
Gli aggiornamenti dalla guerra tra Iran, Usa e Israele: le ultime notizie di oggi, 29 aprile in tempo reale. Trump posta sua foto Ai con mitragliatrice e attacca l'iran: "Teheran si dia una svegliata, non sanno come firmare un accordo sul nucleare". Trump afferma che l'Iran ha chiesto la fine del blocco statunitense sullo stretto di Hormuz: “Sono al collasso”. Iran: "Per noi la guerra non è finita". Petroliera giapponese e superyacht russo passati a Hormuz. Israele continua a bombardare il Libano meridionale e l'esercito israeliano ha annunciato che altri due suoi soldati sono rimasti feriti negli attacchi in corso nella zona. I prezzi del petrolio continuano a salire dopo notizie di un blocco prolungato . Von der Leyen: "Conseguenze della guerra per anni".
- Con la guerra in Iran avremo prezzi più alti e stipendi reali più bassi fino al 2028: lo studio Svimez
- La guerra in Iran colpisce anche l’agricoltura italiana, allarme CIA: “Gasolio raddoppiato, fertilizzanti alle stelle”
- L’estensione della tregua USA-Iran è una buona notizia, ma solo la riapertura di Hormuz metterà fine alla guerra
Idf: "Ucciso capo divisione intelligence Hamas a Gaza"
Le forze armate israeliane hanno annunciato l'uccisione di Iyad Ahmed Abd al-Rahman Shambari, capo delle operazioni nella divisione intelligence di Hamas nel nord di Gaza. Shambari era una "figura centrale coinvolta nella raccolta di informazioni sulle truppe israeliane" in vista degli attacchi e "rappresentava una minaccia immediata per le truppe israeliane operanti nella zona", si legge nella nota dell'Idf. Shambari, si sottolinea, aveva partecipato alla pianificazione del massacro del 7 ottobre 2023.
Cinque persone uccise dalle forze israeliane a Gaza nelle ultime 24 ore
Secondo il Ministero della Salute palestinese, almeno cinque persone sono state uccise e sette ferite negli attacchi israeliani a Gaza nelle ultime 24 ore. Ha aggiunto che dall'inizio del "cessate il fuoco" in ottobre, 823 persone sono state uccise e 2.308 ferite. Da quando Israele ha lanciato la sua guerra genocida contro Gaza nell'ottobre del 2023, 72.599 persone sono state uccise e 172.411 ferite nell'enclave assediata.
Nave giapponese ha passato con successo lo stretto di Hormuz
Una nave di provenienza giapponese, rimasta ferma nel Golfo Persico, è riuscita ad attraversare oggi con successo lo Stretto di Hormuz "ed è stata evacuata al di fuori del Golfo Persico, dirigendosi verso il Giappone". Lo scrive il ministro degli esteri giapponese su X, aggiungendo che a bordo della nave si trovano tre membri dell'equipaggio giapponesi. Toshimitsu Motegi aggiunge che "il governo considera positivamente il transito di questa nave di provenienza giapponese, anche nell'ottica della protezione dei cittadini giapponesi. Il nostro Paese intende continuare a sollecitare la parte iraniana affinché le restanti navi di provenienza giapponese, così come le navi di tutti i Paesi, possano attraversare lo Stretto di Hormuz liberamente e in sicurezza".
Von der Leyen: "Garantire libertà di navigazione a Hormuz senza pedaggi"
"Il nostro obiettivo comune è ora quello di vedere una fine duratura alla guerra" in Iran, e "questo include il ripristino della piena e permanente libertà di navigazione nello stretto di Hormuz senza tariffe" per il transito. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla plenaria dell'Europarlamento. "È altrettanto chiaro che qualsiasi accordo di pace dovrà affrontare il programma nucleare e missilistico balistico iraniano", ha aggiunto.
Trump posta sua foto Ai con mitragliatrice: "Teheran si dia una svegliata"
Donald Trump attacca nuovamente l'Iran in un post sui social media, affermando che il regime deve "darsi una regolata" e non sa "come firmare un accordo sul nucleare". Il post, pubblicato quando a Washington sono le 4 del mattino, è accompagnato da un'immagine generata dall'intelligenza artificiale che lo ritrae mentre impugna una mitragliatrice in piedi di fronte a una catena montuosa sconvolta dalle esplosioni. "BASTA CON IL SIGNOR GENTILE", recita la didascalia, riprendendo un precedente post di Trump in cui il presidente affermava di voler adottare una linea dura nei confronti dell'Iran.

