Cgil denuncia: “Errori nelle certificazioni uniche, 730 a rischio”. Il Fisco interviene: “Anomalie corrette”

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La Cgil segnala degli errori nelle certificazioni uniche di molti contribuenti che mettono a rischio migliaia di 730. Tuttavia la denuncia inviata al Mef lo scorso 21 aprile è rimasta senza risposta. In serata l’aggiornamento del Fisco: “Anomalie corrette, 730 aggiornati”.

La Cgil lancia l'allarme sulle dichiarazioni dei redditi 2026 che partiranno domani, giovedì 30 aprile 2026. Il sindacato ha riscontrato degli errori nelle certificazioni uniche di molti contribuenti che mettono a rischio migliaia di 730. Tuttavia, la segnalazione inoltrata al ministero dell'Economia e delle Finanze, lo scorso 21 aprile, è rimasta senza risposta. In serata l'Agenzia delle entrate ha voluto rassicurare i contribuenti comunicando che le anomalie sono state corrette e i relativi 730 aggiornati.

"In riferimento ad alcuni articoli di stampa tratti da comunicazioni istituzionali di un Sindacato e di un centro di assistenza fiscale, si precisa quanto segue. Dal pomeriggio di domani, 30 aprile 2026, sarà disponibile sul sito dell'Agenzia delle entrate la dichiarazione precompilata 2026 per tutti i contribuenti italiani con oltre 1,3 miliardi di dati su redditi e spese già inseriti. Alcuni sostituti di imposta (datori di lavoro o enti pensionistici) nelle scorse settimane hanno rilevato delle anomalie nelle certificazioni uniche da loro predisposte e hanno immediatamente provveduto alla correzione e alla ritrasmissione delle stesse", si legge nella nota diffusa pochi minuti fa. "Pertanto, la dichiarazione precompilata 2026 è stata già aggiornata con i nuovi dati pervenuti".

Nello specifico, il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari, e la presidentessa del Consorzio nazionale Caaf Cgil, Monica Iviglia, avevano inviato una lettera ufficiale al ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, e al viceministro Maurizio Leo per allertarli "su un'anomalia che rischia di penalizzare pesantemente migliaia di contribuenti". Attraverso il monitoraggio delle strutture territoriali dell'organizzazione e dei suoi Centri di assistenza fiscale era infatti emerso come "una quota significativa di sostituti d'imposta abbia rilasciato ai lavoratori dipendenti Certificazioni Uniche 2026 in cui risultano dati errati o assenti relativi alla natura del reddito di lavoro (art. 49, comma 1 del Tuir), utili per verificare il diritto alla somma che non concorre alla formazione del reddito (la cosiddetta "somma aggiuntiva") o all'ulteriore detrazione per redditi di lavoro dipendente", spiegano.

Fra questi sostituti figuravano, ad esempio, le Casse edili che hanno corrisposto l'Ape (Anzianità professionale edile), alcune amministrazioni pubbliche e non poche imprese private. Nelle certificazioni in questione i redditi di lavoro dipendente o loro indennità sostitutive erano stati certificati dal sostituto come redditi di lavoro dipendente non compresi fra i redditi di lavoro coperti dall'articolo 49 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. "Si tratta di un errore estremamente grave perché tali importi, è il caso di ribadirlo, sono fondamentali per determinare il calcolo della somma aggiuntiva e la corretta detrazione prevista dalla Legge di Bilancio 2025, benefici economici che l'attuale architettura del Modello 730 non permette di recuperare in sede di dichiarazione se il dato di partenza della certificazione è incompleto", afferma il sindacato.

Questi errori insomma rischiavano di far perdere ai contribuenti benefici economici che potrebbero spettargli in sede di dichiarazione dei redditi. "Nonostante la richiesta di un intervento urgente per sollecitare una nuova emissione dei documenti corretti tramite una comunicazione istituzionale rivolta a tutti i sostituti d'imposta, e la proposta di escludere dalle sanzioni chi provvederà alla rettifica, dal Mef non è giunta alcuna risposta, né ci risulta si siano attivati nella direzione da noi indicata", denunciano.

I tempi stringono. Domani parte ufficialmente la dichiarazione dei redditi e i contribuenti potranno accedere ai modelli precompilati disponibili sul sito dell'Agenzia dell'Entrate. "Fino al 14 maggio la precompilata 2026 sarà disponibile solo per la visualizzazione e nel caso in cui qualche sostituto dovesse rendersi conto di aver commesso degli errori nelle CU emesse, lo stesso sostituto di imposta dovrà trasmettere all'Agenzia una certificazione rettificativa", ha chiarito l'Agenzia. "I contribuenti interessati saranno informati della presenza della CU rettificativa nel cassetto fiscale con un avviso personalizzato visibile nella pagina web della dichiarazione precompilata".

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