Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, l’avvocato di Lovati in diretta a Fanpage.it: “Contro Sempio elementi che bastano per rinvio a giudizio”

Durante la diretta Youtube di Fanpage.it, l’avvocato Fabrizio Gallo, difensore dell’ex legale di Andrea Sempio, Massimo Lovati, ha commentato gli elementi emersi in queste ultime ore dalle indagini sulla posizione del 38enne per l’omicidio di Chiara Poggi. “Ci sono elementi bastevoli per un rinvio a giudizio”
A cura di Gabriella Mazzeo
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Si sono appena chiuse le indagini sul delitto di Garlasco: per la Procura di Pavia, a uccidere Chiara Poggi sarebbe stato Andrea Sempio, l'amico di famiglia indagato nel nuovo filone sul caso con l'accusa di omicidio dopo il rifiuto da parte della ragazza di un approccio sessuale.

A Sempio, come è noto, sono state contestate alcune intercettazioni. Una cimice nascosta nella sua auto avrebbe catturato alcune sue frasi, dette in solitaria, su un presunto tentativo di approccio telefonico con Chiara Poggi dopo aver visto un filmato privato realizzato dalla 26enne con l'allora fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni.

Ieri, mercoledì 6 maggio, Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere dopo essere stato in Procura a Pavia. La difesa ha ricevuto poco fa l'avviso di chiusura delle indagini. Secondo quanto dichiarato dall'avvocato Fabrizio Gallo, difensore dell'ex legale di Sempio, Massimo Lovati, gli elementi raccolti durante l'inchiesta sono "sicuramente utili alla posizione di Alberto Stasi".

"Non sono fondamentali per andare contro Sempio – ha sottolineato in diretta con Fanpage.it su Youtube – ma sono sicuramente a favore di Stasi in ottica di una revisione. L'atto con il quale il Procuratore capo di Pavia si è recato dalla Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, è importantissimo e una cosa del genere non avviene spesso. Conseguentemente, è stato sfilato dal capo di imputazione Alberto Stasi, perché le questioni erano incompatibili".

Sempio è infatti accusato di aver ucciso Chiara Poggi da solo, non più in concorso con ignoti o con l'allora fidanzato della 26enne. La Procura ipotizza che il 38enne abbia agito dopo il rifiuto di un approccio sessuale della ragazza.

"Un capo di imputazione così preciso come quello formulato in quest'occasione dalla Procura – sottolinea ancora Gallo – è il risultato di atti di una gravità assoluta. La descrizione del movente arriva sicuramente da una serie di elementi".

Per l'avvocato, infatti, tra i dati a sostegno dell'ipotesi di chi indaga vi sarebbero anche quelli evidenziati dalla cosiddetta "perizia Dal Checco". Paolo Dal Checco, esperto in consulenza informatica forense, ha infatti analizzato il pc della vittima, in uso all'intera famiglia. Sul dispositivo, secondo l'accusa, Sempio avrebbe trovato i video privati della 26enne.

Non solo gli elementi evidenziati dall'analisi dei devices, ma anche quelli emersi dalla perizia realizzata dalla genetista Denise Albani, che ha riscontrato la presenza di un profilo genetico compatibile con la linea paterna di Andrea Sempio (e non dunque direttamente con il 38enne) sotto le unghie di Chiara Poggi.

"Credo che sia un errore dire che ci sono solo le chat o l'intercettazione in auto, perché ci sono diversi elementi accusatori di una pregnanza processuale e probatoria importante", ha continuato Gallo. "Tutte queste cose bastano per arrivare a processo? Sono sufficienti per un rinvio a giudizio per Sempio.

Basterebbe l'esclusione di Stasi dalla scena del crimine e lo spostamento in avanti dell'ora della morte di Chiara per un provvedimento provvisorio immediato di scarcerazione per Stasi. Se così fosse, si tratterebbe del più grande errore giudiziario italiano dopo il processo di Enzo Tortora".

"Cosa penso delle frasi registrate dalla cimice in auto? Credo sia un'autoconfessione. Non è da escludere un eventuale arresto. Sicuramente l'interrogatorio di ieri era a sua garanzia, forse avrebbe dovuto rispondere anche senza la discovery (accesso al materiale probatorio dopo la chiusura delle indagini ndr), ma è una precauzione che da un punto di vista legale ha senso".

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