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13 Gennaio 2022
08:09

Le Regioni non vogliono più conteggiare i positivi al Covid asintomatici

Le Regioni vogliono rivedere una serie di regole, a partire dal conteggio dei casi positivi al Covid e asintomatici. Nella lettera indirizzata al governo viene chiesto di liberare dopo 7 giorni i positivi senza sintomi.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Il tracciamento è completamente saltato, farmacie e laboratori sono presi d'assalto per fare i tamponi da prima di Natale, le Asl stanno perdendo il controllo della situazione mentre negli ospedali aumentano i ricoveri. Il quadro della pandemia, almeno dall'inizio del 2022, è più o meno questo. Si viaggia a ritmi di 200mila casi di Covid al giorno, con gli attualmente positivi che schizzano a livelli mai visti. In questo contesto le Regioni vogliono chiedere al governo delle modifiche alle regole, che possano rendere più semplice il percorso di chi ha il Covid ma è asintomatico e snellire il carico di lavoro che grava sul comparto sanità. Dopo la proposta di cancellare il bollettino quotidiano dei casi Covid, dalla Conferenza delle Regioni partirà una lettera tra oggi e domani. Il destinatario è il governo di Mario Draghi e le richieste sono diverse.

Gli asintomatici non sono malati, la linea delle Regioni

Tutto ruota intorno agli asintomatici, che ad oggi – grazie alla vaccinazione contro il Covid – rappresentano circa i due terzi degli attualmente positivi. Insomma, parliamo di milioni di persone. Secondo le Regioni è il momento di utilizzare un approccio diverso: gli asintomatici non sono malati, perciò andrebbe rivista la definizione di caso Covid. Distinguere chi sviluppa la malattia e chi no, così chi resta senza alcun sintomo non andrebbe neanche conteggiato nel bollettino. E poi bisogna snellire la quarantena per chi è vaccinato con tre dosi, si contagia e non ha sintomi, dicono ancora le Regioni. Si tratta del modello Usa, che prevede che dopo 7 giorni senza sintomi un positivo con tre dosi possa uscire liberamente e tornare a una vita più o meno normale.

Eliminare il tampone di controllo alla fine della quarantena

I governatori, che già avevano chiesto di non contare più i positivi asintomatici che in ospedale arrivano per altri motivi, vogliono snellire ulteriormente le procedure. L'obiettivo, oltre alla sostenibilità di tutto il sistema, è anche quello di non finire in zona arancione, o ancora peggio in zona rossa. Per questo motivo chi non ha sintomi ma si trova comunque in ospedale per qualsiasi altra ragione, fa il tampone di controllo e risulta positivo, secondo le Regioni non dovrebbe essere conteggiato nel bollettino e negli indicatori decisionali dell'Iss. Le proposte dei governatori al presidente Draghi, però, non finiscono qui: per rendere più semplice la procedura di fine isolamento – quindi per chi ha contratto il Covid – verrebbe anche eliminato il tampone di controllo per gli asintomatici. Insomma, l'idea delle Regioni in sintesi è questa: se si risulta positivi al virus e non si hanno sintomi si sta sette giorni in casa e poi via libera.

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