
Gli aggiornamenti dalla guerra tra Iran, Usa e Israele: le ultime notizie di oggi, venerdì 29 maggio in tempo reale. Donald Trump ha affermato che qualsiasi intesa con l'Iran dipenderebbe dal raggiungimento di un "buon accordo" per gli Usa, mentre i negoziati si intensificano e persistono le tensioni militari nel Golfo. "Un accordo che non ci sarebbe favorevole è la linea" che ci spingerebbe a riprendere le ostilità, ha dichiarato Trump in un'intervista a Fox che andrà in onda questo fine settimana, sottolineando che gli iraniani "sono ottimi negoziatori". Il vicepresidente statunitense JD Vance ha annunciato "buoni progressi", precisando tuttavia che "il presidente non è ancora pronto ad approvare l'accordo". Oggi il segretario di Stato Marco Rubio incontrerà il suo omologo pakistano a Washington.
Albanese: "Italia ed Europa non hanno fatto nulla su sanzioni Usa contro di me, non hanno sovranità"
"L'Italia non ha fatto nulla" contro le sanzioni contro di me degli Stati Uniti, "ma non ha fatto nulla neanche l'Europa. Me lo chiedete come sia possibile che sanzioni comminate da un Paese terzo abbiano valore in Europa? Non c'è sovranità italiana, non c'è sovranità europea quando si tratta di Stati Uniti e di sistema bancario". Lo dice Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu sui Territori palestinesi occupati, nel corso della conferenza stampa al Senato in presenta l'ultimo suo report sulle torture di Israele nei confronti dei palestinesi. "I sovranisti in questo Paese dovrebbero farsi sentire, dovrebbero essere scossi da questa realtà – aggiunge – perché oggi colpisce me, domani colpisce chiunque".
Araghchi sente ministro Oman: "Discussa la futura gestione di Hormuz"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha sentito il collega omanita Badr Albusaidi per esprimere "la solidarietà dell'Iran di fronte a ogni minaccia". Nei giorni scorsi gli Stati Uniti hanno messo in guardia l'Oman dal concordare con Teheran la gestione congiunta del passaggio marittimo dello Stretto di Hormuz, come previsto dalla bozza "iraniana" di accordo fatta trapelare nei giorni scorsi dai media iraniani. "Abbiamo discusso di Hormuz e della sua futura amministrazione, nel rispetto delle nostre responsabilità sovrane e del diritto internazionale. Accogliamo con favore la consultazione con tutti gli Stati confinanti", ha insistito Araghchi su X.
Consigliere Khamenei: "Attaccheremo gli Usa se il blocco navale dovesse protrarsi"
Mohsen Rezaei, consigliare militare della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, ha affermato che Teheran attaccherà gli Stati Uniti se il blocco Usa dovesse protrarsi oltre un certo periodo di tempo. Lo riporta Iran International. "Washington si avvicina a noi nell'oscurità, mentre noi monitoriamo ogni loro mossa", ha concluso l'ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie.
Libano, Unicef: "15 bimbi morti e 62 feriti in una settimana"
In Libano, nell'ultima settimana, una media di 11 bambini sono rimasti feriti o uccisi ogni 24 ore. Lo ha denunciato l'Unicef, sottolineando che 15 bambini sono morti e altri 62 feriti nei raid israeliani negli ultimi sette giorni. Un bilancio "sconvolgente", secondo il portavoce dell'Unicef, Ricardo Pires, secondo il quale "la stragrande maggioranza di questi bambini è stata colpita dai raid aerei (israeliani) nel Libano meridionale". "Solo ieri – ha aggiunto – sette bambini sono stati uccisi e 30 feriti". Formalmente, in Libano è in vigore dal 17 aprile un cessate il fuoco che tuttavia viene quotidianamente violato sia dai soldati israeliani che dai miliziani di Hezbollah. Negli ultimi giorni l'Idf ha aumentato i bombardamenti sul Paese, arrivando a colpire Tiro e la zona di Beirut oltre che il sud e la valle della Bekaa, e ha ampliato i combattimenti sul terreno, operando a nord della linea difensiva auto-imposta nel sud del Libano.
Il governo libanese: "Dal 2 marzo 3.324 persone uccise e 10.027 ferite da Israele"
Il ministero della Salute libanese afferma che il numero di persone uccise negli attacchi israeliani contro il Paese dal 2 marzo ha raggiunto quota 3.324. Il numero dei feriti è salito a 10.027, aggiunge il comunicato del ministero, diffuso dall'Agenzia Nazionale di Stampa.
