Le nuove regole del calcio introdotte ai Mondiali 2026: protocollo VAR, perdite di tempo, espulsioni

I Mondiali 2026 vedranno l'introduzione di parecchie nuove regole del calcio, approvate dall'International Football Association Board su impulso della FIFA. Gli ambiti interessati dalle novità sono sostanzialmente tre: il contrasto alle perdite di tempo, con lo scopo di accelerare e rendere più fluido il gioco (sulla scia di quanto già fatto con la regola degli 8 secondi per i portieri), l'allargamento dei casi in cui il VAR può intervenire, in modo mirato e senza eccessivi ritardi, e alcune nuove situazioni che possono portare a cartellini, con l'intento di combattere discriminazioni e proteste. Tutte le innovazioni e modifiche del regolamento saranno applicate fin dall'inizio dei Mondiali, con la partita inaugurale dell'11 giugno tra Messico e Sudafrica.
Le norme diventeranno permanenti dopo i Mondiali e saranno parte ufficiale delle ‘Laws of the Game 2026/27', valide dall'1 luglio 2026 in tutte le competizioni per club e nazionali. È peraltro da tenere presente che alcuni tornei (soprattutto in Europa, come la Premier League) possono scegliere di non adottare alcuni aspetti VAR specifici (ad esempio la revisione dei calci d'angolo) per non rallentare troppo le partite.
Ecco di seguito tutte le nuove regole della Coppa del Mondo 2026, la prima con 48 nazionali partecipanti, nonché la prima ad essere disputata in tre Paesi diversi (Stati Uniti, Messico e Canada).
Regole contro le perdite di tempo e per accelerare il gioco
L'obiettivo dichiarato da Pierluigi Collina, che è il Chief Refereeing Officer della FIFA (ovvero il massimo responsabile del settore arbitrale a livello mondiale) è combattere i tempi morti, spesso provocati da tattiche dilatorie e non sempre sportive dei calciatori, proteggendo il più possibile il tempo effettivo. Il fine ultimo è dunque quello di abbattere le perdite di tempo che sono provocate ad arte e accelerare il gioco.
Conto alla rovescia visivo di 5 secondi per rimesse laterali e rinvii dal fondo
Sulla scia delle restrizioni già applicate ai portieri per il possesso palla (possono tenerla in mano per 8 secondi al massimo, altrimenti ci sarà un calcio d'angolo per gli avversari), l'arbitro attiverà un conto alla rovescia visivo di 5 secondi con la mano alzata se ritiene che la ripresa del gioco (sia che si tratti di una rimessa laterale che di un rinvio dal fondo) venga deliberatamente ritardata. In caso di sforamento del tempo, le conseguenze sono diverse: per la rimessa laterale, se scattano i 5 secondi senza che la palla sia lanciata, la rimessa viene assegnata alla squadra avversaria, mentre per il rinvio dal fondo, se il portiere (o un suo compagno) supera i 5 secondi, viene assegnato un calcio d'angolo agli avversari.
Protocollo sostituzioni rigido: regola dei 10 secondi
Quando il quarto uomo mostra il tabellone luminoso per un cambio, il giocatore sostituito ha un tempo massimo di 10 secondi per abbandonare il terreno di gioco, uscendo dal punto più vicino alla linea di fondo o laterale. Se il calciatore non esce entro i 10 secondi, il gioco riprende comunque, ma il subentrante non potrà entrare subito. Dovrà aspettare che sia trascorso un minuto intero di gioco effettivo (a cronometro avviato) e potrà entrare solo alla prima interruzione utile successiva, lasciando di fatto la squadra in 10 uomini per un minuto. Le uniche eccezioni all'applicazione di questa regola sono infortuni reali che rallentano l'uscita dal campo o problemi di sicurezza.
Trattamento medico in campo = calciatore fuori dal campo per 1 minuto
Se lo staff medico entra sul terreno di gioco per valutare o curare un calciatore, provocando così l'interruzione della partita, il giocatore deve poi abbandonare il campo e rimanere fuori per almeno un minuto di tempo effettivo dopo la ripresa del gioco. La regola si applica solo ai giocatori di movimento e non ai portieri. Altre eccezioni, oltre a questi ultimi, sono per collisioni gravi, scontri testa contro testa (commozioni cerebrali) o situazioni di calcio di rigore da tirare, quando il giocatore infortunato è quello designato a battere il penalty.
Stop ai timeout tattici sugli infortuni inscenati a questo scopo dai portieri
Se un portiere riceve cure mediche sul campo, i calciatori di movimento di entrambe le squadre non possono avvicinarsi alle panchine per fare dei timeout tattici o ricevere istruzioni dagli allenatori. Troppo spesso in passato si è assistito a finti infortuni degli estremi difensori, messi in atto proprio per consentire ai compagni di avvicinarsi in gruppo alla panchina e parlare col proprio staff tecnico (lo hanno fatto anche Donnarumma e Guardiola al Manchester City).
