"Alla luce delle indagini delle procure di Roma e Palermo, con il coinvolgimento della Direzione investigativa antimafia di Trapani, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha disposto il ritiro delle deleghe al sottosegretario Armando Siri, in attesa che la vicenda giudiziaria assuma contorni di maggiore chiarezza. Secondo il Ministro, una inchiesta per corruzione impone infatti in queste ore massima attenzione e cautela". Lo si legge in una nota del Ministero.

Il sottosegretario della Lega che ha scoperto di essere indagato stamattina leggendo i giornali lo conosco come persona pulita, specchiata, integra e onesta. Quindi mi auguro che le indagini siano veloci veloci, rapide rapide, per accertare se altri abbiano sbagliato. Per quanto mi riguarda, lui può tranquillamente rimanere lì a fare il suo lavoro", aveva detto, parlando a San Ferdinando (Rc), il ministro e vicepremier Matteo Salvini, rispondendo agli attacchi del vicepremier Luigi Di Maio, che aveva invece chiesto le dimissioni di Siri,per una questione "morale e politica".

Il vicepremier leghista, nel ribadire l'integrità del suo sottosegretario ai Trasporti, accusato di aver intascato una tangente da 30mila euro da un imprenditore dell'eolico, vicino al boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro, accusa i Cinque Stelle di utilizzare due pesi e due misure: "Dico agli amici dei 5 Stelle – ha detto – che non si è dimessa la Raggi, che è stata indagata per uno, anzi due anni, e in Italia si è colpevoli se si viene condannati. Se domani indagano Matteo Salvini, anzi – ha sottolineato – ho sbagliato perché Matteo Salvini è già stato indagato diverse volte però non mi dimetto, perché altrimenti farei un altro mestiere che non il ministro. So che do e diamo fastidio  a qualcuno come Lega, ma abbiamo il dovere di tenere duro. Però dico agli amici dei 5 Stelle: avete difeso la Raggi per due anni sotto inchieste. Quindi, cortesemente due pesi e due misure, quando c'è di mezzo la vita delle persone non mi piacciono".

Armando Siri dal canto suo respinge l'accusa di corruzione, e chiede di essere sentito: "Respingo categoricamente le accuse che mi vengono rivolte. Non ho mai piegato il mio ruolo istituzionale a richieste non corrette. Chiederò di essere ascoltato immediatamente dai magistrati e se qualcuno mi ha accusato di queste condotte ignobili non esiterò a denunziarlo".