Il ministro degli Interni Matteo Salvini apre un nuovo fronte con le ong. Questa volta punta il dito contro Proactiva Open Arms, che lo aveva attaccato sui social: "Ma come si permettono questi ‘signori'??? Che la Spagna se li prenda indietro, altrimenti (ovviamente con le buone maniere) ci penseremo noi!". ha scritto su Facebook il vicepremier leghista, replicando all'organizzazione  spagnola, di nuovo operativa nel Mediterraneo.

In un post Proactiva Open Arms si è schierata a sostegno della comandante Carola Rackete, che dopo essere stata sentita dal gip al tribunale di Agrigento, è ai domiciliari in attesa della decisione sull'eventuale convalida del suo arresto: "Il diritto internazionale può essere definito come il diritto della comunità degli Stati, quindi un diritto al di sopra di essi e dei loro ordinamenti giuridici interni. Le Convenzioni internazionali sono nate proprio per arginare leggi nazionali razziste e fasciste", riferendosi appunto al decreto Sicurezza bis, che sarebbe invece ‘scavalcato' dalla Convenzione di Amburgo del 1979, (a cui l'Italia ha aderito con la Legge n. 147/1989), che sancisce appunto l'obbligo per chi presta soccorso di portare i naufraghi nel più vicino ‘porto sicuro'. E né la Libia né la Tunisia possono essere definiti ‘porti sicuri', viste le violazioni dei diritti umani.

Insieme alla piattaforma Mediterranea saving humans e a Sea Watch, Open Arms ha espresso solidarietà alla giovane capitana tedesca: "Mediterranea Saving Human, Sea Watch, Open Arms siamo una grande flotta di assistenza e umanità nel Mediterraneo che cerca di tutelare i diritti e la dignità delle persone. Siamo tutti insieme, per noi è come se ci fosse il nostro capitano sotto interrogatorio", ha detto oggi Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea Saving Humans, davanti al tribunale di Agrigento "Anche noi abbiamo 2 capitani indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina semplicemente perché anche loro, come Carola, hanno fatto non solo quello che era giusto ma anche quello che il diritto prevedeva. Ogni volta che salvano e portano in porto le persone – ha spiegato – è semplicemente obbedire all'etica ma al diritto internazionale che questo prevede. Nel mondo capovolto siamo diventati l'obiettivo politico da colpire forse perché riusciamo a far vedere che esiste una possibilità di costruire società basate sulla solidarietà, sul rispetto dei diritti, sulla convivenza civile".

L'ong spagnola aveva annunciato il 27 giugno il suo ritorno nel Mediterraneo. L'imbarcazione ha lasciato il porto di Napoli, diretta verso Sud. Lo ha annunciato su Twitter: "Leviamo l'ancora. Sei mesi dopo, ci dirigiamo di nuovo verso la frontiera più letale del pianeta. #bastamorti".