Piano casa, incentivi ai privati e alloggi a prezzi calmierati: i requisiti Isee nel testo bollinato

È stato bollinato il testo del Piano casa varato dal governo Meloni. Il provvedimento prevede una serie di misure per incrementare l‘offerta di alloggi a prezzi accessibili, tramite il recupero del patrimonio immobiliare esistente, strumenti di edilizia sociale e incentivi ai privati. Vediamo tutte le misure e i requisiti richiesti per accedere agli alloggi a prezzi calmierati.
Cosa c'è nel Piano casa del governo
L'articolo 1 del decreto individua i destinatari delle misure, ovvero giovani, studenti universitari, lavoratori fuori sede, giovani coppie, genitori separati. Il piano prevede un programma straordinario nazionale per recuperare gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non assegnabili per carenze manutentive e gli immobili destinati all'edilizia sociale. Il programma – viene precisato all'articolo 2 – è finanziato con 970 milioni di euro tra il 2026 e il 2030, gestiti tramite una convenzione con Invitalia.
Per coordinare questi interventi, viene nominato un Commissario straordinario, al quale vengono attribuiti poteri speciali per operare a mezzo di ordinanza e che si occuperà di effettuare òa ricognizione degli immobili pubblici inutilizzati, interfacciandosi con le amministrazioni pubbliche. È prevista anche una cabina di monitoraggio per verificare l'attuazione degli interventi.
Il Fondo di garanzia per morosità incolpevole
Il decreto interviene in supporto agli inquilini attraverso un fondo (con 22 milioni per il 2026 e 2 milioni per il 2027) per coprire i casi di "morosità incolpevole", ovvero l'impossibilità del conduttore di pagare l'affitto per cause non imputabili alla sua volontà.
Inoltre, all'articolo 5, "per favorire l'accesso alla proprietà" viene riconosciuta la possibilità agli assegnatari in regola con i pagamenti (non morosi), e che non possiedono altre abitazioni, di esercitare un'opzione di acquisto (riscatto) degli alloggi pubblici in cui risiedono. Vengono inoltre incentivati progetti di edilizia sociale per "la concessione dell’abitazione principale degli assegnatari in locazione di lunga durata, con facoltà di riscatto progressiva, secondo scadenze predefinite", a condizione che gli immobili rispettino elevati standard di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica.
In aggiunta, viene istituito il "Fondo housing coesione" gestito da Invimit Sir con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro per il 2026, volto a contrastare il disagio abitativo e valorizzare il patrimonio esistente. A questo fondo potranno partecipare anche le Regioni, le Province autonome e le amministrazioni centrali utilizzando le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione.
Incentivi ai privati e alloggi a prezzi calmierati: chi può accedervi
L'articolo 9 si concentra su programmi infrastrutturali di edilizia integrata, che andranno realizzati principalmente tramite investimenti privati e volti ad ampliare l'offerta di alloggi a prezzi accessibili. Questi programmi devono rispettare condizioni rigorose. Innanzitutto dovranno essere destinati in larga parte (il 70%) a interventi di edilizia convenzionata, ovvero finalizzati alla locazione o vendita, a prezzi calmierati, di prime case, residenze per studenti universitari fuori sede o alloggi per lavoratori del settore privato.
I prezzi e i canoni calmierati saranno stabiliti di concerto con i Comuni interessati ma dovranno garantire una riduzione di almeno il 33% rispetto ai correnti valori di mercato della zona. L'accesso sarà riservato a soggetti con Isee "superiore ai limiti vigenti per l'accesso a programmi di edilizia residenziale pubblica o sovvenzionata", ovvero le case popolari. Un limite che generalmente si aggira tra i 15mila e i 20mila euro.
Il decreto spiega che "gli oneri su base annua connessi all'acquisto in proprietà o alla locazione a prezzo o canone in base ai correnti valori di mercato" dovranno superare "il 30% del reddito medio disponibile personale o del nucleo familiare convivente". Quest'ultimo invece non potrà superare cinque volte l'importo degli oneri su base annua. Si tratta in altre parole di persone che non riescono a far fronte ai costi del libero mercato ma nemmeno ad accedere alle case popolari. In caso di perdita dei requisiti, i canoni andranno convertiti ai valori di mercato o si potrà determinare la risoluzione del contratto.
Infine il decreto introduce agevolazioni per il mutamento di destinazione d'uso degli edifici che rientrano nel piano casa, la riduzione del 50% degli onorari notarili per gli atti legati agli interventi di edilizia integrata agevolata e una serie di semplificazioni burocratiche e procedurali, tra cui la possibilità di avviare in parallelo i lavori edili e le attività di bonifica ambientale.