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Mondiali di calcio 2026

Il caso delle pubblicità in TV durante le partite dei Mondiali 2026: c’è già chi ha violato le regole

Ai Mondiali 2026 le pause idratazione diventano spazi pubblicitari: FOX rientra tardi dagli spot e scoppia il caso. Polemiche anche sulla Rai.
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I Mondiali 2026 sono appena cominciati e c'è già una polemica che va oltre il campo. Le nuove "pause idratazione" introdotte dalla FIFA per tutte le partite del torneo, ufficialmente pensate per tutelare il benessere dei calciatori, si sono trasformate immediatamente in un nuovo spazio commerciale da vendere a caro prezzo. Il problema è che, alla prima applicazione concreta, quel meccanismo ha già prodotto un cortocircuito: negli Stati Uniti FOX è finita sotto accusa perché durante Messico-Sudafrica avrebbe gestito male gli spot pubblicitari, rientrando tardi e facendo perdere ai telespettatori alcuni secondi di partita.

La novità era stata introdotta dalla FIFA a dicembre: due cooling break da tre minuti, uno per tempo, a metà di ciascuna frazione. Non legati a condizioni meteo particolari, ma previsti in tutte le gare e decisi dall'arbitro. Una misura presentata come tutela sanitaria, soprattutto in un Mondiale giocato tra Stati Uniti, Messico e Canada, ma diventata subito anche una finestra televisiva preziosissima.

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FOX rientra tardi dagli spot durante Messico-Sudafrica

Il caso più evidente è arrivato nella partita inaugurale tra Messico e Sudafrica. Dopo il gol di Raul Jimenez al 67′, il telecronista Ian Darke ha introdotto la pausa spiegando che il break era "offerto da Powerade". FOX ha poi mandato in onda circa due minuti di pubblicità a schermo intero. Nel frattempo, però, allo stadio i giocatori erano già pronti a riprendere la partita attorno al 69′ 30″. L'arbitro Wilton Sampaio ha dovuto ritardare la ripresa di circa quaranta secondi, ma quando il gioco è effettivamente ripartito l'emittente americana stava ancora trasmettendo uno spot Adidas. La diretta è tornata solo pochi secondi dopo.

È qui che nasce il caso. Gli spot durante i cooling break non sono vietati in assoluto: la FIFA li consente, ma entro limiti precisi. Le emittenti non dovrebbero iniziare la pubblicità nei primi 20 secondi dopo il fischio dell'arbitro e devono tornare alla diretta almeno 30 secondi prima della ripresa del gioco. FOX avrebbe infranto quest'ultima indicazione già nel primo tempo, senza perdere azione; nella ripresa, invece, il rientro tardivo ha fatto sì che il pubblico si perdesse una parte della partita.

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Il dettaglio più significativo è commerciale: la pausa del secondo tempo è arrivata subito dopo il gol del Messico, quindi FOX avrebbe ritardato l'avvio degli spot per mostrare l'esultanza dei calciatori e dei tifosi sugli spalti, cercando però poi di mandare comunque in onda tutti gli spazi venduti. Una scelta che ha mostrato subito il rischio di questa nuova formula: il calcio viene spezzato come uno sport americano, ma senza avere gli stessi tempi morti garantiti.

In altri Paesi la gestione è stata diversa. Telemundo, che trasmette negli Stati Uniti in lingua spagnola, ha scelto di non interrompere mai il feed live e ha usato solo una grafica pubblicitaria laterale. ITV nel Regno Unito ha continuato a mostrare il campo, mentre altre emittenti, come Magenta TV in Germania, hanno optato per lo stacco pubblicitario completo. La regola, dunque, lascia margine ai broadcaster. Ciò rende dunque evidente come la misura FIFA nasce per tutelare la salute dei calciatori, ma il suo uso televisivo dipende da scelte editoriali e commerciali.

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In Italia il tema si intreccia anche con la Rai. Rai Pubblicità aveva già presentato per questi Mondiali il nuovo formato InGame, integrato direttamente all'interno del match, con 240 secondi complessivi distribuiti tra primo e secondo tempo. Ma le polemiche sono esplose subito anche per la cerimonia d'apertura: Rai 1 ha interrotto lo show per dare la linea al TG1, tagliando l'esibizione di Shakira. Dopo le proteste, la Rai ha spiegato di aver operato nel rispetto dei vincoli tecnici ed editoriali FIFA, ammettendo però un "errore nella gestione del timing finale" ed esprimendo rammarico verso il pubblico.

Il Mondiale 2026, insomma, è partito con una novità destinata a far discutere. I cooling break cambiano la partita in campo, perché permettono agli allenatori di dare indicazioni tattiche a metà tempo (cosa di cui si è per esempio lamentato il CT della Francia Didier Deschamps che ha parlato di "partite divise in quattro tempi e non più in due"), ma cambiano anche il prodotto televisivo. E il caso FOX dimostra che il confine tra pausa tecnica e interruzione commerciale può diventare molto sottile: quando il broadcaster rientra tardi, il telespettatore non vede più solo la pubblicità. Perde direttamente pezzi di Mondiale.

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