche europee ed energetiche. "Mi meraviglio che l'Europa non stia vedendo questa situazione e non abbia pronte misure adeguate. Forse dobbiamo cambiare chi ci governa in Europa", ha dichiarato, sottolineando i rischi legati all'instabilità internazionale e all'aumento dei costi energetici. Orsini ha poi evidenziato come la competitività delle imprese italiane sia fortemente penalizzata dai prezzi dell'energia: "Prima del conflitto Russia-Ucraina pagavamo 28 euro a megawattora, oggi siamo a 160. Così le nostre aziende sono fuori dalla competizione globale". Il leader degli industriali ha quindi sollecitato un'accelerazione sulle rinnovabili, chiedendo la definizione delle aree idonee per fotovoltaico ed eolico e una strategia energetica più rapida ed efficace a livello nazionale ed europeo.
Energia, Pavanelli (M5S): "Sul nucleare governo tra annunci e zero fatti"
"Con gli annunci non si abbassano le bollette: bisogna che Giorgia Meloni lo faccia presente ai suoi ministri". Lo dice Emma Pavanelli, capogruppo M5S in Commissione Attività Produttive alla Camera, commentando le posizioni del governo sul nucleare. "Sono tre anni che tanto Pichetto Fratin quanto Urso annunciano un disegno di legge sul nucleare. Lo hanno ribadito anche oggi, forse convinti di spostare l’attenzione rispetto alle aperture di Eni e Confindustria sul gas russo, su cui i partiti di governo risultano divisi". Pavanelli accusa il governo di "annuncite cronica e zero fatti", paragonando l'approccio a quello di altri grandi progetti infrastrutturali: "Sul nucleare il copione è simile a quello di Salvini sul ponte sullo Stretto. La mancanza di visione del governo in tema energetico è evidente: la guerra in Iran ha mostrato il fallimento dell’idea dell’Italia come hub del gas nel Mediterraneo. E sul nucleare, ormai, non credono più nemmeno loro a ciò che dicono". La deputata M5S indica infine la propria linea: "La strada verso l'autonomia energetica passa da rinnovabili, accumuli, contratti a lungo termine, comunità energetiche ed efficientamento energetico degli edifici".
Salvini: "Attaccare il Papa non serve, è un costruttore di pace"
"In un momento delicato, con troppi conflitti in corso, attaccare il Papa, prendersela con il Papa che è un costruttore di pace, non serve a nessuno". Lo ha dichiarato il leader della Lega, Matteo Salvini, intervistato dal Tg3, commentando gli attacchi verbali del presidente degli Stati Uniti contro il Pontefice.
Il legale di Claudia Conte smentisce le accuse sugli incarichi e dice che non parlerà
Con una lunga lettera il legale di Claudia Conte ha smentito le accuse sugli incarichi riconosciuti alla presunta amante del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il discusso mistero sui suoi titoli di studi e l'ipotesi di un complotto contro il governo. L'avvocato inoltre ha chiarito che Conte non intende rilasciare alcuna dichiarazione sullo scandalo. Per il momento dunque, la donna non parlerà.
Energia, Appendino (M5S): "Riaprire al gas russo, basta penalizzare le imprese italiane"
"Un mese fa, dalle colonne de La Verità, lanciavo una proposta di buonsenso: riaprire subito al gas russo per fermare l'emorragia dei costi energetici e salvare le nostre imprese. La risposta del mainstream fu immediata: ‘filo-putiniana'. Eppure la realtà dei fatti sta smantellando pezzo per pezzo quell’ideologia cieca". Lo scrive la deputata del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, in un post sui social. "In questi giorni l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha lanciato lo stesso monito. Poche ore fa si è aggiunta la voce dell’industria nazionale: il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha certificato il collasso, ricordando che siamo passati da 28 a 160 euro a megawattora e che le nostre aziende sono ormai fuori dalla competizione globale". Appendino denuncia anche che "il Gnl russo continua ad arrivare in Europa", citando flussi attraverso Amsterdam e il sito siberiano di Yamal, e sottolineando l’aumento degli acquisti da parte di diversi Paesi europei. "L'atteggiamento del governo non è più giustificabile. Non si può fare la ‘pedina ubbidiente' facendo pagare il prezzo alla nostra manifattura mentre altri Paesi aggirano un embargo di facciata per curare i propri interessi. Ora basta: prima viene l'interesse nazionale, prima vengono le nostre imprese".