Teheran: il testo del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran non è definitivo
L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim ha citato una fonte secondo cui il testo del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran è stato modificato nei giorni scorsi e non è ancora definitivo. La fonte anonima ha inoltre smentito le notizie diffuse dai media in merito al potenziale accordo, affermando che alcuni dettagli sono "inesatti". Il sito di notizie statunitense Axios aveva precedentemente riportato che il potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran prevedeva che il traffico marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz sia "senza restrizioni" e che gli Stati Uniti revochino il blocco navale sui porti iraniani.
Idf: "Le nostre truppe stanno avanzando in Libano"
"La manovra (in Libano) verso nuove aree, continua a respingere il nemico, distruggendone le capacità e colpendolo sistematicamente, anche in questo momento le truppe stanno avanzando. Ogni colpo contro Hezbollah è anche un colpo contro l'asse iraniano e contro l'investimento iraniano nella regione. Siamo pronti a qualsiasi sviluppo e manteniamo un alto livello di preparazione anche nei confronti dell'Iran". Lo ha detto in visita alla truppe il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir. "Oltre 7.500 miliziani sono stati eliminati dall'inizio della guerra, di cui 2.500 dall'inizio dell'operazione ‘Ruggito del Leone'. Continueremo a colpire il nemico", ha aggiunto. "La minaccia dei droni rappresenta una sfida, ma la supereremo", ha detto.
New York Times: "Nella bozza di accorso Ua-Iran anche 300 miliardi per la ricostruzione"
All'interno della bozza di memorandum d'intesa su cui Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un accordo preliminare sarebbe inclusa anche una proposta su un presunto "fondo d'investimento" destinato alla ricostruzione post-conflitto dell'Iran. Lo riferisce il New York Times, citando un funzionario iraniano e un diplomatico coinvolto nei negoziati, secondo cui la cifra ipotizzata si aggirerebbe intorno ai 300 miliardi di dollari. Il funzionario iraniano ha descritto l'idea come un "programma di ricostruzione" che verrebbe promesso a Teheran in caso di accordo finale e che rappresenterebbe una risposta alle richieste iraniane di risarcimenti per i danni dei bombardamenti, stimati da alcune fonti tra i 300 e i 1.000 miliardi di dollari. I mediatori occidentali parlano invece di un "fondo di investimento internazionale" che gli Stati Uniti contribuirebbero a facilitare. La proposta si inserisce in una cornice negoziale ancora preliminare.
Times of Israel: "Idf ha sparato contro un aereo civile scambiandolo per un drone"
L'Idf avrebbe aperto il fuoco contro un aereo civile in volo sopra la Cisgiordania, scambiandolo per un drone. Lo riporta il Times of Israel, secondo cui l'incidente si è verificato dopo che i residenti dell'insediamento di Beit El hanno segnalato la presunta presenza di velivoli a pilotaggio remoto non identificati sopra la zona. A quel punto le truppe israeliane sono state inviate a perlustrare la zona e una delle unità militari, credendo di aver individuato un drone, ha aperto il fuoco contro di esso. Non sono stati segnalati danni o feriti, ma l'esercito dello Stato ebraico ha dichiarato che aprirà un'indagine sull'accaduto.
Teheran: "Non intendiamo trasferire uranio arricchito in Paese terzo"
Un alto funzionario iraniano, Ebrahim Azizi, ha dichiarato che Teheran non intende trasferire all'estero le proprie scorte di uranio arricchito. Lo riporta l'agenzia Mizan, chiarendo la posizione iraniana su quello che resta uno dei nodi centrali nei negoziati in corso con gli Stati Uniti. Azizi ha affermato che l'Iran "non intende trasferire il proprio uranio arricchito in un Paese terzo", ribadendo la posizione di Teheran sulla gestione del materiale nucleare. La questione riguarda in particolare circa mezza tonnellata di uranio arricchito al 60%, tema ancora irrisolto nei colloqui tra Washington e Teheran, che puntano anche a formalizzare una tregua e definire il futuro dello Stretto di Hormuz.
