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Conte e FdI allo scontro sulla commissione Covid, ora l’ex premier minaccia: “Ci vediamo in tribunale”

Fratelli d’Italia è tornato ad attaccare duramente Giuseppe Conte per il suo periodo alla guida del governo, durante la pandemia da Covid. La polemica si è riaccesa attorno all’eventualità che Conte venga audito nella commissione d’inchiesta sul Covid. Buonguerrieri (FdI) ha definito il leader del M5s un “mentitore seriale”, e lui ha replicato: “Rinunciate all’immunità e ci vediamo in tribunale”.
A cura di Luca Pons
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Il Covid torna ad accendere lo scontro politico, anche ad anni dalla fine della pandemia. E lo fa tramite lo strumento che il centrodestra ha scelto di usare: la commissione d'inchiesta sull'operato del governo durante la crisi sanitaria. Negli ultimi giorni è montata una nuova polemica che vede da una parte Fratelli d'Italia, sempre pronto a sfruttare il Covid come terreno di scontro, e dall'altra Giuseppe Conte, presidente del Consiglio all'epoca dello scoppio della pandemia. I toni si sono alzati sempre di più, finché oggi una deputata di FdI, Alice Buonguerrieri, ha definito Conte un "mentitore seriale inaffidabile e inattendibile" e il leader del M5s ha replicato chiedendo ai parlamentari meloniani di "rinunciare all'immunità" e ripetere le stesse parole: "Ci vediamo in tribunale".

L'audizione in commissione Covid e il nuovo scontro con le opposizioni

Nell'ultima seduta della commissione, mercoledì 8 aprile, è stato nuovamente ascoltato un imprenditore, Dario Bianchi, che ha detto di aver conosciuto un avvocato che si presentava come "collega del presidente Conte" e offriva una consulenza per "risolvere i problemi" con la "struttura commissariale" per quanto riguarda la vendita di mascherine. Un caso che era già stato sollevato davanti alla stessa commissione e finito in Procura, dove risulta che le indagini non abbiano dato risultati.

Domenica sera, a Fuori dal coro, Conte ha affermato di non essere mai stato "né socio, né collega di studio" di questo avvocato. Perciò quando si parla di "l'ex socio di Conte, lo studio legale di Conte… è una diffamazione", ha aggiunto. E ha concluso suggerendo che convocare di nuovo Bianchi in commissione sia stata una mossa politica "per fare titoli e attacchi": "Non c'è nulla di nuovo. Immagino che, se gli esponenti di FdI andranno ancora in difficoltà dal punto di vista politico, lo faranno tornare ancora".

La risposta all'audizione in questione, peraltro, è arrivata ieri da parte delle opposizioni: "La situazione della commissione d'inchiesta Covid non è più tollerabile", hanno dichiarato Pd, M5s, Avs e Italia viva annunciando una lettera ai presidenti di Camera e Senato. "Audizioni costruite senza reale contenuto istruttorio, convocazioni ripetute senza confronto con l'opposizione, e soprattutto il sistematico azzeramento del contraddittorio, con il diniego di ogni possibilità di replica e controinterrogatorio da parte delle minoranze. Un'audizione vuota, priva di nuovi elementi, utilizzata solo per alimentare ricostruzioni suggestive e orientate, con l'obiettivo evidente di trascinare nella polemica il governo Conte e la gestione commissariale, senza mai però procedere a un vero accertamento imparziale dei fatti".

Conte riaccende la polemica: "Io pronto a rispondere, non mi hanno chiamato"

Nel suo intervento su Rete 4 domenica, Conte ha detto anche che in passato ha chiesto "di essere ascoltato sulla gestione del Covid e tutte le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare". E, ha aggiunto, "fin qui non sono ancora stato chiamato. Anzi, fin dall'inizio, abbiamo denunciato il fatto che questa maggioranza non ha voluto riconsiderare nel perimetro di indagine la gestione sanitaria di Lombardia e Veneto, le Regioni più colpite, perché era preoccupata perché era in mano al centrodestra".

