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Sondaggi politici, dopo le elezioni comunali sale FdI: ma il partito di Vannacci è quello che cresce di più

Secondo i dati del sondaggio dell’istituto Only Numbers (Ghisleri), realizzato dopo le amministrative 2026, il centrodestra potrebbe guadagnare almeno 40 seggi in più in parlamento con la nuova legge elettorale, se si andasse al voto oggi. Ecco come sono cambiate le intenzioni degli italiani dopo le elezioni comunali.
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Mattarellum, Porcellum, Italicum, Rosatellum e presto, forse, Stabilicum. La riforma della legge elettorale potrebbe essere una delle ultime carte da giocare per il governo Meloni prima delle prossime elezioni politiche, con la promessa che il nuovo testo garantirà l'equilibrio tra "stabilità" e "governabilità". Mentre la maggioranza sostiene che ci siano delle possibilità di dialogo sulla riforma, presentata a febbraio, dai banchi dell'opposizione è già arrivato un deciso no: il loro obiettivo è ripartire da zero.

L'accordo a cui sono arrivati i partiti del centrodestra prevede sostanzialmente un sistema proporzionale con un premio di governabilità per la coalizione vincitrice che ottiene almeno il 40% dei voti, senza preferenze né collegi uninominali. Una serie di novità che hanno già generato preoccupazioni e malcontenti, tanto tra gli analisti, quanto tra i giuristi.

Al di là delle divergenze di visioni, c'è intanto chi fa i conti. L'istituto Only Numbers, di Alessandra Ghisleri, infatti, ha realizzato un sondaggio, commissionato da Porta a porta, per mostrare come cambierebbe la composizione del Parlamento se si andasse al voto con l'attuale legge elettorale (Rosatellum) o con il nuovo testo proposto dalla maggioranza (Stabilicum).

I sondaggi elettorali dopo le elezioni amministrative

Partiamo dal quadro attuale: secondo le proiezioni di voto rilevate dall'istituto di statistica dopo il voto alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, l'equilibro dei partiti ha subito delle leggere variazioni. Fratelli d'Italia è in salita di mezzo punto percentuale, rispetto alle rilevazioni del 14 maggio, e arriva così al 29%. Il Partito democratico rimane il secondo partito del Paese, con un leggero calo dello 0,2% dopo i risultati delle comunali, e si attesta al 22,6%. Segue il Movimento 5 Stelle, in calo dello 0,8%, che otterrebbe l'11,1% di preferenze. Al quarto posto si piazza Forza Italia all'8,5% (+0,1%), la Lega al 7,5% (-0,5%), Alleanza Verdi Sinistra al 6,5% (+0,2%), Futuro nazionale di Roberto Vannacci al 4,3% (+0,6%). Per il resto dei partiti che ottengono meno del 4% di preferenze le variazioni rimangono minime, e oscillano tra lo 0,3% e lo o,1%.

Centrodestra e centrosinistra: chi sale e chi scende

Nel complesso, la coalizione di centrodestra è al 46,1% (+0,2%), senza considerare la presenza del partito di Roberto Vannacci, che la porterebbe al 50,4%. Dall'altra parte, il campo largo, senza l'alleanza di Azione, si ferma al 44,1% e scende di un punto percentuale (-1%). Con il partito di Calenda, l'alleanza progressista arriverebbe al 47,4% di preferenze.

Come sarebbe il Parlamento se si andasse al voto oggi con il Rosatellum

Stando alle intenzioni di voto rilevate dopo l'ultima tornata elettorale, se gli italiani dovessero tornare alle urne oggi i seggi in Parlamento si distribuirebbero in maniera piuttosto simile tra centrodestra e centrosinistra. La coalizione di governo, senza allearsi con il partito di Vannacci, otterrebbe 197 seggi alla Camera. Questi salirebbero a 208 con i voti portati da Futuro Nazionale. Per il campo largo, invece, siederebbero in aula 179 deputati tra Partito democratico, Movimento 5 stelle e Alleanza Verdi Sinistra. Se alla coalizione progressista dovesse unirsi anche Azione, i seggi salirebbero a 187. Una distanza di 21 rappresentanti tra le due coalizioni. I due partiti a far sedere più deputati sarebbero Fratelli d'Italia, con 74 seggi, e il Partito democratico, con 66. Seguirebbero poi il Movimento 5 stelle, con 31 deputati, Forza Italia con 22, la Lega con 21 e Alleanza Verdi Sinistra con 18.

Al Senato, invece, ci sarebbe uno scarto di soli 3 seggi tra il centrodestra allargato a Vannacci e il campo largo alleato con Azione. Il centrodestra, infatti, sarebbe in vantaggio con 100 seggi contro i 97 dell'attuale opposizione. Una distanza che rimarrebbe identica senza i due rispettivi alleati, Vannacci e Calenda. Entrambi i partiti, infatti, eleggerebbero 3 senatori l'uno. Al Senato, quindi, Fratelli d'Italia avrebbe 39 seggi, Forza Italia 12 e la Lega 8, a questi vanno aggiunti i 38 seggi uninominali di coalizione. Dall'altro lato dell'aula, siederebbero 34 senatori del Pd, 18 del Movimento 5 Stelle e 8 di Alleanza verdi sinistra, insieme a 34 dai collegi uninominali di coalizione.

Nel complesso dei 600 seggi presenti in parlamento, di cui 400 alla Camera e 200 al Senato, 308 sarebbero presieduti dal centrodestra e 284 dal centrosinistra. Una differenza di appena 24 parlamentari.

Il voto con il sistema Stabilicum: come potrebbe cambiare il parlamento

Se invece si andasse a votare con il sistema Stabilicum, la proposta di legge messa in campo dal centrodestra, la coalizione di governo, senza l'appoggio di Vannacci, arriverebbe a coprire 223 seggi alla Camera. L'alleanza con Futuro Nazionale porterebbe 12 seggi in più tra le loro fila, per un totale di 235. Il campo largo, invece, farebbe sedere 151 deputati senza il supporto di Azione. Con il partito di Calenda, invece, arriverebbero a 160. Una distanza di 75 deputati. Nel dettaglio, Fratelli d'Italia avrebbe 137 seggi, Forza Italia 40, Lega 38, Noi moderati 5. Sempre alla Camera, il Pd avrebbe 80 seggi, il Movimento 5 stelle 39, Alleanza Verdi Sinistra 22 e Italia Viva 9.

In Senato, invece, il centrodestra potrebbe far sedere 111 rappresentanti, che potrebbero arrivare a 118 con un'accordo con Futuro Nazionale. Si fermerebbe invece a 74 senatori il campo largo, con un possibile aumento a 79 grazie all'alleanza con Azione. I partiti più rappresentati rimarrebbero Fratelli d'Italia, con 68 senatori, e il Partito democratico con 39. Seguirebbero poi Forza Italia con 20 senatori, il Movimento 5 stelle con 18, la Lega con 17 e Alleanza Verdi Sinistra con 11.

La composizione del Parlamento cambierebbe così portando a 353 parlamentari per il centrodestra e soli 239 per il centrosinistra. Una differenza di 114 seggi. Sostanzialmente, attraverso il sistema elettorale proposto dal governo, la coalizione di centrodestra otterrebbe 45 seggi in più nelle due aule, mentre la coalizione di centrosinistra ne perderebbe altrettanti.

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