Onu: "15 bambini uccisi in Libano in 7 giorni"
Quindici bambini sono stati uccisi in Libano e 62 feriti negli ultimi sette giorni, nonostante il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Lo afferma l'Onu in una nota. "Secondo il Ministero della Salute pubblica libanese, 77 bambini sarebbero stati uccisi o feriti solo nell'ultima settimana", ha dichiarato il portavoce dell'Unicef Ricardo Pires durante una conferenza stampa a Ginevra. Il cessate il fuoco tra Israele e il gruppo libanese Hezbollah, sostenuto dall'Iran, avrebbe dovuto entrare in vigore il 17 aprile, ma non è mai stato rispettato. Entrambe le parti si accusano a vicenda di violarlo e giustificano i propri attacchi con presunte violazioni da parte dell'altro schieramento. In totale, dall'annuncio del cessate il fuoco, 55 bambini sono stati uccisi e 212 feriti, ha affermato Pires. Pires ha esortato tutte le parti a rispettare pienamente il cessate il fuoco e a conformarsi in ogni momento al diritto internazionale umanitario, secondo il quale "i bambini e le infrastrutture civili devono essere protetti in ogni momento".
Germania: "Piani israeliani di annettere altre zone di Gaza sono motivo di preoccupazione"
Il governo tedesco è preoccupato per i piani israeliani di annettere ulteriori territori a Gaza. Anche la Germania si oppone a una divisione permanente del territorio palestinese, ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato giovedì di aver ordinato all'esercito di prendere il controllo del 70% della Striscia di Gaza "come primo passo", in violazione dell'accordo di cessate il fuoco dell'ottobre 2025. Netanyahu ha affermato che le forze israeliane controllano già circa il 60% del territorio palestinese devastato dalla guerra.
Idf: ucciso in raid un vice comandante di Hamas a Gaza
Il vice comandante della Brigata di Gaza City di Hamas, Imad Aslim, è stato ucciso questa settimana in un raid aereo israeliano nella Striscia di Gaza. Lo hanno confermato le Forze di difesa israeliane. Secondo l'Idf, Aslim comandava il battaglione durante l'offensiva del 7 ottobre 2023 e recentemente aveva lavorato per promuovere attacchi contro le truppe, "e pertanto rappresentava una minaccia immediata", ha affermato l'esercito.
Beirut: bilancio dei raid israeliano sale a 10 uccisi in poche ore
Sale a 10 uccisi in poche ore il bilancio degli incessanti attacchi israeliani nel sud del Libano. Ai primi tre uccisi registratisi a Maarub (Tiro) e ad Aita Shaab (Bint Jbeil), si aggiungono quattro persone uccise a Debbin (Marjeyoun), altre due a Tayr Debba (Tiro) e un poliziotto ad Abba (Nabatiye). Lo riportano le autorità locali.
Teheran: “Controlliamo noi Hormuz, Trump prende solo batoste”
"L'Iran a controllare lo stretto di Hormuz e tutti tentativi degli presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di cambiare la situazione sono falliti" ad assicurarlo è stato Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la Sicurezza nazionale e la politica estera. "Il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz è consolidato a livello mondiale. Per questo i paesi chiedono il permesso, pagano i pedaggi e, con la guida della Marina dei Pasdaran, fanno passare le loro navi", ha scritto su X. "L'unica persona che non ci crede o non vuole crederci è Trump, che ogni tanto manda il suo esercito ad aprire lo stretto. Arrivano, prendono una batosta e tornano indietro", ha proseguito. "Invece di inutili lamentele e chiacchiere, pensate a inchinarvi al potere degli iraniani nel Golfo Persico", ha concluso Rezaei.
Raid Idf su Khan Younis a sud di Gaza, 3 morti
Tre persone sono state uccise questa mattina in un attacco israeliano contro la città di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo la quale un drone israeliano ha colpito la zona di Al-Mawasi, a Khan Younis, provocando tre morti e diversi feriti.
Prezzo petrolio cala per le speranze di intesa Usa-Iran
Il prezzo del petrolio è in calo sui mercati asiatici con il Brent a -1% a 93 dollari al barile, mentre il Wti scende dell'1,1% attestandosi poco sotto gli 88 dollari. I mercati petroliferi hanno subito forti oscillazioni questa settimana, con gli investitori concentrati sulle possibilità di un accordo decisivo tra Washington e Teheran che potrebbe potenzialmente ripristinare la normale navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.