Energia, Bignami (FdI): "Gas russo non è la scelta migliore, priorità a libertà e diversificazione"
"Comprendo Eni e Confindustria che guardano al gas russo come strada immediata, ma non crediamo sia la migliore: il governo deve contemperare valori superiori come la difesa della libertà e della propria terra, come stanno facendo gli ucraini, una difesa che è anche dell'Europa". Lo ha dichiarato Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, intervenendo a Mestre (Venezia) all'iniziativa "Creatori di ricchezza, sosteniamo chi fa grande l'Italia". "Non è una scelta che l'Italia può fare da sola anche se auspico che per gennaio 2027, quando il tema si porrà, la guerra sarà definitivamente chiusa e se ne potrà discutere. Siamo ottimisti ma realisti e già oggi ci stiamo impegnando per diversificare il mix energetico, come dimostrano anche i viaggi di Giorgia Meloni. Il prossimo sarà in Azerbaijan". Bignami ha quindi ribadito la linea del governo sulla necessità di puntare su fonti alternative e su una strategia energetica coerente con il quadro internazionale.
Hormuz, Carfagna: "Riapertura sia punto di svolta per una pace stabile"
"La riapertura dello Stretto di Hormuz è il primo vero segnale di distensione dopo settimane di guerra e di incertezza globale. Ora deve diventare un punto di svolta per l’avvio di una de-escalation reale in Medio Oriente e di un percorso credibile verso una pace stabile". Lo scrive sui social Mara Carfagna, segretaria di Noi Moderati. "Importanti sono l'unità e il ritrovato protagonismo dell'Europa, con l'Italia pronta a fare la sua parte all’interno di una missione internazionale, inviando navi nello Stretto per garantire la libertà di navigazione. Una disponibilità che la premier Giorgia Meloni ha giustamente subordinato a due condizioni: la fine delle ostilità e il pieno coinvolgimento del Parlamento. Rendere sicura e duratura la riapertura di Hormuz non è solo una priorità: è una necessità strategica. In gioco non c’è solo la stabilità della regione, ma la tenuta dell’economia globale".
Hormuz, Meloni incontra il cancelliere tedesco Merz all’Eliseo
Giorgia Meloni ha avuto un colloquio con il cancelliere tedesco Friedrich Merz a margine della Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, svoltasi nel pomeriggio all'Eliseo. È quanto emerge dalle immagini diffuse da Palazzo Chigi.
Hormuz, Lupi (Noi Moderati): "Sì a navi italiane solo con cornice internazionale e cessate il fuoco"
"Siamo favorevoli all'invio di navi italiane per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, all'interno di una cornice internazionale che veda l'Europa protagonista e, come ha giustamente precisato la presidente Meloni, previa autorizzazione del Parlamento e solo a condizione che sia stato raggiunto prima un accordo stabile sulla cessazione delle ostilità. Del resto è già accaduto in passato che l'Italia inviasse navi militari in risposta a minacce alla navigazione mercantile: accadde nel 1987, nel mezzo del conflitto tra Iran e Iraq, con l'invio di un contingente navale, tra cui i cacciamine classe ‘Lerici'. La riapertura dello Stretto di Hormuz può essere il punto di svolta. Quello che più conta adesso è intensificare gli sforzi per arrivare a una de-escalation e alla pace in Medio Oriente". Lo ha detto Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.
Iran, M5S: "Meloni non cita imprescindibile precondizione risoluzione Onu"
"Annunciando la disponibilità dell'Italia a partecipare alla missione militare navale dei ‘volenterosi' europei nello Stretto di Hormuz, Meloni ha doverosamente ricordato la necessità di un'autorizzazione parlamentare, ma a differenza del cancelliere Merz non ha citato come precondizione che la missione sia autorizzata da una risoluzione ad hoc del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite", lo hanno detto i parlamentari M5S delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. "Per il Movimento 5 Stelle nessuna spedizione militare italiana al largo delle coste iraniane è pensabile se non avviene sotto l’egida dell’Onu, necessaria per garantire una cornice giuridica chiara e una netta separazione dalle iniziative unilaterali di Trump. Ci chiediamo se quella di Meloni sia stata una dimenticanza o un primo tentativo di tornare nelle grazie del presidente americano".
Bonelli: "Trump è un pericolo per il pianeta, Meloni riveda accordi economici con gli Usa"
"Meloni riveda gli accordi commerciali con Trump. Aver deciso di acquistare armi e gas da Trump è un vero e proprio salasso", lo ha detto in piazza Montecitorio Angelo Bonelli di Avs.
