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Sondaggi politici, Schlein avanti in caso di primarie: il campo largo supera di poco il centrodestra

Nel sondaggio Youtrend per Sky Tg24, Elly Schlein è la candidata più indicata dagli elettori del campo largo. Nelle intenzioni di voto, l’area progressista nel suo insieme supera il centrodestra.
A cura di Francesca Moriero
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Il sondaggio Youtrend per Sky Tg24 fotografa un passaggio interessante, perché mette insieme due livelli che fino a poco tempo fa venivano letti separatamente: da un lato le intenzioni di voto tra le coalizioni, dall'altro la costruzione di una leadership nel campo progressista. Il punto è che queste due dinamiche stanno iniziando a influenzarsi a vicenda. Più il centrosinistra allargato diventa competitivo, più si pone il tema di chi lo rappresenterà e con quale equilibrio interno.

Schlein in vantaggio

Nel caso di primarie per scegliere il candidato premier, Elly Schlein risulta in testa tra gli elettori del Partito Democratico e dell'area alleata. Tra chi è certo di partecipare, la segretaria dem raccoglie il 41%, con un margine netto su Giuseppe Conte, fermo al 26%, e su Silvia Salis, al 25%. Se si allarga lo sguardo a chi ha comunque un'alta probabilità di voto, il vantaggio si riduce ma non cambia il quadro: Schlein è al 36%, Salis sale al 29% e Conte resta al 26%. Più indietro gli altri nomi, con percentuali molto più basse.

Questi numeri dicono due cose insieme: da un lato, la centralità crescente del Partito Democratico; dall'altro, il fatto che il campo largo non è affatto un blocco compatto, ma uno spazio per ora ancora attraversato da più leadership e sensibilità.

Il campo largo davanti

Se si passa dalle leadership ai numeri complessivi, il dato più politico è che l'area composta da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra arriva al 43%. È una soglia alta, vicina ai livelli massimi registrati da questa area, e sufficiente per superare, anche se di poco, il centrodestra fermo al 42,1%. Non è un vantaggio ampio, né stabile, ma segna comunque una differenza rispetto ai mesi scorsi, quando il distacco era più netto. Qui il punto non è tanto il sorpasso in sé, quanto il fatto che diventa possibile.

I partiti: FdI resta primo, ma il Pd accorcia

Nel dettaglio, Fratelli d'Italia resta il primo partito con il 26,4%, anche se in leggero calo. Il Partito Democratico sale al 22,9%, recuperando quasi un punto e riducendo la distanza. Il Movimento 5 Stelle è stabile al 14,1%, mantenendo un ruolo decisivo negli equilibri complessivi. Nel centrodestra, Forza Italia scende all’8%, con un calo più marcato, mentre Lega recupera leggermente e si porta al 6,6%. Noi Moderati resta invece poco sopra l'1%.

Le altre forze

Fuori dai due poli principali, il quadro resta frammentato: Alleanza Verdi e Sinistra si attesta al 6%, in lieve calo, mentre nell'area centrista Azione e Italia Viva crescono leggermente, senza però cambiare davvero gli equilibri. +Europa scende all'1,2%, mentre Futuro Nazionale si mantiene sopra il 4%. Fa il suo ingresso anche il Partito Liberaldemocratico, poco sopra l'1%.

Meno indecisi, più peso agli spostamenti

Un ultimo dato aiuta a capire perché queste variazioni, pur contenute, contano: la quota di indecisi e astenuti scende al 37%. Significa che cresce la parte di elettorato che si dichiara orientata a votare. Quando questo accade, anche differenze di uno o due punti tra partiti o coalizioni possono diventare più rilevanti. Ed è in questo contesto che il leggero vantaggio del campo largo e il tema della leadership iniziano a pesare di più.

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