Vance: "Molti progressi su negoziati ma ancora non siamo al traguardo"
Stati Uniti e Iran "hanno fatto molti progressi" ma "non siamo ancora al traguardo, ma siamo molto vicini". Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti, Jd Vance, parlando dei negoziati con i giornalisti durante il volo di rientro a Washington. Vance ha spiegato che resta ancora da capire "se e quando" il presidente Donald Trump approverà un eventuale accordo. "Stiamo continuando a confrontarci con loro. Pensiamo che, almeno finora, stiano negoziando in buona fede e stiamo facendo progressi", ha affermato Vance, aggiungendo di sperare che Trump possa presto "trovarsi nella posizione di sostenere l’accordo".
Trump: “Intesa con l'Iran solo se è un buon accordo per gli Usa”
Donald Trump ha affermato che qualsiasi intesa con l'Iran dipenderebbe dal raggiungimento di un "buon accordo" per gli Usa, mentre i negoziati si intensificano e persistono le tensioni militari nel Golfo. "Un accordo che non ci sarebbe favorevole è la linea" che ci spingerebbe a riprendere le ostilità, ha dichiarato Trump in un'intervista a Fox che andrà in onda questo fine settimana, sottolineando che gli iraniani "sono ottimi negoziatori". I negoziatori statunitensi e iraniani avrebbero raggiunto un memorandum preliminare di 60 giorni, sebbene l'accordo richieda ancora l'ok finale di Trump.
Premier del Libano: "Nulla può giustificare continui raid israeliani"
Il premier libanese Nawaf Salam ha denunciato i raid israeliani a tappeto sul Libano meridionale, in corso anche oggi, dopo i pesanti attacchi di ieri in particolare a Tiro, oltre che a Beirut. "Nulla può giustificare" i continui "attacchi" di Israele contro il Libano meridionale, nelle regioni di Tiro e Nabatieh, "né la distruzione dei loro monumenti storici", ha dichiarato Salam in un post su X.
Trump: finestra temporale ristretta ma devo fare ciò che è giusto in Iran
"C'è una finestra temporale molto ristretta per fare qualsiasi cosa che abbia a che fare con la guerra. Ma io non guardo a quella finestra. Io guardo al fatto che devo fare ciò che è giusto". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un'intervista a Fox che andrà in onda nel fine settimana. Gli iraniani "sono astuti, ma alla fine abbiamo tutte le carte in regola perché li abbiamo sconfitti militarmente", ha detto. "La loro Marina è completamente scomparsa, al 100%. La loro Aeronautica è completamente scomparsa, al 100%", ha aggiunto.
Iran, Bankitalia: "Con rincari dei fertilizzanti rischio povertà per milioni persone"
"Particolare preoccupazione destano i forti rincari dei fertilizzanti" i cui effetti sui beni alimentari "si manifesteranno appieno all'inizio del prossimo anno" e da questo "deriverà un aggravamento dell'insicurezza alimentare, che potrebbe spingere decine di milioni di persone nei paesi a basso reddito verso condizioni di povertà estrema". Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, nella sua relazione annuale.
Iran, Emiro del Qatar sente Trump: "Dare priorità alle soluzioni politiche e diplomatiche in M.O."
L'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, ha chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di "dare priorità alle soluzioni politiche e diplomatiche" in Medio Oriente, nel contesto delle negoziazioni tra Washington e Teheran per un possibile accordo.
La richiesta è arrivata nel corso di una telefonata tra i due leader, durante la quale sono stati affrontati gli sforzi internazionali per ridurre le tensioni nella regione. Lo riferisce l'agenzia statale qatariota Qna.
Al Thani ha sottolineato "la necessità di dare priorità alle soluzioni politiche e diplomatiche, così come al dialogo tra tutte le parti, per consolidare la sicurezza e la stabilità regionale ed evitare ulteriori tensioni ed escalation".
Washington ha intanto confermato un principio di accordo con l'Iran per estendere la tregua di 60 giorni e garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz, ma l'intesa resta in attesa dell'approvazione di Trump e non è stata ancora confermata da Teheran.
Borsa, Europa parte in positivo: Francoforte +0,24%
Le principali Borse europee avviano in positivo la seduta, con le rinnovate speranze di una tregua in Iran. Nei primi minuti di scambi, Francoforte apre in rialzo dello 0,24%, Londra segna +0,08%, Parigi registra +0,51%, Amsterdam +0,17% e Madrid +0,77%. Sulla piazza asiatica, a Tokyo il Nikkei 225 termina le contrattazioni in forte rialzo a +2,53% a 66.521 punti.