Von der Leyen: “Il costo della crisi è di 27 miliardi; ridurre l’import di energia”
"In soli 60 giorni di conflitto, la nostra spesa per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenuta in sessione plenaria al Parlamento europeo, a Strasburgo. "Questa è la seconda grande crisi energetica nel breve arco di quattro anni. La lezione dovrebbe essere chiara per tutti. In un mondo turbolento come il nostro, semplicemente non possiamo dipendere eccessivamente dall'energia importata", ha aggiunto. "La strada da seguire è ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra produzione interna di energia pulita, accessibile e dalle energie rinnovabili al nucleare, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica", ha concluso von der Leyen
Media: “Aumentano i suicidi fra i militari israeliani”
Aumentano i suicidi all'interno dell'esercito israeliano. Lo scrive il quotidiano Haaretz secondo cui almeno 10 soldati in servizio attivo si sono suicidati dall'inizio dell'anno, di cui sei solo ad aprile. Altri tre soldati che avevano prestato servizio come riservisti durante la guerra si sono suicidati questo mese, pur non essendo più in servizio attivo. Anche due agenti di polizia, tra cui un agente della polizia di frontiera arruolato con la leva obbligatoria, si sono sarebbero questo mese. Nel 2024, 21 soldati si sono tolti la vita. L'anno scorso, il totale ha raggiunto quota 22, la cifra più alta degli ultimi 15 anni
Von der Leyen: "Guerra in Iran costa all'Ue 500 milioni al giorno per energia"
"In soli 60 giorni di conflitto" in Medio Oriente, "la nostra spesa per l'import di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni al giorno. La strada da seguire è ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra produzione interna di energia pulita e a prezzi contenuti". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, alla plenaria dell'Eurocamera. "Tutti dobbiamo affrontare una dura realtà: le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni", ha evidenziato.
Von der Leyen: "Conseguenze della guerra in Iran per mesi o anni"
"C'è una dura realtà che tutti dobbiamo affrontare: le conseguenze del conflitto in Iran potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni a venire". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento nella plenaria del Parlamento europeo. "Il nostro obiettivo comune", insieme ai partner della regione, "è ora vedere una fine duratura della guerra. Ciò include il ripristino della piena e permanente liberta' di navigazione nello Stretto di Hormuz senza pedaggi", ha affermato von der Leyen, aggiungendo che "è altrettanto chiaro che qualsiasi accordo di pace dovrà' affrontare il programma nucleare e missilistico balistico dell'Iran". "Gli eventi degli ultimi mesi ci hanno tuttavia insegnato una dura verità': la nostra sicurezza non e' solo correlata, è intrinsecamente legata, e avremo interesse a rafforzare la nostra cooperazione in materia di sicurezza e difesa in tutta la regione", ha concluso.
Borse: Asia positiva in attesa della Fed
Seduta nel complesso positiva sui listini asiatici che hanno risentito solo inizialmente delle vendite sui tecnologici americani, per i dubbi sugli investimenti in Ai, così come per le quotazioni del petrolio che rimangono oltre i 100 dollari al barile con l'incertezza sull'evoluzione del conflitto in Medio Oriente.Sui mercati c'è attesa per l'ultimo discorso di Jerome Powell da presidente della Fed nel giorno in cui si ritiene lascerà i tassi invariati.Con Tokyo chiusa per festività, Hong Kong sta guadagnando l'1,5%. Positive anche Shanghai (+0,74%) e Shenzhen (+1,75%) così come Seul (+0,75% la chiusura).
Prezzi petrolio poco mossi in Asia dopo uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'Opec
I prezzi del petrolio sono poco mossi sui mercati asiatici dopo l'uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'Opec che ieri ha provocato un rialzo delle quotazioni sostenute anche dallo stallo nelle trattative tra Iran e Stati Uniti. Il Wti scende sotto i 100 dollari e cede lo 0,24% a 99,7 dollari al barile, il Brent avanza dello 0,22% a 111,5 dollari. Lo stallo odierno potrebbe essere in parte legato alla sorprendente decisione degli Emirati Arabi Uniti di uscire dal cartello dei produttori Opec, ha affermato l'analista senior di Lseg Anh Pham, poiché' indica una prospettiva di offerta piu' forte quando il paese sara' libero dalle quote di produzione del gruppo. "Tuttavia, questo effetto non e' immediato, poiche' i barili aggiuntivi potrebbero non essere consegnabili a breve termine a causa del blocco di Hormuz in corso", ha aggiunto. "Quindi, sebbene i prezzi siano leggermente in calo, sembra trattarsi piu' di una correzione rispetto ai guadagni precedenti, con il Brent che si mantiene ancora a livelli elevati". Secondo il Wsjinoltre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dell'Iran. Trump ha scelto di continuare a sacrificare l'economia e le esportazioni di petrolio dell'Iran bloccando il traffico marittimo nei suoi porti,
Idf: Uccisi 3 combattenti di Hezbollah nel Libano meridionale
L'esercito israeliano ha pubblicato un aggiornamento sull'attacco al Libano meridionale di martedì, affermando che le sue forze hanno ucciso tre combattenti di Hezbollah e bombardato le infrastrutture del gruppo in tutta la regione. Ha confermato gli attacchi in diverse aree al di fuori della zona che intende controllare nel Libano meridionale, a nord della "Linea Gialla". In un caso un soldato israeliano è rimasto "lievemente ferito ed è stato evacuato".
