L'ultima assemblea della Lega Serie A, chiamata a decidere sull'assegnazione dei diritti TV per il triennio 2021-2024, si è svolta nella lunga giornata di lunedì 8 febbraio. Era stata prima fissata per le 11:30, poi spostata alle 17:30 e ancora rimandata, nella sua conclusione, a giovedì, al posto dell'appuntamento già programmato per discutere i dettagli finali dell'accordo con i fondi Cvc-Advent-Fsi, finalizzato alla creazione della media company della Lega. Tanto desiderata, fino a qualche settimana fa, quanto sempre più marginale nella visione dei 20 club del campionato, proprio a favore di una conferma del modello di business seguito da tempo. Quello che vede proprio le TV, DAZN e Sky, rivestire un ruolo centrale.

Diritti TV tra DAZN e Sky

Perché le TV sono arrivate a scalzare i fondi nelle priorità della Lega Serie A? Sostanzialmente per due motivi. In primis perché l'idea di consegnare il destino della Serie A nelle mani dei fondi, in un periodo di grande incertezza e rapidi mutamenti nel mondo del calcio (chi ha detto Superlega?), non aveva ancora riscontrato l'approvazione compatta dell'assemblea. E poi perché l'offerta totale pervenuta in fase di trattativa privata ammonta a 910 milioni di euro a stagione, una cifra molto vicina a quella garantita per l'ultimo triennio (973 milioni annui dai quali va detratta la quota versata a Infront). Investimento massiccio su cui in pochi erano pronti a scommettere, visto il contesto di crisi post-pandemico che ha colpito duramente anche il legame tra calcio e TV, facendo saltare contratti da centinaia di milioni (o rinegoziarli al ribasso) in altre nazioni. E invece gli attori principali del mercato italiano, DAZN e Sky, hanno risposto presente. Ma a ruoli invertiti.

L'offerta di DAZN

Dopo quasi 20 anni vissuti in prima fila, Sky potrebbe essere rimpiazzata nel ruolo di ‘casa della Serie A' da DAZN. La piattaforma streaming, sbarcata in Italia proprio in vista del triennio attualmente agli sgoccioli, ha alzato la posta in gioco: dopo essersi assicurata tre partite per giornata nelle ultime tre stagioni, DAZN ha messo sul tavolo 840 milioni per il pacchetto di sette gare in esclusiva più tre in coabitazione. Quelle per cui Sky ha proposto 70 milioni, portando il totale dell'offerta per i diritti TV a quota 910 milioni. Un passaggio di testimone che sarebbe rivoluzionario: per la prima volta nella storia la Serie A verrebbe trasmessa principalmente in streaming, su un'app. Su questo punto i presidenti hanno ottenuto rassicurazioni da parte di DAZN, che ha lavorato sul fronte Telco per potenziare il proprio servizio e migliorarne la stabilità. La prospettiva di trasmettere tutte le partite del campionato, insomma, non spaventa.

Quanto costerà vedere il calcio in TV

Da qui a giovedì non sono da escludere nuove sorprese, così come l'eventualità che la questione possa protrarsi ulteriormente. Ma il quadro sembra abbastanza chiaro. E unito all'assegnazione dei diritti TV per Champions League, Europa League e Conference League, definisce un puzzle sempre più complesso per la visione del calcio in TV da parte di tifosi e appassionati. Dal prossimo anno, considerato l'ingresso di Amazon per la Champions, serviranno tre abbonamenti distinti per avere accesso a tutte le partite di campionato e coppa. Sui costi è impossibile sbilanciarsi per il momento. Il nuovo assetto potrebbe portare ad una rimodulazione delle offerte, così come non sono da escludere accordi successivi tra i broadcaster a mutare nuovamente uno scenario (per certi versi) già senza precedenti.