Nuovi casi di intervento del VAR: il protocollo si amplia
Un altro campo di modifica importante delle regole del calcio a partire dai Mondiali 2026 è quello del protocollo del VAR, ovvero il Video Assistant Referee, che finora era limitato a quattro casi (sempre con la premessa del chiaro ed evidente errore o per un grave episodio non visto): gol segnato/non segnato, calcio di rigore/non calcio di rigore, espulsione diretta, scambio di identità sui cartellini tra giocatori della stessa squadra. Ora il raggio d'azione della revisione mediante l'uso della tecnologia si allarga per correggere errori macroscopici che prima il VAR non poteva toccare.
Secondi cartellini gialli chiaramente sbagliati
Il VAR può ora intervenire per revisionare e revocare un cartellino rosso derivante da un secondo cartellino giallo chiaramente errato, sanando una delle più grandi falle esistenti del protocollo. Qualsiasi espulsione dunque, sia diretta che per somma di ammonizioni (ma solo per quanto riguarda il secondo giallo), sarà sottoposta al vaglio delle telecamere.
Cartellini mostrati al giocatore della squadra sbagliata
Il VAR può ora correggere la decisione dell'arbitro non solo quando un cartellino giallo o rosso viene dato al compagno di squadra sbagliato, ma anche quando il direttore di gara penalizza la squadra errata, ovvero quando il fallo è commesso da una squadra ma il cartellino mostrato all'altra.

Calci d'angolo assegnati per errore
Un altro nuovo caso di intervento del VAR è quando richiama l'arbitro per correggere un calcio d'angolo assegnato palesemente per errore (quando era invece rinvio dal fondo), a patto che la correzione avvenga immediatamente senza ritardare troppo la ripresa del gioco.
Falli commessi a palla ferma prima di un calcio piazzato
Se un calciatore commette un fallo su un avversario prima che la palla sia effettivamente rimessa in gioco in occasione di un calcio piazzato (ad esempio durante i blocchi su un calcio d'angolo, pratica di cui l'Arsenal di Arteta è maestro), il VAR può segnalarlo. L'arbitro in questi casi interviene, mostrando eventualmente un cartellino se necessario, e fa ribattere il calcio piazzato.
Il corollario di questa regola è che, qualora ci sia stato un fallo a palla ferma rilevato col VAR, anche l'eventuale gol segnato dopo che il pallone è stato rimesso in gioco viene annullato e si riparte ripetendo il calcio piazzato come se nulla fosse avvenuto. La consecutio degli eventi in tal caso è questa: l'attaccante commette fallo prima che la palla sia calciata da fermo (ad esempio, una spinta netta o una trattenuta vistosa in area mentre il battitore sta prendendo la rincorsa per il corner), l'azione prosegue portando al gol, il VAR interviene immediatamente per segnalare l'infrazione precedente alla ripresa del gioco, l'arbitro prende le decisioni del caso (eventuale cartellino, gol annullato), il calcio piazzato viene ribattuto.
Peraltro, poiché il fallo è avvenuto a gioco fermo (la palla non aveva ancora abbandonato la lunetta del calcio d'angolo o non era ancora stata calciata su punizione), l'arbitro non può assegnare una sanzione tecnica, ovvero un calcio di rigore o di punizione, visto che il gioco non era mai ripreso. La regola aurea del calcio è infatti che a gioco fermo non si può mai assegnare una sanzione tecnica contro chi commette fallo, si può solo applicare una sanzione disciplinare (ovvero un cartellino, se il fallo è grave) e poi far riprendere il gioco esattamente come doveva essere ripreso, facendo ribattere il corner o la punizione.
Nuove situazioni che possono portare a cartellini
Tra le nuove regole introdotte a partire da questa edizione dei Mondiali, ce ne sono alcune relative a situazioni dalle quali possono scaturire cartellini gialli o rossi per i calciatori.
Divieto di coprirsi la bocca in confronti ravvicinati non amichevoli
Questa è una rivoluzione culturale per il calcio. Negli ultimi anni è diventato abituale vedere calciatori e allenatori coprirsi la bocca con la mano o con la maglietta per non far leggere il labiale dalle telecamere. Ai Mondiali, se un giocatore lo fa durante un confronto teso o una discussione (con l'arbitro o con un avversario), viene espulso direttamente, senza entrare nel merito di quello che può aver detto. L'obiettivo è cancellare gli insulti impuniti, il razzismo e la discriminazione. L'arbitro userà il buon senso: se due compagni si parlano coprendosi la bocca per non svelare una tattica durante una pausa tranquilla, ovviamente non succederà nulla. La nuova norma è stata messa in cantiere, e poi approvata, in seguito a quanto accaduto tra Prestianni e Vinicius durante Benfica-Real Madrid di Champions League.
Abbandono del campo per protesta = rosso automatico
I calciatori che decidono unilateralmente di lasciare il campo come atto di protesta contro una decisione arbitrale riceveranno un cartellino rosso diretto. La regola si applica anche ai membri della panchina o dirigenti che incitano la squadra a uscire. Se la partita viene interrotta definitivamente per questo motivo, alla squadra viene assegnata la sconfitta a tavolino.
