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Il nuovo Piano Casa del governo Meloni: 60mila alloggi in un anno, sconti sui notai e lotta agli sgomberi

Il Consiglio dei Ministri approva un provvedimento “corposo e articolato” per rispondere all’emergenza abitativa. La premier Meloni: “La casa è un bene primario, puntiamo a oltre 100mila alloggi in dieci anni”. Previste semplificazioni burocratiche e il dimezzamento degli oneri notarili.
A cura di Francesca Moriero
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Al termine del secondo Consiglio dei Ministri, il governo ha approvato il nuovo "Piano Casa", un decreto legge mirato a facilitare l'accesso all'abitazione per le fasce di reddito medie e vulnerabili. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha presentato il provvedimento in conferenza stampa a Palazzo Chigi, definendolo "una risposta strutturale a una priorità sentita dai cittadini e alla crescente pressione dei prezzi nel mercato immobiliare", che nelle grandi città "ha raggiunto indici di sostenibilità critici per giovani e famiglie". Il piano si articola su più fronti: dal recupero di 60mila alloggi popolari attualmente inutilizzabili con uno stanziamento di 1,7 miliardi di euro, fino alla creazione di un fondo per l'housing sociale da oltre 3,6 miliardi. Tra le misure più rilevanti figurano anche il dimezzamento degli oneri notarili per gli atti legati al piano, una semplificazione burocratica per gli investimenti privati e un contributo economico dedicato ai genitori separati.

I tre pilastri del piano: recupero, housing sociale e investimenti privati

Il primo obiettivo è il recupero del patrimonio esistente: "Vogliamo rendere disponibili circa 60mila alloggi che oggi non possono essere assegnati perché in condizioni precarie", ha spiegato Meloni. Per farlo, il governo mette in campo 1,7 miliardi di euro, integrabili con i fondi per la rigenerazione urbana, e prevede la nomina di un commissario straordinario "incaricato di sbloccare le procedure e portare avanti il piano con gli enti competenti, garantendo tempi certi per la riqualificazione".

Il secondo pilastro riguarda l'housing sociale, gestito da Invimit con oltre 3,6 miliardi di euro per creare alloggi a canone calmierato con comparti regionali specifici. Il terzo pilastro punta poi sugli investimenti privati: "lo Stato garantisce semplificazioni e commissari straordinari per i grandi cantieri", ma in cambio i costruttori "devono destinare almeno il 70% degli edifici all’edilizia convenzionata", con prezzi scontati del 33% rispetto al mercato, ha spiegato.

Le agevolazioni: dai notai ai genitori separati

Il decreto prevede poi il dimezzamento di tutti gli oneri notarili per gli atti di compravendita, mutuo e locazione legati al piano. "Ringrazio la categoria per la grande sensibilità istituzionale", ha commentato la premier sottolineando come la misura ridurrà il "costo d'ingresso" per chi acquista casa.

Sul fronte del welfare, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha annunciato un intervento mirato a sostegno di "chi vive una fragilità economica" legata alla fine della convivenza: "Siamo al lavoro per un contributo fino a 500 euro al mese per i genitori separati". L'obiettivo è "supportare chi, improvvisamente, si ritrova a dover affrontare un canone d'affitto o un nuovo mutuo potendo contare su un solo stipendio".

Lotta alle occupazioni

Oltre agli incentivi, il governo avrebbe inserito accanto al Piano un pacchetto di misure per "contrastare l'illegalità", rendendo più veloci le procedure di sgombero degli immobili occupati, "a tutela della proprietà privata e della sicurezza dei quartieri". "Parliamo di un pacchetto di misure che serve a rendere più efficace, veloce la liberazione di quegli immobili che sono occupati abusivamente, interveniamo sulle procedure di notifica di esecuzione dello sfratto, tagliamo i tempi per le esecuzioni, introduciamo una procedura accelerata e d’urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e quindi il rilascio dell'immobile", ha spiegato la premier. "Quindi da un lato creiamo le condizioni per costruire più case e dall'altro ci occupiamo di liberare case abusivamente occupate per restituirle ai legittimi proprietari, anche per aumentare la disponibilità di alloggi sul mercato. Ricordo che dall'inizio di questo governo sono stati liberati circa 4.207 alloggi di edilizia residenziale pubblica e più o meno 230 interventi di sgombero di occupazioni abusive di immobili di particolare rilievo", ha aggiunto Meloni.

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