Sondaggi politici, effetto amministrative: la distanza tra Fdi e Pd è ora di sei punti

Secondo l'ultimo sondaggio Youtrend realizzato per Sky Tg24, pubblicato oggi con interviste raccolte tra il 26 e il 27 maggio 2026, Fratelli d'Italia aumenta di nuovo il distacco rispetto agli altri partiti, dopo le ultime elezioni amministrative.
Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio sembrano aver avuto un impatto positivo sul governo. Se guardiamo infatti alle intenzioni di voto, il partito di Meloni è passato al 27,7% (+1,1% rispetto alla precedente rilevazione del 30 aprile) tornando a guadagnare terreno. Il Partito Democratico è calato al 21,7% (-1%): dunque il distacco fra i due principali partiti si riallarga a sei punti, dopo essersi ridotto nelle settimane precedenti.
Il Movimento 5 Stelle di Conte è sostanzialmente stabile al 13,5% (+0,1%). Nel centrodestra invece cala Forza Italia al 7,8% (-0,4%) e la Lega sembra aver subito di più i contraccolpi del voto: il Carroccio scivola al 5,9% (-0,9%). Mentre Noi Moderati resta all’1% (-0,2%).
Cresce Futuro Nazionale di Vannacci, che sale al 4,4% (+0,9%). Il blocco di governo tradizionale, quindi Fdi, Forza Italia, Lega, e Noi Moderati, si colloca al 42,4%. A sinistra Alleanza Verdi-Sinistra sale al 6,4% (+0,1%). Complessivamente l'area del campo largo (Pd, M5S, Avs) – senza considerare il partito di Renzi – raggiunge il 41,6%. Sostanzialmente è appaiata al blocco della maggioranza. Nell'area centrista-liberale Azione è al 3,2% (-0,3% rispetto alla rilevazione del 30 aprile), Italia Viva è al 2,2% (-0,1%), +Europa e il Partito Liberaldemocratico all’1,2% (-0,1%). La platea di astenuti e indecisi vale ora il 33,0% (-1,3%).
Cosa pensano gli italiani del governo Meloni
Il giudizio sull'operato dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni migliora rispetto alla precedente rilevazione: i giudizi positivi salgono al 36% (+3%), quelli negativi scendono al 57% (-2%) e la quota di indecisi cala al 7% (-1%). Il saldo resta comunque negativo, a -21 punti. La frattura politica resta profonda: tra gli elettori di centrodestra l'apprezzamento è largamente maggioritario (82% di giudizi positivi), mentre nel campo largo i giudizi negativi raggiungono il 93%. Sul piano territoriale il giudizio sul governo al Nord è nettamente più positivo (46%) rispetto al Centro (31%) e al Sud (29%).
L'85% degli italiani sceglierebbe ancora la Repubblica
In occasione delle celebrazioni del 2 giugno, a ottant’anni dal referendum del 1946, il sondaggio ha riproposto agli elettori un quesito: cosa voterebbero oggi se si riproponesse quella consultazione? L'85% degli italiani confermerebbe ancora la scelta repubblicana, contro un 15% che voterebbe per la Monarchia. Il consenso è ampio e trasversale a tutti gli elettorati. Solo il 16% si asterrebbe o è indeciso.
Secondo il sondaggio l'opzione repubblicana è quasi plebiscitaria tra gli elettori Avs (100%), Azione, Iv e Più Europa (96%) e Pd (93%), ma resta nettamente maggioritaria anche nel centrodestra (82%).
La nostalgia monarchica, pur minoritaria, si fa sentire di più tra gli elettori Fdi (20%) e M5s (17%). Sul piano territoriale il Sud è l'area più convintamente repubblicana (91%). Contemporaneamente, pochissimi intervistati dichiarano di provenire da famiglie che hanno votato prevalentemente per la Monarchia al referendum istituzionale: solo il 5%. Molti di più ricordano un voto familiare per la Repubblica (37%), mentre quasi la metà dei cittadini interpellati non sa o non ricorda il voto dei propri familiari.