Sondaggi politici, Schlein avanti in caso di primarie: il campo largo supera di poco il centrodestra

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Nel sondaggio Youtrend per Sky Tg24, Elly Schlein è la candidata più indicata dagli elettori del campo largo. Nelle intenzioni di voto, l’area progressista nel suo insieme supera il centrodestra.

Il sondaggio Youtrend per Sky Tg24 fotografa un passaggio interessante, perché mette insieme due livelli che fino a poco tempo fa venivano letti separatamente: da un lato le intenzioni di voto tra le coalizioni, dall'altro la costruzione di una leadership nel campo progressista. Il punto è che queste due dinamiche stanno iniziando a influenzarsi a vicenda. Più il centrosinistra allargato diventa competitivo, più si pone il tema di chi lo rappresenterà e con quale equilibrio interno.

Schlein in vantaggio

Nel caso di primarie per scegliere il candidato premier, Elly Schlein risulta in testa tra gli elettori del Partito Democratico e dell'area alleata. Tra chi è certo di partecipare, la segretaria dem raccoglie il 41%, con un margine netto su Giuseppe Conte, fermo al 26%, e su Silvia Salis, al 25%. Se si allarga lo sguardo a chi ha comunque un'alta probabilità di voto, il vantaggio si riduce ma non cambia il quadro: Schlein è al 36%, Salis sale al 29% e Conte resta al 26%. Più indietro gli altri nomi, con percentuali molto più basse.

Questi numeri dicono due cose insieme: da un lato, la centralità crescente del Partito Democratico; dall'altro, il fatto che il campo largo non è affatto un blocco compatto, ma uno spazio per ora ancora attraversato da più leadership e sensibilità.

Il campo largo davanti

Se si passa dalle leadership ai numeri complessivi, il dato più politico è che l'area composta da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra arriva al 43%. È una soglia alta, vicina ai livelli massimi registrati da questa area, e sufficiente per superare, anche se di poco, il centrodestra fermo al 42,1%. Non è un vantaggio ampio, né stabile, ma segna comunque una differenza rispetto ai mesi scorsi, quando il distacco era più netto. Qui il punto non è tanto il sorpasso in sé, quanto il fatto che diventa possibile.

I partiti: FdI resta primo, ma il Pd accorcia

Nel dettaglio, Fratelli d'Italia resta il primo partito con il 26,4%, anche se in leggero calo. Il Partito Democratico sale al 22,9%, recuperando quasi un punto e riducendo la distanza. Il Movimento 5 Stelle è stabile al 14,1%, mantenendo un ruolo decisivo negli equilibri complessivi. Nel centrodestra, Forza Italia scende all’8%, con un calo più marcato, mentre Lega recupera leggermente e si porta al 6,6%. Noi Moderati resta invece poco sopra l'1%.

Le altre forze

Fuori dai due poli principali, il quadro resta frammentato: Alleanza Verdi e Sinistra si attesta al 6%, in lieve calo, mentre nell'area centrista Azione e Italia Viva crescono leggermente, senza però cambiare davvero gli equilibri. +Europa scende all'1,2%, mentre Futuro Nazionale si mantiene sopra il 4%. Fa il suo ingresso anche il Partito Liberaldemocratico, poco sopra l'1%.

Meno indecisi, più peso agli spostamenti

Un ultimo dato aiuta a capire perché queste variazioni, pur contenute, contano: la quota di indecisi e astenuti scende al 37%. Significa che cresce la parte di elettorato che si dichiara orientata a votare. Quando questo accade, anche differenze di uno o due punti tra partiti o coalizioni possono diventare più rilevanti. Ed è in questo contesto che il leggero vantaggio del campo largo e il tema della leadership iniziano a pesare di più.

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