Il segretario alla Difesa Usa Hegseth a Singapore per Forum Difesa, riflettori su Iran
Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth si trova a Singapore per partecipare allo Shangri-La Dialogue, il più importante forum annuale sulla difesa in Asia, che inizia oggi e sarà fortemente influenzato dall'impatto e dalle conseguenze della guerra in Iran per la regione.
Hegseth è arrivato nella città-Stato asiatica, dove incontrerà alcuni dei suoi omologhi della regione Asia-Pacifico, tra cui quelli di alleati come Filippine, Australia, Giappone e Corea del Sud, nonché alti funzionari della difesa di Qatar, Pakistan e Polonia.
I conflitti in Iran e Ucraina, e le situazioni a Taiwan, in Corea del Nord e nel Mar Cinese Meridionale faranno da sfondo. È previsto anche un incontro con il presidente vietnamita To Lam, che inaugurerà il Forum questo e con il primo ministro del Paese ospitante, Lawrence Wong di Singapore.
Il capo del Pentagono, che è stato invitato a partecipare a un'esercitazione dei Marines nella città portuale, dovrebbe usare il suo intervento domani per chiarire la strategia degli Stati Uniti nell'Indo-Pacifico, principale teatro della lotta di potere con la Cina, in un momento in cui l'impegno statunitense in Medio Oriente è messo in discussione.
Hegseth arriva a Singapore in un momento delicato, mentre si aspettano progressi nei negoziati sull'Iran nonostante proseguano gli attacchi statunitensi contro la Repubblica islamica.
La guerra contro l'Iran ha avuto un profondo impatto sulla regione Asia-Pacifico su diversi fronti: da un lato, la regione dipende fortemente dalle importazioni di energia e fertilizzanti attraverso lo Stretto di Hormuz, l'arteria commerciale bloccata dal conflitto, e dall'altro, alcuni aspetti degli accordi di sicurezza con la superpotenza sono stati indeboliti.
Iran: "Gli Stati Uniti complici dei crimini israeliani in Libano"
L'Iran condanna fermamente gli attacchi israeliani nel Libano meridionale e orientale e nel sobborgo di Dahieh a Beirut, che hanno causato decine di morti e feriti e lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone.
Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei – riporta l'agenzia si stampa Mehr -, ha affermato che l'intensificarsi e l'estensione degli attacchi militari israeliani alle città storiche di Tiro, Nabatieh e Sidone dimostrano che il silenzio e l'indifferenza degli organismi internazionali, in particolare del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, hanno incoraggiato il regime occupante a proseguire con la sua aggressione e i suoi crimini.
Ha descritto l'amministrazione statunitense come complice e partner in tutti i crimini israeliani in Libano, nella Palestina occupata e nell'intera regione. Baghaei, sempre secondo quanto riporta Mehr, ha ribadito la piena solidarietà dell'Iran con il Libano nella difesa della sua sovranità, dignità e indipendenza contro le ambizioni espansionistiche e colonialiste del regime israeliano.
Iran, Teheran: "Cina può essere garante dell'intesa con gli Usa"
La Cina "potrebbe essere il garante di una possibile intesa" tra Teheran e Washington. Lo ha dichiarato Jalal Dehghani Firouzabadi, segretario del Consiglio strategico per le relazioni estere della Repubblica islamica, in un'intervista all'agenzia Isna, parlando dei negoziati in corso tra Iran e Stati Uniti sul dossier nucleare.
Secondo l'esponente iraniano, il presidente americano Donald Trump "preferisce un'intesa rispetto a un'ulteriore escalation", pur in un contesto di colloqui che ha definito "molto difficili" e caratterizzati da questioni "ampie e complesse".
Firouzabadi ha inoltre evidenziato che le condizioni attuali impongono all'Iran di "affermare la propria autorità sullo Stretto di Hormuz", definendo il passaggio marittimo "un nuovo strumento strategico" e "uno degli elementi del potere dell'Iran".
L'alto funzionario ha aggiunto che Teheran deve "bilanciare la sicurezza nazionale con la libertà della navigazione internazionale nello Stretto di Hormuz" e che saranno Iran e Oman a determinarne "il futuro giuridico".