Reza Pahlavi: "Iraniani devono riprendersi il Paese, ma servono aiuti"
"L'obiettivo finale è che il popolo iraniano si riprenda il proprio paese. Per farlo, hanno bisogno di condizioni di parità". Così a Fox News il figlio dello scià Reza Pahlavi. "Non credo – ha aggiunto – che nessuno possa tirare un sospiro di sollievo finché questo regime esisterà. Il regime si è indebolito, ma non al punto di collassare; ci sono ancora alcune componenti del sistema attive che devono essere affrontate e prese di mira. Quando il regime sarà sull'orlo del collasso, il popolo sarà pronto a prendere il potere. Deve essere una campagna coordinata. Noi, come nazione, stiamo facendo la nostra parte, ma abbiamo bisogno di aiuto esterno". "Gli aiuti esteri sono iniziati, ma non dovrebbero essere interrotti a metà. Il regime non ha mai avuto intenzione di negoziare e probabilmente non lo farà mai. Il motivo è che la coesistenza con il mondo libero non è nel loro DNA. Sono lì per esportare un'ideologia".
Wsj: "Trump ha chiesto di prepararsi a lungo blocco Hormuz"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump avrebbe chiesto ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz durante la riunione di lunedì' scorso nella Situation Room. Lo riferisce il Wall Street Journal. Trump intenderebbe esercitare la massima pressione economica sulla Repubblica Islamica, impedendole di esportare carburante, per cercare di costringerla ad accettare la sua richiesta di abbandonare il programma nucleare. Secondo le fonti consultate dal quotidiano Usa, Trump ritiene un lungo blocco una soluzione meno rischiosa di riprendere i bombardamenti o abbandonare il conflitto.
Reza Pahlavi: "Iraniani devono riprendersi il Paese, ma servono aiuti"
"L'obiettivo finale è che il popolo iraniano si riprenda il proprio paese. Per farlo, hanno bisogno di condizioni di parità". Così a Fox News il figlio dello scià Reza Pahlavi. "Non credo – ha aggiunto – che nessuno possa tirare un sospiro di sollievo finché questo regime esisterà. Il regime si è indebolito, ma non al punto di collassare; ci sono ancora alcune componenti del sistema attive che devono essere affrontate e prese di mira. Quando il regime sarà sull'orlo del collasso, il popolo sarà pronto a prendere il potere. Deve essere una campagna coordinata. Noi, come nazione, stiamo facendo la nostra parte, ma abbiamo bisogno di aiuto esterno". "Gli aiuti esteri sono iniziati, ma non dovrebbero essere interrotti a metà. Il regime non ha mai avuto intenzione di negoziare e probabilmente non lo farà mai. Il motivo è che la coesistenza con il mondo libero non è nel loro DNA. Sono lì per esportare un'ideologia".
Due soldati israeliani feriti nel sud del Libano
L'esercito israeliano afferma che i soldati sono rimasti feriti in un attacco condotto da due combattenti nel villaggio di Silwad la scorsa notte. Secondo quanto riferito, uno dei combattenti è stato ucciso e l'altro arrestato, mentre i soldati feriti sono stati evacuati per ricevere cure mediche.
Libano, otto morti in attacchi Israele tra cui tre paramedici
Otto morti e diversi feriti, è il bilancio degli attacchi israeliani avvenuti nella serata di ieri in Libano. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut. Nel dettaglio cinque persone, tra cui tre paramedici, sono perite in un raid aereo su Majdal Zoun e altre due vittime sono state segnalate in un altro bombardamento su Jebchit, dove si contano inoltre 13 feriti. "Israele continua a violare il diritto internazionale e le convenzioni che proteggono i civili", ha dichiarato il presidente libanese, Joseph Aoun. Le forze armate di Tel Aviv, da parte loro, hanno comunicato la distruzione di una rete di tunnel utilizzata da Hezbollah nel Sud del Paese dei cedri.
