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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

L’avvocata di Stasi sulla revisione: “Richiesta verrà fatta con ragionevole previsione di vittoria”

A Fanpage.it ha parlato l’avvocata Elisabetta Aldrovandi che, insieme ai colleghi De Rensis e Bocellari, difende Alberto Stasi. La legale ha parlato di indizi “corposi” contro Andrea Sempio, indagato per il delitto di Garlasco. La difesa del 41enne, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, valuterà la revisione del processo dopo aver letto il fascicolo.
A cura di Eleonora Panseri
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Elisabetta Aldrovandi, avvocata che difende Alberto Stasi con i colleghi Antonio De Rensis e Giada Bocellari.
Elisabetta Aldrovandi, avvocata che difende Alberto Stasi con i colleghi Antonio De Rensis e Giada Bocellari.
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"Sono abbastanza perplessa da queste valutazioni opposte su elementi indiziari che sono comunque numerosi e, mi viene da dire, oggettivi a carico di Andrea Sempio. Da un lato c'è chi le considera elementi ininfluenti, suggestioni, ricostruzzioni fantasiose e chi ‘prove schiaccianti'. Io vorrei stare nel mezzo".

A parlare è l'avvocata Elisabetta Aldrovandi che, insieme ai colleghi Antonio De Rensis e Giada Bocellari, difende Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, la 26enne uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.

L'avvocata è intervenuta in diretta su Fanpage.it per commentare le novità sul caso emerse dall'interrogatorio del 6 maggio, prima che venisse annunciata dalla Procura di Pavia la chiusura delle indagini.

Il 38enne Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, è ritenuto l'unico assassino della ragazza, gli vengono contestate le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti.

"Sicuramente, a mio parere, c'è un quadro indiziario a carico dell'indagato che è corposo, importante. Non stiamo parlando di elementi evanescenti o teorie messe in piedi senza nessun tipo di elemento corroborante. – ha osservato ancora Aldrovandi – Credo che la Procura, sulla base di una serie di indizia raccolti, ha formulato la sua ipotesi accusatoria".

"Qui non siamo di fronte a un'ipotesi sull'omicidio di Chiara Poggi e si sono cercati elementi a sostegno di quell'ipotesi. – ha detto ancora – È sulla base di indizi che si sta provando a ricostruire ciò che può essere successo quella mattina del 13 agosto 2007".

Secondo la legale sarebbe avvenuto "un po' il contrario di quello che, mi permetta di dirlo, è successo con Alberto Stasi, che invece è stato attenzionato come probabile assassino di Chiara Poggi e intorno a lui si è cucito poi tutto l'impianto accusatorio".

L'avvocata di Stasi sulla revisione del processo per Alberto Stasi: "Dopo chiusura delle indagini, ci sarà da studiare"

L'avvocata Aldrovandi ha parlato anche della revisione del processo per il suo assistito, argomento di cui si è parlato molto nelle scorse settimane.

Il 24 aprile scorso, infatti, la Procura di Pavia si è detta pronta a chiedere la revisione, come aveva spiegato la Procuratrice Generale di Milano, Francesca Nanni: "Studieremo i documenti e valuteremo se chiedere ulteriori atti per presentare una eventuale richiesta di revisione a Brescia".

"L'avvocata Boccellari, che si occuperà in prima linea della revisione, insieme al collega De Rensis, lo ha detto chiaramente anche questa mattina. – ha commentato l'avvocata di Stasi – Aspettiamo la chiusura delle indagini preliminari e poi ci sarà da studiare".

"Bisognerà mettersi sugli atti, sul fascicolo per cercare di capire che cosa è successo e se ci sono prove nuove su cui si può fondare la richiesta di revisione. – ha aggiunto – Dobbiamo ricordare che servono prove nuove".

Aldrovandi ha quindi confermato l'intento della difesa di Stasi di chiedere a sua volta la revisione e, ha aggiunto l'avvocata, di presentare anche istanza per la sospensione della pena. "Ma penso che questa sarà una richiesta che verrà fatta quando ci sarà una ragionevole previsione di vittoria, ecco, voglio utilizzare un termine rubato alla riforma Caratabia".

Aldrovandi sull'audio di Sempio del 14 aprile 2025: "Fa riferimento a cose di cui all'epoca non si parlava ancora"

Una vittoria che, secondo quanto detto dall'avvocata, sarebbe "più vicina. Credo che l'audio che è stato mostrato parzialmente in trascrizione ad Andrea Sempio, che in qualche modo scrive ciò che è nel capo di imputazione provvisorio nell'ambito della descrizione dell'azione omicidiaria, sia una straordinaria coincidenza".

L'audio a cui fa riferimento Aldrovandi è un soliloquio intercettato nell'auto di Sempio il 14 aprile 2025, poco dopo la riapertura del caso, nel quale il 38enne ammetterebbe, secondo l'interpretazione del pool di investigatori guidati dal procuratore Fabio Napoleone, di avere guardato i video intimi di Chiara Poggi con Stasi.

In un altro colloquio con se stesso avrebbe detto invece di aver chiamato la ragazza per proporle di vedersi incassando un rifiuto. Una versione, quella fatta propria da chi indaga e rivelata dal Tg1 nelle scorse ore, che colliderebbe con quanto sempre dichiarato da Sempio sul non essere a conoscenza di quelle immagini che per i pm avrebbero acceso il suo interesse sessuale per la vittima.

"È vero che questo audio risale al 14 aprile 2025, quando già le indagini si erano aperte e delle ipotesi c'erano, ma è molto preciso. Fa riferimento a cose di cui all'epoca non si parlava assolutamente", ha commentato ancora Aldrovandi.

"Credo anche che l'ascolto dell'audio sarà fondamentale, non solo per contestualizzarlo, ma anche per capire lo stato d'animo di colui che pronuncia quelle parole. In questo do ragione alla collega Taccia (Angela, che difende Sempio, ndr), fino a quando non lo ascolteremo non potremo sapere di cosa stiamo parlando", ha detto ancora.

"Per questo credo che per Andrea Sempio sia stata cosa buona e giusta avvalersi della facoltà di non rispondere".

L'impronta 33, l'avvocata di Stasi: "È considerata quella dell'assassino dal 2007"

Con l'avvocata Aldrovandi si è tornato anche a parlare della "famosa" impronta 33, un altro degli elementi di cui si è discusso in questo anno di indagini. Ma non solo, come ha ricordato la legale di Stasi.

"È stata individuata e selezionata dal 2007 come impronta dell'assassino, tanto che la pubblico ministero Rosa Muscio nel primo interrogatorio ad Alberto Stasi chiese se si era appoggiato con la mano al muro per guardare il cadavere di Chiara e lui disse di no", ha spiegato.

"E che in una relazione dei Ris di Roma del 202 si legge che: ‘È logico-fattuale ritenere che l'impronta 33 sia quella dell'assassino'. Anche in queste indagini l'impronta rientra ed è chiaro che non sia come tutte le altre".

"Poi se per 11 o 15 minuzie dovesse comunque identificarsi con quella di Andrea Sempio, in fase dibattimentale lui dovrà spiegare come mai c'è quell'impronta in quel particolare posto, perpendicolare a una goccia di sangue che sarebbe colata dall'avambraccio dell'assassino", ha spiegato ancora Aldrovandi.

E conclude: "Diciamo che ci sono tutta una serie di coincidenze che sono particolarmente sfortunate a suo carico".

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