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Opinioni

Il piano casa è la solita truffa del governo Meloni: zero soldi e affari per i privati

100mila case in dieci anni, dice Giorgia Meloni. Ma in realtà nel piano casa del governo ce ne sono molte meno. E i soldi, a quanto pare, non bastano nemmeno per quelle.
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Prendi un tema popolare, che sta a cuore agli italiani.

Annuncia un Piano.
Battezzalo con un nome roboante.
Lascia che per mesi se ne parli, senza che nessuno sappia cosa sia.
E poi, quando ti tocca presentarlo, mettici due spiccioli, dì che hai risolto un problema, e passa ad altro.

Ormai il giochino è talmente chiaro che il governo Meloni potrebbe farci un tutorial, un video per insegnare come si fa.

È il giochino del Piano Mattei per l’Africa, tanto per dire, scatola vuota per eccellenza, finanziato coi soldi già stanziati per combattere il cambiamento climatico e il fondo per la cooperazione e lo sviluppo.
O del reddito d’inclusione, che voleva sostituire il reddito di cittadinanza con meno della metà dei soldi stanziati.
E siccome non c’è due senza tre, adesso arriva il Piano Casa.

Dicevamo.

Fase uno: prendi un tema che tutti hanno a cuore e annuncia che te ne occuperai. Giorgia Meloni ha parlato di Piano Casa già nella conferenza stampa del 9 gennaio scorso. E ha presentato il piano il 30 di aprile.

Fase due: lascia che i giornali ne parlino, ipotizzando di tutto, sparando cifre a caso.

Fase tre: nel frattempo vola altissimo con gli slogan. Tipo, centomila alloggi popolari in dieci anni.

Fase quattro: inventati soldi che non ci sono. E qui vengono in soccorso il marketing e frasi come “fino a 10 miliardi stanziati”.  Già, fino a. Come quando nei concorsi a premi “puoi vincere fino a 100mila euro”, e poi nell'uovo di Pasqua trovi un portachiavi.

Poi vai a vedere cosa c’è dentro quel piano.

E 60mila di quelle 100mila case sono alloggi pubblici che esistono già, ma che non possono essere distribuiti a chi ne ha bisogno perché lo Stato non ha mai fatto le manutenzioni.

Con che soldi?

Il governo ha stanziato 1,7 miliardi.
Poi ci sono 4,7 miliardi di fondi per la rigenerazione urbana, quindi già stanziati per fare altro (che non si farà più).
E poi i 700 milioni del fondo sociale per il clima, che tanto chi lo combatte più, il cambiamento climatico?
E poi 970 milioni che stavano su un conto corrente infruttifero.
Sono 6,3 miliardi contati male, di cui solo 1,7 stanziati realmente, dal nulla.

E potrebbero arrivare a 10, giusto se ci buttiamo dentro i sempiterni fondi di coesione europei che in teoria dovrebbero aiutare le persone in difficoltà e che non riusciamo mai a spendere.

Ciliegina sulla torta: secondo le opposizioni quei soldi sono sufficienti a ristrutturare 25mila case al massimo.
Mentre secondo Carlo Cottarelli, per realizzare i piano del governo, di miliardi ne servirebbero 25, altro che “fino a dieci”

Ma anche fossero 60mila, come ci arrivi a 100mila case in dieci anni?

Ovviamente, col sempiterno ricorso al privato. Cioè, ancora: senza cacciare un soldo.

Tradotto: se sei un immobiliarista e vuoi regole e permessi più veloci, butta nel tuo piano qualche casa a prezzi calmierati e ti azzeriamo regole e permessi a costruire, o quasi.

E infatti, a gestire il piano è stato sarebbe stato chiamato Mario Abbadessa, ex manager di Hines, un grande sviluppatore immobiliare, che ha ottimi contatti coi fondi immobiliari esteri, americani o qatarioti. Quelli che hanno colonizzato Milano, per intenderci. E che se tanto ci da tanto, ora hanno il foglio di via per colonizzare l’Italia, a colpi di spruzzate di social housing.

Quasi dimenticavamo: Abbadessa si dice sia grande amico del capo di gabinetto di Meloni, Gaetano Caputi.

Perché se c’è il governo Meloni di mezzo è difficile che non ci sia nemmeno l’ombra di un conflitto d’interesse.

E anche questo, ormai, succede talmente spesso, che ci si potrebbe fare un tutorial.

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Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it e membro del board of directors dell'European Journalism Centre. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro.15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019) e"Nel continente nero, la destra alla conquista dell'Europa" (Rizzoli, 2024). Il suo ultimo libro è "Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell'Italia di Giorgia Meloni" (Rizzoli, 2025)
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