I prezzi del petrolio aumentano ancora
I prezzi del petrolio aumentano ancora in seguito alle notizie secondo cui Trump starebbe estendendo il blocco dei porti iraniani. Il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi, ha riferito martedì sera che Trump ha scelto di continuare a strangolare l'economia e le esportazioni di petrolio dell'Iran, impedendo le spedizioni da e verso i suoi porti.
I future sul petrolio Brent con scadenza a giugno sono aumentati di 52 centesimi, pari allo 0,47%, raggiungendo quota 111,78 dollari al barile alle 01:54 GMT. Si tratta dell'ottavo giorno consecutivo di rialzi. Con la scadenza del contratto di giugno prevista per giovedì, il contratto di luglio, più scambiato, si attestava a 104,84 dollari, in rialzo dello 0,4%.
Nel frattempo, i futures del petrolio WTI (West Texas Intermediate) statunitense con scadenza a giugno sono saliti di 57 centesimi, pari allo 0,57%, attestandosi a 100,50 dollari al barile. Questo dato segue un significativo rialzo del 3,7% nella sessione precedente, con prezzi in aumento in sette degli ultimi otto giorni di negoziazione.
Israele continua a bombardare il Libano meridionale
Le forze israeliane continuano gli attacchi nel Libano meridionale. L'agenzia di stampa nazionale libanese riferisce che le forze israeliane hanno lanciato attacchi aerei sulla città di Hanine all'alba, distruggendo diverse abitazioni. Il raid fa seguito agli attacchi israeliani nella città di Naqoura, dove durante la notte si sono udite delle esplosioni,e ai raid aerei e agli attacchi armati nella città di Khiam, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa NNA.
Bessent: “L’Iran produrrà meno petrolio a causa del blocco di Hormuz”
"A seguito della campagna di massima pressione, l'inflazione a Teheran è raddoppiata e la sua valuta si è rapidamente deprezzata. L'isola di Kharg, il principale terminale di esportazione petrolifera iraniano, sta per raggiungere la sua capacità massima di stoccaggio, il che costringerà il regime a ridurre la produzione di petrolio, con conseguente perdita di entrate pari a circa 170 milioni di dollari al giorno e danni permanenti alle infrastrutture petrolifere iraniane". Lo ha scritto su X il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent. "Il Dipartimento del Tesoro continuerà a esercitare la massima pressione e qualsiasi persona, nave o entità che agevoli flussi illeciti verso Teheran rischia di essere soggetta a sanzioni statunitensi", ha aggiunto.
Iran: "Per noi la guerra non è finita con il cessate il fuoco"
"Noi non consideriamo la guerra finita dal giorno in cui i combattimenti si sono fermati e c'è stato il cessate il fuoco". Lo ha detto in un video, ripreso da Al Jazeera, il portavoce dell'esercito iraniano Mohammad Akraminia. "Non ci fidiamo degli Usa e dei nostri nemici – ha aggiunto – Abbiamo continuato allo stesso modo rispetto a quando era in corso la guerra ad aggiornare la nostra lista di bersagli. Abbiamo continuato l'addestramento e usato l'esperienza della guerra e abbiamo sia prodotto che aggiornato i nostri equipaggiamenti. Per noi, la situazione è ancora una situazione di guerra".
Trump alla cena con re Carlo: "Gli Usa hanno sconfitto l'Iran"
Donald Trump ha detto alla cena di Stato per re Carlo che gli Stati Uniti hanno vinto "militarmente" sull'Iran. Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti stanno "andando molto bene" nella guerra contro l'Iran. "Abbiamo sconfitto militarmente l'avversario", ha aggiunto. "Non permetteremo mai a quell'avversario, Charles è d'accordo con me, non permetteremo mai a quell'avversario di dotarsi di un'arma nucleare". Il presidente americano ha proseguito affermando che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno combattuto fianco a fianco, "fieri e trionfanti, contro le forze del comunismo, del fascismo e della tirannia".
Iran, guerra Usa-Israele: le ultime notizie in diretta del 29 aprile
Trump afferma che l'Iran ha chiesto la fine del blocco statunitense sullo stretto di Hormuz: “Sono al collasso”. Iran: "Per noi la guerra non è finita". Israele continua a bombardare il Libano meridionale e l'esercito israeliano ha annunciato che altri due suoi soldati sono rimasti feriti negli attacchi in corso nella zona. I prezzi del petrolio continuano a salire in seguito alle notizie secondo cui Trump avrebbe incaricato i suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dei porti iraniani. Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent afferma che la "campagna di massima pressione" degli Stati Uniti è costata all'Iran "decine di miliardi di dollari di entrate" e lo costringerà presto a ridurre la produzione di petrolio. L'Iran ha presentato una denuncia alle Nazioni Unite per il sequestro di navi iraniane da parte degli Stati Uniti, definendo tali atti "pirateria".