Giorgetti: "Con Bessent dialogo amichevole, autonomia su materiali critici priorità strategica"
"Nell'incontro con il segretario Bessent, come sempre amichevole, sono emersi dei punti comuni di visione, anche strategica, prima tra tutti la necessità di renderci autonomi sotto il profilo dei materiali critici" l0 ha detto Giancarlo Giorgetti, il ministro dell'Economia e delle Finanze, riferendo dell'incontro con il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, a margine dei lavori di Fmi e Banca mondiale a Washington. "Naturalmente poi ci sono interessi talvolta diversi e soltanto il dialogo continuo può portare a dei buoni compromessi per entrambi", ha poi aggiunto il ministro nel corso di un briefing, sottolineando il clima di confronto costruttivo tra le parti.
Iran, Boccia (Pd): "Governo intervenga per protezione navi e merci italiane"
In vista dell'annunciata riapertura dello Stretto di Hormuz legata al cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, il presidente del gruppo del Partito Democratico al Senato, Francesco Boccia, ha presentato un'interrogazione alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Adolfo Urso e Matteo Salvini. L'esponente dem ha così chiesto "un intervento dell'esecutivo per garantire la protezione delle navi e delle merci italiane eventualmente bloccate nello Stretto", oltre a misure di sostegno per le imprese colpite: "È evidente che la logistica marittima costituisce l'infrastruttura portante dell'ecosistema globale, movimentando oltre l'80% dei volumi del commercio mondiale. I choke points, come Hormuz, sono stati trasformati in epicentri di forte tensione dalla guerra in Medio Oriente", si legge nell'interrogazione. Poi ha sollecitato il governo a promuovere in sede europea l'istituzione di un fondo di solidarietà per la resilienza logistica, a sostenere le PMI colpite, e a predisporre un piano di assistenza tecnica per la diversificazione dei mercati: "Serve anche sostenere il settore della logistica marittima e mitigare l'impatto dei rincari del carburante sulle tariffe di trasporto, oltre a prevedere l'ammodernamento dei porti e degli interporti nazionali".
Magi (+Eu): "Pannella a Meloni direbbe 'hai sbagliato tutto'"
"Cosa direbbe Marco Pannella a Giorgia Meloni? Le direbbe che ha sbagliato tutto e che dovrebbe mollare la destra nazionalista". A dirlo, ospite di Rai Radio1, a Un Giorno da Pecora, è il deputato di + Europa Riccardo Magi. L'esponente di Forza Italia a Roma Rachele Mussolini ha proposto una targa commemorativa per il leader radicale scomparso, a Roma, in via di Torre Argentina. Cosa ne pensa? "Una cosa bella, anche se Pannella diceva sempre che sarebbe stato glorificato da morto dopo esser stato sbeffeggiato e deriso in vita".
Energia, Appendino (M5S): "Riaprire subito al gas russo, ascoltare Orsini e Descalzi"
"Un mese fa, dalle colonne de La Verità, lanciavo una proposta di buonsenso: riaprire subito al gas russo per fermare l'emorragia dei costi energetici e salvare le nostre imprese. La risposta del mainstream fu immediata: ‘filo-putiniana'. Eppure la realtà dei fatti sta smantellando pezzo per pezzo quell'ideologia cieca", ha detto la deputata del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, in un post sui propri canali social. "In questi giorni l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha lanciato lo stesso identico monito. Poche ore fa si è aggiunta la voce dell'industria nazionale: il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha certificato il collasso, ricordando che siamo passati da 28 a 160 euro a megawattora e che le nostre aziende sono ormai fuori dalla competizione globale". Appendino ha poi richiamato il tema delle importazioni energetiche europee: "Il Gnl russo continua ad arrivare, passando per Amsterdam o dal sito siberiano di Yamal, e diversi Paesi europei hanno aumentato gli acquisti. L'atteggiamento del governo non è più giustificabile. Non si può fare la ‘pedina ubbidiente' facendo pagare il prezzo alla nostra manifattura mentre altri Paesi aggirano un embargo di facciata. Ora basta: prima viene l'interesse nazionale, prima vengono le nostre imprese".