A irritare Fratelli d'Italia è stato soprattutto questo passaggio. Lunedì diversi esponenti di FdI, tra cui il senatore Raffaele Speranzon, hanno attaccato: "Giuseppe Conte smetta di prendere in giro gli italiani. Se davvero vuole smentire chi, a ragione, sostiene che il M5s predica bene e razzola male anche sul tema della trasparenza, si dimetta da componente della commissione Covid e si faccia audire", ha dichiarato. "Lui ha finora utilizzato il suo ruolo da commissario come scudo per evitare di dover rendere conto delle malefatte avvenute durante la pandemia che stanno emergendo dai lavori della commissione Covid". Anche il capogruppo a Palazzo Madama, Lucio Malan, ha ribadito oggi la questione: "L'ex presidente del Consiglio ha avuto due anni di lavori della Commissione Covid per trovare il modo di farsi audire, ma non l'ha fatto. Prima l'ostruzionismo per non far partire la Commissione, ora la mancata audizione. Se non c'è nulla da nascondere, perché nascondersi?".

La risposta a questi attacchi è arrivata proprio ieri, da parte di Conte, sui suoi profili social: "Anziché occuparsi delle emergenze economiche buttano fango", ha iniziato. "Da giorni leggete e sentite ancora bugie e illazioni miserabili su di me su giornali e tv controllati dalla maggioranza. Calunnie sulla gestione Covid e su aspetti che mi vedono completamente estraneo come ho già chiarito ampiamente anni fa. È lo stesso fango con cui ripartono alla carica dopo le archiviazioni dei tribunali".

FdI attacca: "Mentitore", e Conte: "Rinunciate all'immunità, ci vediamo in tribunale"

E oggi la polemica è arrivata in Parlamento. Prima, continuando a battere sul tema, la senatrice di FdI Antonella Zedda – componente della commissione Covid – ha attaccato Conte per un passaggio del suo libro: "In un capitolo dedicato alla stagione pandemica, l'allora presidente del Consiglio scrive nero su bianco che ‘alla fine è solo alla politica che spetta l'onere di assumersi la responsabilità' di aver approvato le note norme restrittive come i lockdown. Ma come, non era la scienza a dettare le scelte politiche? Il mantra ripetuto dall'allora ministro della Salute Roberto Speranza era dunque una fandonia? Noi non avevamo dubbi, visto che illustri esperti hanno sin da subito contestato alcune rigide misure adottate dal governo italiano dell'epoca, però è vergognoso che M5s e Pd abbiano preso in giro i cittadini raccontando qualcosa a cui non credevano nemmeno loro".

Poi, in Aula alla Camera, la capogruppo meloniana in commissione Alice Buonguerrieri ha attaccato frontalmente Conte: "È un mentitore seriale, e se ha mentito su questo su cos'altro ha mentito? Non ci fermeremo, andremo avanti nella ricerca della verità". Al termine del suo intervento, i deputati di Fratelli d'Italia hanno indossato delle mascherine in segno di protesta.

La replica del leader del Movimento 5 stelle è stata altrettanto dura. "Rinunciate all'immunità, se avete tanto coraggio, così ripetete le stesse parole dette in Aula e ci vediamo in tribunale". Conte ha detto di aver "sempre agito in trasparenza, non abbiamo nulla da nascondere". E ha rigirato l'accusa: "Nella commissione Covid abbiamo chiesto l'ampio coinvolgimento anche delle Regioni dove il centrodestra è al governo, ma siccome il coraggio non vi appartiene le avete escluse, proprio dove la gestione si è rivelata più critica". La commissione, ha concluso, "non sta producendo nulla se non la vostra grancassa di contumelie, aggressioni e diffamazioni. Se avesse messo prima la mascherina la deputata Buonguerrieri filtravano meglio le parole in libertà che ha detto".

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