Due partite della Spagna ai Mondiali 2026 sono sotto osservazione dopo scommesse milionarie sospette

Due partite della Spagna campione del Mondo e il cartellino rosso a Folarin Balogun (squalificato e poi riabilitato dalla commissione disciplinare FIFA) sono al centro di un dossier che segue la pista del fixing, il tentativo di manipolare e alterare un evento sportivo per ricavare quote di denaro da scommesse. Follow the money, segui i soldi è il filo rosso che un rapporto del Copenaghen Group ha tessuto per tracciare la trama di flussi sospetti avvenuti durante la Coppa del Mondo. L'organismo internazionale che opera sotto l'egida del Consiglio d'Europa ha riscontrato una serie di anomalie finite sotto osservazione per una strana coincidenza di episodi e picchi di puntate su determinati match o singoli fatti accaduti nel corso degli stessi incontri o altri ancora. Situazione in apparenza isolate ma dirette – secondo i rilievi raccolti – da un'unica regia, qualcosa che va ben oltre le questioni di campo o la decisioni disciplinari.
Il rapporto completo non è ancora stato pubblicato, ma il Consiglio d'Europa ha diffuso un riassunto delle sue conclusioni. Nella relazione si legge che sono state "104 le partite monitorate; 15 quelle poste sotto stretta sorveglianza, in particolare durante l'ultima giornata della fase a gironi". In seguito a questa operazione di controllo "sono stati emessi 7 avvisi di violazione di legge (indicati con il codice giallo)" e individuate "12 controversie principali analizzate alla luce dei rischi per l'integrità".
La vicenda nasce dalla contraddizione emersa tra la posizione della FIFA e il contenuto del rapporto del Copenaghen Group. Martedì la Federazione aveva annunciato di non aver rilevato "alcuna attività sospetta o alcuna indicazione di possibili partite truccate", spiegando che il proprio Integrity Task Force, in collaborazione con FBI e Interpol, non aveva individuato elementi tali da far ipotizzare combine durante gli incontri del torneo. Successivamente, però, è venuto alla luce il documento che ha acceso un alert: riferisce che durante il Mondiale sono stati indicate sette situazioni di allarme relative ad altrettante partite. Non si tratta di prove di manipolazione né di accuse di combine, ma di segnalazioni che, secondo i protocolli internazionali, indicano anomalie statistiche sufficienti a richiedere ulteriori verifiche alla luce anche del volume di scommesse: 240 miliardi di dollari, il doppio rispetto all'edizione di Qatar 2022.

Cosa significano gli alert del Copenhagen Group
Il Copenhagen Group classifica questi casi come un livello di rischio "leggermente elevato", una soglia che viene raggiunta quando convergono diversi indicatori di irregolarità. Tra questi rientrano improvvise variazioni delle quote di scommessa, informazioni raccolte da differenti fonti, movimenti anomali sui mercati o segnalazioni provenienti anche dai social network.
Un alert, però, non equivale a una partita truccata: la documentazione non sostiene che il Mondiale 2026 sia stato caratterizzato da partite manipolate. Certifica però che 7 incontri hanno generato segnali ritenuti sufficientemente insoliti da richiedere verifiche ulteriori per la trasparenza.
Le partite due partite sotto osservazione della Spagna
Tra gli episodi menzionati ci sono due partite della Spagna campione del mondo. La prima è lo 0-0 contro Capo Verde nella fase a gironi. Secondo quanto riportato, sulla piattaforma Polymarket sarebbero stati movimentati circa 4,8 milioni di dollari (oltre 4 milioni in euro) su un risultato negativo della Roja. Dove per risultato negativo s'intende non solo una sconfitta ma anche un pareggio. La seconda riguarda la vittoria per 4-0 contro l'Arabia Saudita. A finire sotto la lente è il lungo controllo VAR sul gol segnato da Ferran Torres, una on-field-review durata oltre tre minuti prima dell'annullamento.
Il caso Zwane e il cartellino rosso a Balogun
Nel calderone dei sospetti ci sono anche un altro paio di episodi. Il primo è il cartellino rosso preso dal calciatore del Sudafrica, Themba Zwane, durante la gara persa 2-0 con il Messico. Questa partita è stata indicata come uno dei primi eventi ritenuti anomali dai sistemi di monitoraggio dei flussi di puntate.

Il secondo fa riferimento a una delle vicende più controverse dei Mondiali: il cartellino rosso Folarin Balogun. Dopo l'espulsione contro la Bosnia-Erzegovina nei sedicesimi di finale, l'attaccante statunitense avrebbe dovuto saltare l'ottavo contro il Belgio. L'intervento del Presidente USA, Donald Trump, e i cavilli del regolamento chiamati in causa dai membri della commissione FIFA hanno ribaltato il verdetto di squalifica. In questo lasso di tempo sulla piattaforma Polymarket era comparso un mercato che chiedeva agli utenti di prevedere se Balogun avrebbe giocato oppure no contro i belgi. Un'ipotesi praticamente impossibile, considerata la sanzione già inflitta al giocatore.
Lo scenario cambiò però il 5 luglio, quando il Comitato Disciplinare della FIFA revocò la sanzione. La presenza di un mercato di scommesse aperto su un evento che appariva già deciso rappresenta uno degli elementi richiamati nel rapporto del Copenhagen Group come circostanza meritevole di attenzione.