Patto di stabilità, Donzelli: "L'Europa non arrivi tardi, servono scelte adeguate al contesto geopolitico"
"Non chiediamo di sforare il Patto di stabilità perché abbiamo fatto qualcosa di sbagliato. Anzi, l'Italia è una delle nazioni che arriva con il compitino fatto meglio di tutti. Ma chiediamo all'Europa di fare l'Europa, di avere un senso in questo momento così complesso a livello geopolitico", lo ha detto Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, intervenendo all'evento del partito "Creatori di ricchezza" a Mestre (Venezia). "L'Europa non può per l’ennesima volta arrivare tardi. Se arriviamo troppo tardi diventa inutile e rischiamo di aver desertificato il nostro tessuto imprenditoriale a vantaggio di altre realtà mondiali che, nel post-globalizzazione, esistono nel mercato e rischiano di schiacciarci completamente". Donzelli ha poi aggiunto che, tra intelligenza artificiale e big data, "la democrazia rischia di essere una risorsa enorme ma anche un limite", sottolineando la necessità che l'Europa "sia per una volta al passo con i tempi".
Hormuz, Forza Italia: "Bene navi italiane per sminare, ma solo a ostilità cessate"
"Ne parleremo ed è giusto che Giorgia Meloni abbia sottolineato l'importanza del passaggio parlamentare. Tendenzialmente si va per assicurare la libera navigazione delle navi commerciali e la sicurezza del commercio mondiale. Mi sembrerebbe assolutamente in linea con quanto già facciamo sia a Hormuz che a Suez", lo ha detto il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, commentando il possibile invio di unità navali italiane per lo sminamento dello Stretto di Hormuz. "Tajani aveva già avanzato questa possibilità a ostilità cessate. Deve essere chiaro che non andiamo in guerra contro nessuno", ha aggiunto, sottolineando la necessità di un passaggio parlamentare "prima di qualsiasi decisione operativa".
Iran, Meloni: "Riapertura di Hormuz è essenziale per qualsiasi serio negoziato su soluzione crisi"
"La libertà di navigazione nello stretto di Hormuz è una questione assolutamente centrale per per l'Italia, per l'Europa, per la comunità internazionale nel suo complesso: si tratta di affermare un principio cardine del diritto internazionale, principio che vale per qualsiasi altro passaggio dal quale dipendano le catene di approvvigionamento mondiale, ma si tratta ovviamente di una questione di enorme rilevanza economica" ha detto Giorgia Meloni alla stampa fianco a fianco con il presidente Macron, il cancelliere Merz e il premier britannico Starmer al termine della riunione dei "volonterosi" sulla sicurezza dello stretto la riapertura del quale "è essenziale per qualsiasi serio negoziato per la soluzione della crisi in Medio Oriente". Meloni ha poi dichiarato che "lItalia è disponibile a dispiegare unità navali con il via libera del Parlamento", sottolineando che “una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità”.
Iran, Meloni: "Riaprire Hormuz essenziale per la soluzione del conflitto in Medio Oriente"
"La libertà di navigazione nello stretto di Hormuz è una questione assolutamente centrale per la nostra Nazione, per l'Italia, per l'Europa, per la comunità internazionale nel suo complesso. Si tratta ovviamente di affermare un principio cardine del diritto internazionale che vale per Hormuz e, chiaramente, per qualsiasi altro passaggio dal quale dipendano le catene di approvvigionamento mondiale. Ma si tratta ovviamente di una questione di enorme rilevanza economica", ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa convocata a Parigi al termine della Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz.
"Riaprire Hormuz significa anche costruire un elemento essenziale per qualsiasi soluzione del conflitto mediorientale. E questo, chiaramente, si vede bene in queste ore: la centralità del tema della riapertura di Hormuz nel processo negoziale è particolarmente chiaro sulla base degli sviluppi di queste ore quando, in risposta al cessate il fuoco in Libano, è stato riaperto (almeno da parte iraniana) il passaggio delle navi nello stretto per il periodo del cessate il fuoco che è stato negoziato tra Stati Uniti, Iran e Israele. Quindi la riapertura di Hormuz è parte di qualsiasi serio progetto di negoziato per la crisi in Medio Oriente", ha aggiunto la premier.
Iran, Meloni: "Italia pronta a dare proprie navi con ok del Parlamento"
"L'Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali sulla base di un'autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali. È un impegno in linea con le missioni Aspides e Atalanta". Lo ha detto Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni congiunte alla stampa, al Palazzo dell'Eliseo, al termine del vertice per la navigazione nello Stretto di Hormuz.
Iran, Macron: "Un grazie caloroso a Merz e Meloni per essere qui"
"Voglio ringraziare molto calorosamente la presidente del consiglio, Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco, Friederich Merz di essere qui" a Parigi. Lo ha detto Emmanuel Macron nelle dichiarazioni alla stampa al termine della Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, all'Eliseo con Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friederich Merz.
