La notizia dell’indagine a carico del sottosegretario leghista Armando Siri continua a tenere banco nel dibattito politico. E torna sul tema anche il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini: “Con tutti i cantieri da aprire in Italia Toninelli avrebbe bisogno di qualcuno che lo aiuti a far meglio il suo lavoro”, dice a Porta a Porta, su Rai 1, il leader della Lega dopo che Toninelli ha ritirato le deleghe a Siri. “Anche io ho due sottosegretari. Io non mi permetterei mai di togliere le deleghe a nessuno ma evidentemente Toninelli e Di Maio ragionano in maniera diversa”, afferma.

Sui ministri del Movimento 5 Stelle Salvini continua: “Quando ci sono stati problemi con qualche ministro M5s io non ho detto mezza parola. Se siamo una squadra siamo una squadra. La gente si infastidisce quando vede due che litigano, per questo mi mordo la lingua”. Tornando ancora sulla vicenda di Siri, il ministro dell’Interno prosegue: “Avrebbe preso dei soldi per fare qualcosa che non ha fatto. Spero che i giudici facciano bene e in fretta. Per come conosco Armando non vedo cosa c'entri con il mondo che gli viene avvicinato. Se la stregua delle dimissioni è la voce mi sembra un po' pochino, prima me lo devi provare”.

Per quanto riguarda la tenuta del governo, Salvini assicura che durerà altri quattro anni: “Abbiamo tanto da fare”. E in vista delle prossime elezioni europee, “se la Lega sarà il primo partito sarà una buona notizia per gli italiani perché finalmente l'Europa può cambiare, ma io non chiederò mezza poltrona in più nel governo o in Parlamento”. Infine, Salvini parla anche di Libia e della polemica degli scorsi giorni sulla sua direttiva: “Il ministro dell'Interno è l'ultima voce in capitolo quando si tratta di difendere i confini. Non voglio portare via il lavoro a nessuno ma chi entra o no in Italia, oneri e onori al ministro dell'Interno”.

Siri: ‘Non mi dimetto, sono allibito’

Si difende nuovamente il sottosegretario Siri: “Io sono tranquillissimo e non mi dimetto dal governo. Ho parlato con Salvini e mi ha detto le stesse cose che ha detto alla stampa”. Con Conte, invece, Siri non ha parlato. Il sottosegretario leghista aggiunge, parlando con i cronisti al Senato: “Sono allibito, quello che è successo è assurdo. Da quando sono al governo ho parlato con tante persone che poi millantano di conoscermi. La Lega è compatta e io resto dove mi trovo”. Poi, rispondendo sul suo rapporto con il ministro Toninelli: “La penso come Salvini”, che ha detto che non avrebbe tolto le deleghe a un sottosegretario.