Il deficit della manovra italiana sarà lo 2,04%. Ad affermarlo è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, rispondendo in conferenza stampa a una domanda sui saldi della manovra presentata alla Commissione Ue, ha spiegato: "Il saldo è quello, non abbiamo altri margini. Noi vorremmo che l'intera Ue si facesse carico dei due progetti riformatori su dissesto e giustizia civile e penale, dal nostro punto di vista ci sono margini di manovra. L'Italia è qui a testa alta, non siamo al mercato, il senso politico della trattativa è questo è su quel saldo che si possono costruire delle tecnicalità".

"Forse arriveremo tardi per la Commissione, forse saremo costretti a portare il maxiemendamento direttamente in Aula. Ci dispiace, ma se sarà così non sarà per volontà o scelta nostra", ha aggiunto il presidente Conte. "L'Italia non è con il cappello in mano, ha elaborato una manovra ben costruita, ben meditata e anche quest'ultimo passaggio non è frutto di un ripensamento dell'ultima ora", ha sottolineato.

In questi giorni il presidente del Consiglio sta presenziando al Consiglio europeo e pochi giorni fa ha incontrato il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, per discutere della manovra correttiva proposta per evitare la procedura di infrazione. L'esecutivo italiano ha proposto un calo del deficit dal 2,4 al 2,04% senza però modificare le misure cuore della legge di bilancio, ovvero il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni basata su quota 100. Nella giornata di ieri, però, il commissario agli Affari Europei, Pierre Moscovici, ha sottolineato che il calo del deficit va nella giusta direzione ma che il saldo proposto dall'Italia non è sufficiente.

Conte, a quanto si apprende, sta coordinando la presentazione alla Commissione Ue del piano nazionale per la sicurezza del territorio e per la prevenzione dei rischi e del Piano per la riduzione dei tempi della giustizia civile e penale. Per il finanziamento il premier chiederà alla Commissione Ue la concessione della flessibilità di modo che i relativi finanziamenti non siano imputati nel computo del deficit.