Iran, Macron: "Ripristinare il libero passaggio nello Stretto di Hormuz e rispetto del diritto del mare"
"Oggi abbiamo riunito 49 Paesi in una videoconferenza con l'Unione Europea e l'Organizzazione Internazionale Marittima. Ringrazio in particolare il Cancelliere federale Merz e il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per la loro presenza al nostro fianco in questo momento. Il nostro obiettivo è la riapertura del canale di Hormuz nell'ambito della guerra che interessa la regione, il blocco dello stretto avviato dall'Iran ha conseguenze particolarmente gravi nel mondo intero". Bisogna quindi "ripristinare le condizioni di libero passaggio nello Stretto di Hormuz e il rispetto del diritto del mare", lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron durante al dichiarazione al termine della conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, organizzata a Parigi da Francia e Regno Unito.
Iran, M5S: interrogazione su voli militari Usa dalla base di Aviano
"Abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare ai ministri della Difesa e degli Affari Esteri per fare piena luce su quanto riportato da recenti inchieste giornalistiche. Tra la fine di marzo e la metà di aprile si sarebbero registrati numerosi voli cargo militari dalla base di Aviano diretti verso il Regno Unito, con possibile collegamento a operazioni statunitensi in Medio Oriente". Lo dichiarano la deputata M5S Stefania Ascari, firmataria dell'interrogazione, insieme ai capigruppo del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Difesa ed Esteri della Camera, Arnaldo Lomuti e Francesco Silvestri. "Se confermato", proseguono, "si tratterebbe di un coinvolgimento indiretto ma significativo del territorio italiano in scenari di conflitto, in evidente contrasto con le dichiarazioni di prudenza e non coinvolgimento più volte espresse dal Governo. Chiediamo risposte chiare sulla natura e finalità di questi voli, sull'eventuale trasporto di materiali, mezzi o personale militare, sul quadro degli accordi internazionali che li autorizzano e sul ruolo e le responsabilità del Governo italiano. Il Parlamento e i cittadini hanno il diritto di sapere come vengono utilizzate le basi militari sul nostro territorio: non accetteremo zone d'ombra su questioni così delicate. Trasparenza, legalità e rispetto delle istituzioni vengono prima di tutto".
Dl sicurezza, Partito Radicale: "Su carceri rischio deriva incostituzionale"
"Esprimiamo profonda preoccupazione per il contenuto del decreto Sicurezza appena approvato dal Senato, che interviene in modo grave e regressivo sul sistema penitenziario e sull’equilibrio dello Stato di diritto". Lo affermano, in una nota congiunta, Maurizio Turco e Irene Testa, segretario e tesoriera del Partito Radicale.
"Dopo decenni di denunce inascoltate sulle condizioni disumane delle carceri italiane, segnate da sovraffollamento cronico, aumento dei suicidi e violazioni sistematiche dei diritti fondamentali, il Governo sceglie ancora una volta la via repressiva, invece di affrontare le cause strutturali del problema. Tra gli aspetti più inquietanti del provvedimento vi è la previsione di operazioni sotto copertura all’interno degli istituti penitenziari, con margini di irresponsabilità penale per gli agenti coinvolti. Una scelta gravissima, incompatibile con i principi dello Stato di diritto, che rischia di introdurre nelle carceri un clima permanente di sospetto, paura e arbitrio. In luoghi già segnati dalla sofferenza e dalla tensione, questa norma non aumenterà la sicurezza, ma alimenterà conflitto e disumanizzazione. Si tratta di un pericoloso scivolamento verso pratiche incompatibili con una democrazia liberale, che rischia di distruggere ulteriormente il fragile equilibrio umano e giuridico all’interno delle carceri, alimentando sfiducia, tensione e paura. Il Partito Radicale richiama con forza il Parlamento al rispetto dei principi costituzionali: la pena deve tendere alla rieducazione, non alla repressione cieca; la dignità delle persone detenute non è negoziabile. Ribadiamo con urgenza la necessità di un cambio radicale di paradigma: depenalizzazione dei reati minori, misure alternative alla detenzione, amnistia e indulto come strumenti straordinari ma necessari, apertura del carcere alla società civile. Continuare ad aumentare pene e reati significa solo aggravare una crisi già fuori controllo". Poi aggiungono: "È tempo di restituire legalità, umanità e razionalità al sistema penale italiano".