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Mondiali di calcio 2026

Spagna campione del mondo! L’Argentina abdica senza tirare in porta, mai visto in finale ai Mondiali

Un gol di Ferran Torres nei supplementari sblocca una brutta finale. Vincono 1-0 le Furie Rosse che, in superiorità numerica, dominano il gioco ma non trovano mai il guizzo nei 90 minuti regolamentari.
La Spagna è campione del mondo, decisivo con l'Argentina un gol di Ferran Torres.
La Spagna è campione del mondo, decisivo con l'Argentina un gol di Ferran Torres.
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La Spagna vince la finale dei Mondiali 2026 battendo l'Argentina 1-0 con un gol di Ferran Torres al 106°. Un altro gliel'ha tolto la tecnologia per un'inezia in fuorigioco. La mossa di de la Fuente che lo schiera al posto di Oyarzabal è decisiva. È sua la rete che apre la breccia nel muro sudamericano. Crolla e il tonfo è fragoroso. Per la Seleccion è una mazzata tremenda: fisicamente esausta, si aggrappa allo spirito di gruppo. Furie Rosse campioni del Mondo, ringraziano l'intervento provvidenziale di Cubarsi che ha evitato il pari beffa al 120′. Sarebbe stato ingiusto, cattivo, immeritato. Seleccion detronizzata. Iberici sul tetto del Mondo al termine di una Coppa che anche nell'ultimo atto è apparsa stramba per lo spettacolo business delle pause per rinfrescarsi e dell'halftime show che ha violato il protocollo FIFA.

Chi si aspettava una gara spettacolare, è rimasto deluso dalla Seleccion che in 90 minuti (e oltre) non ha tirato in porta (eccezion fatta per l'unica conclusione di Simeone) e a un certo punto, ridotta in inferiorità numerica per un rosso giusto a Enzo Fernandez (già ammonito, sconsiderato l'intervento quasi allo scadere che gli costa il secondo giallo), aveva una sola necessità: tenere la palla lontano dalla propria area di rigore.

L'esultanza di Ferran Torres dopo aver segnato la rete della vittoria.
L'esultanza di Ferran Torres dopo aver segnato la rete della vittoria.

Poca esaltazione (ma è eufemistico definirla tale) è quella regalata dalle Furie Rosse che in superiorità numerica non hanno azzannato un avversario che non si reggeva in piedi, resisteva per orgoglio. Il merito di averci provato di più c'è stato ma gli spagnoli non hanno mai veramente inquadrato il bersaglio grosso. Il gol di Nico Williams è stata pura illusione, annullato per un fallo su Otamendi commesso da Merino. Pestone, step-on-foot e quella rete va a farsi benedire.

Fiacca, incapace di alzare il ritmo e rendersi pericolosa, costretta a subire l'iniziativa della Spagna (e non solo per scelta tattica), ha lasciato Simon inoperoso, s'è arroccata nella propria metà campo per difendere lo 0-0 così da spingere la finale almeno ai supplementari. E poi chissà… Non ha avuto altro a offrire l'Argentina. Messi non era in vena di magie, imbrigliato dalla trama degli iberici che correvano tanto, gli tolgievano il respiro, lo spazio, il tempo di ragionare, ne soffocavano anche il talento.

Ferran Torres urla per la gioia, grazie al suo guizzo la Spagna ha battuto la Seleccion.
Ferran Torres urla per la gioia, grazie al suo guizzo la Spagna ha battuto la Seleccion.

Il "dieci" c'era ma non si è visto: ha toccato poco più di una ventina palloni, ma non ha avuto il dono di trasformarne in oro almeno uno. E nessun altro in questa Seleccion era in grado di dare una sterzata al match con una giocata da estrarre dal cilindro. Anzi, quando la nazionale è rimasta in dieci per il rosso (doppia ammonizione) a Enzo Fernandez quel che aveva tra le mani era il copione di sangue, sudore e lacrime che ha caratterizzato la prestazione.

L'iniziativa è stata sempre in mano alle Furie Rosse perché così è la loro impostazione di gioco e con questa identità hanno preso a pallate la Francia in semifinale. La mole di gioco (e di passaggi) è stata imponente rispetto a quella dei sudamericani, è mancato però il guizzo decisivo, il calciatore che la butta dentro anche in maniera sporca, il classico ‘nove' che là davanti annusa il gol e se lo va a prendere in un modo o nell'altro. E se la Pulce non ha brillato, dall'altra parte del campo Lamine Yamal si è visto a sprazzi.

Due quelli che avrebbero meritato migliore fortuna: un affondo personale al 5°, che ha mandato in confusione la difesa albiceleste; un cross calibrato dal fondo per il colpo di testa di Ferran Torres che, solo in area, impatta male la palla e il "Dibu" Martinez se l'è ritrovata tra le braccia. Poi ci ha messo una mano, anzi due, per deviare una punizione di Lamine Yamal a pochi secondi dai supplementari. E si è riptetuto anche nei supplementari su Nico Williams.

Il cartellino rosso a Enzo Fernandez per doppia ammonizione.
Il cartellino rosso a Enzo Fernandez per doppia ammonizione.

Dominio ma senza segnare. È stato il "torto" della nazionale di de la Fuente che ha recitato alla perfezione la sua parte almeno per trequarti di campo ma non è riuscita a essere altrettanto efficace anche nell'ultimo terzo di gioco. Oyarzabal è stato ingabbiato e i tentativi della Spagna di spostare il bus davanti alla porta si sono rivelati un fatica di Sisifo.

In sintesi è questo che raccontano (anche) i numeri: 66% vs 34% il possesso palla in favore della Spagna; 1.20 xG (il dato sui gol attesi) vs 0.00 che spiega quanto le Furie Rosse ci abbiano provato nettamente di più; 15 i tiri totali (10 quelli in porta) e un paio di grandi occasioni create, zero invece da parte dell'Argentina; zero le parate di Simon vs 10 interventi dell'avversario. Quale poteva mai essere l'epilogo dinanzi a una fotografia così fedele dell'incontro? Solo un colpo di frusta, lo ha sibilato nell'aria Ferran Torres. E l'Argentina è andata al tappeto. La Coppa del Mondo è della Spagna. Può toccarla e alzarla al cielo legittimamente.

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