Borse Asia da record, fiducia sulla tregua in Iran: Tokyo +2,53%
Si portano su nuovi record le principali borse di Asia e Pacifico sulla scia dei progressi verso un accordo di massima per una tregua tra Usa e Iran, su cui però si deve ancora esprimere il presidente americano Donald Trump. Tokyo (+2,53%) aggiorna il recente record di due giorni fa portandosi sopra quota 66mila punti. In forte rialzo anche Taiwan (+2,51%), Seul (+3,55%) e Sidney (+1,62%).
Ancora aperte Hong Kong (+0,96%), Shanghai (-0,64%), Mumbai (+0,07%) e Singapore (+0,91%). Positivi i future sull'Europa e su Wall Street dopo l'inatteso rialzo della produzione industriale giapponese in aprile (+0,8%) e in attesa di numerosi dati macroeconomici.
Dalla Francia arrivano il Pil e l'inflazione di aprile, diffusa anche in Italia e in Germania, dove sono attesi pure i dati sulla disoccupazione. In arrivo dagli Usa le scorte al dettaglio e all'ingrosso e l'indice della fiducia dei direttori agli acquisti di Chicago. In ulteriore calo il greggio Usa ben sotto i 90 dollari (Wti -1,48% a 87,49 dollari al barile), mentre il Brent (-1,34% a 92,45 dollari al barile) viaggia ancora sopra quella soglia.
Si porta sotto i 47 euro segnati in apertura il gas naturale ad Amsterdam (-0,14% a 46,91 euro al MWh). Balza l'oro (+3,03% a 4.516,1 dollari l'oncia) mentre non si muovono i cambi tra le valute, con l'euro 1,16 dollari e la sterlina a 1,34. In rialzo a 71,8 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in crescita di 0,1 punti al 3,68% e quello tedesco invariato al 2,96%.
Sulla piazza di Tokyo brillanti i tecnologici Murata Manufacturing (+16,21%), Taiyo Yuden (+15,26%) e Tdk (+8,27%). Bene gli automobilistici Suzuki (+3,3,6%) e Mazda (+2,21%), mentre scivola Mitsubishi (-8,99%). Brillanti i bancari Nomura (+3,96%), Mizhuo (+2,41%) e Chiba Bank (+2%).
Idf ordina l'evacuazione di un villaggio nel sud Libano
L'Idf ha ordinato ai residenti presenti nel villaggio di Ayn Qana, nel sud del Libano, di evacuare urgentemente in vista di un attacco contro Hezbollah. "Per il vostro bene, evacuate immediatamente le vostre case e allontanatevi dal villaggio per una distanza non inferiore a 1000 metri verso terreni aperti", ha scritto su X il portavoce dell'esercito israeliano, Avichay Adraee. "Chiunque si trovi vicino agli elementi di Hezbollah, alle sue installazioni e ai suoi mezzi da combattimento, mette a rischio la propria vita".
Iran, Power: "L'accordo con Teheran sarà decisamente peggiore di quello del 2015"
Sul negoziato Usa-Iran "vorrei innanzitutto vorrei porre una questione di metodo per quanto riguarda l'approccio degli Stati Uniti. Un negoziato del genere non si conduce sulla base dei capricci del momento. Occorre mettere in campo profondi conoscitori del nucleare e del programma missilistico, preservando politicamente i vertici dell'amministrazione. Trump ha paracadutato Vance in Pakistan a trattare. Obama non ha mai inviato allo sbaraglio Biden. Inoltre, Trump ha licenziato i migliori esperti di Iran che avevamo nell'intelligence e nel dipartimento di Stato".
Lo afferma in un'intervista al Corriere della Sera Samantha Power, ex figura chiave nell'amministrazione Obama, membro del Consiglio di sicurezza nazionale Usa e poi ambasciatrice alle Nazioni Unite. Inoltre, prosegue Power, "per raggiungere un accordo stabile serve un largo coinvolgimento internazionale. Il protocollo del 2015 con l'Iran è stato firmato non solo dagli Usa, ma anche da Russia, Cina, Regno Unito, Francia, Germania, più Unione europea. Adesso Trump pensa di poter fare tutto da solo, ma è chiaro che hameno leve nei confronti di Teheran".
"In conclusione: mi aspetto un accordo decisamente peggiore e più precario rispetto a quello del 2015. Per esempio, non penso che verrà introdotto un robusto sistema di controllo sugli impianti nucleari o sulle quantità di uranio arricchito. Ma, naturalmente, il presidente lo presenterà come il migliore della Storia", sottolinea.