Solo il capitano può parlare con l'arbitro
Questa norma, sperimentata con successo nelle ultime due stagioni sia nelle competizioni per nazionali che in quelle per club, diventa ora una regola codificata nelle ‘Laws of the Game'. Se l'arbitro viene circondato da un capannello di giocatori, chiunque non sia il capitano (o il giocatore espressamente invitato dal direttore di gioco per chiarimenti) riceverà un cartellino giallo automatico.
Altre modifiche al regolamento del calcio
Ampliamento del DOGSO (negazione di chiara occasione da gol)
La regola del DOGSO (acronimo di ‘denying obvious goal-scoring opportunity') si evolve per adattarsi al calcio moderno e ai contropiedi fulminei. Ora il concetto di "chiara occasione da gol" viene ampliato. Non si guarda più solo il singolo attaccante che subisce il fallo (se va dritto verso la porta, quanto ne è distante, se ha la probabilità di mantenere o conquistare il pallone, quanti difensori ha davanti a sé), ma si valuta anche il contesto strategico: ad esempio, se c'è un contropiede tre contro uno e il portatore di palla viene steso a centrocampo, può essere DOGSO (e quindi cartellino rosso) anche se si è lontani dalla porta, perché la posizione e il numero di attaccanti di supporto rendevano l'occasione clamorosa.
Sempre riguardo al DOGSO, è stata introdotta la "sanatoria del vantaggio": se c'è un fallo da DOGSO, ma l'arbitro fa proseguire per il vantaggio e la squadra segna comunque il gol, il difensore colpevole non viene più espulso e non prende nemmeno il cartellino giallo (a meno che il fallo non fosse violento di per sé). Il gol ha dunque "riparato" il danno tecnico che altrimenti avrebbe portato alla sanzione.

Tocchi del pallone fuori dal campo: buon senso e meno formalismi
Vengono snelliti i casi in cui lo staff tecnico o i panchinari toccano accidentalmente il pallone mentre si trova oltre la linea laterale, evitando inutili sanzioni a gioco fermo se non c'è una reale interferenza con il gioco. Se la sfera è toccata in modo del tutto fortuito, collaborativo o non influente da un giocatore della panchina o da un membro dello staff tecnico, l'arbitro ignora completamente l'accaduto. Non ci sono sanzioni disciplinari, richiami formali o blocchi del gioco, a patto che non ci sia una reale interferenza, ovvero l'intenzione deliberata di nascondere il pallone per perdere tempo, calciarlo lontano o rallentare la ripresa degli avversari.
Rimessa del pallone in gioco da parte dell'arbitro semplificata
La rimessa in gioco del pallone da parte dell'arbitro si verifica quando il gioco viene interrotto per motivi non legati al regolamento (ad esempio un infortunio grave con l'azione che continua, un cane in campo, la palla che sbatte fortuitamente contro il direttore di gara). Spesso si creavano proteste o fraintendimenti legati dinamica della restituzione della sfera alla squadra avente diritto. La regola è stata ora snellita per rendere la procedura immediata: l'arbitro scodella la palla direttamente al giocatore della squadra che ne aveva il possesso (o lo avrebbe avuto) un attimo prima dell'interruzione, con gli avversari che devono mantenersi ad almeno 4 metri di distanza, vietando così qualsiasi tipo di contesa o ostruzionismo ravvicinato e rendendo fluida la ripresa della partita.
Pause di idratazione obbligatorie
Ai Mondiali 2026, a causa delle condizioni climatiche estreme previste in alcune città, la FIFA ha introdotto la pausa di idratazione obbligatoria, che è una cosa diversa dal vecchio "cooling break", che non era tassativo ma valutabile di volta in volta in base alla necessità ambientali. Questa interruzione del gioco ("hydration break") invece è fissa: la pausa dura 3 minuti (dal fischio al fischio) ed è obbligatoria in ogni partita, intorno al 22° minuto di ciascun tempo, indipendentemente dalla temperatura o dal clima. Gli arbitri hanno la flessibilità di anticiparla o posticiparla leggermente in caso di interruzioni naturali del gioco (ad esempio un infortunio al 20° minuto).
Questa è l'unica regola non permanente di tutto questo elenco, visto che si tratta di una misura d'emergenza della FIFA legata alla geografia e al periodo del torneo. Nei normali campionati si tornerà al classico sistema: niente pause fisse, ma interruzioni decise dall'arbitro solo se il termometro sale troppo.
Nastro adesivo sui gioielli non rimovibili
Da tempo vige l'obbligo tassativo per i calciatori di rimuovere dal proprio corpo anelli, fedi o piercing. D'ora in poi, se un gioiello è strutturalmente non rimovibile (ad esempio un piercing appena fatto o fedi nuziali che non escono più dal dito), l'IFAB permette di coprirlo in modo sicuro con del nastro adesivo medico-sportivo, previo controllo dell'arbitro prima del match.