Da una parte c’è la presidenza della Camera dei deputati che accelera sul taglio dei vitalizi dopo la proposta di delibera presentata agli uffici di presidenza, dall’altra c’è quella del Senato che frena con Maria Elisabetta Alberti Casellati che spera in “soluzioni condivise” esprimendo “qualche perplessità sul fatto di poter incidere sui diritti acquisiti”. Per la presidente del Senato tagliare i vitalizi significa “incidere sullo status di persone che magari oggi possono avere anche un’età rilevante e che si trovano improvvisamente ad avere uno stipendio magari inferiore al reddito di cittadinanza”. La posizione della Casellati suscita rabbia nel MoVimento 5 Stelle, che passa così all’attacco. Nicola Morra, senatore pentastellato, parla di una “giravolta che ha dell’incredibile”: secondo Morra la presidenza del Senato aveva fatto sapere che sarebbe stata favorevole al taglio dei vitalizi solo poche settimane fa, “ma quando dagli annunci si è passati ai fatti questo ha provocato le reazioni scomposte di tanti privilegiati”. Morra “avvisa” Casellati: “Noi del MoVimento 5 Stelle non faremo sconti”.

Anche il capogruppo del M5s al Senato, Stefano Patuanelli, attacca la posizione della presidente Casellati: “I cittadini italiani stanno guardando al Senato per capire se veramente la casta avrà la faccia tosta di opporsi al cambiamento impedendo l'abolizione dell'odioso privilegio dei vitalizi che consentirebbe di recuperare 60 milioni di euro l'anno tra Camera e Senato, soldi dei cittadini che ai cittadini devono tornare. È una battaglia di civiltà e democrazia”. Per Laura Bottici, questore di Palazzo Madama ed esponente del M5s, le dichiarazioni di Casellati sono “figlie di una politica che guarda al passato e non al futuro”. Bottici parla quindi di “schiaffo in faccia ai tanti cittadini che in questi anni hanno più volte visto mettere mano ai propri trattamenti pensionistici”.

A difesa della presidente del Senato si è schierato Francesco Giro, segretario d’Aula a Palazzo Madama: “Considero inaccettabili le richieste scomposte, e in alcuni casi persino intimidatorie, rivolte alla seconda carica dello Stato. Il largo consenso popolare che riscuote l’iniziativa sui vitalizi non autorizza la pur minima limitazione della libertà di pensiero”. Per Antonio De Poli, questore del Senato, la posizione di Casellati “è stata sempre chiara e coerente. Le sue sono osservazioni in qualità di giurista e avvocato, quindi di una personalità che conosce bene il diritto”.

Il presidente della Camera Roberto Fico assicura comunque che con Casellati “non c’è nessuna polemica: sa che avremmo proceduto con la delibera. Io faccio quello che avevo promesso, proseguo su questa strada senza alcun problema e alcuna paura e discutendo nell'ufficio di presidenza della Camera”.

Fico sui ricorsi: ‘Rinuncio a indennità’

Il presidente dell'aula di Montecitorio sa bene che alcuni ex parlamentari sono pronti a presentare ricorso nel caso in cui la delibera venga approvata. E rispondendo proprio agli ex deputati con un post su Facebook, spiega che ritiene fondamentale aggiungere “un tassello ulteriore per il superamento di privilegi che fanno parte di una stagione politica ormai passata”. “Sento parlare in queste ore di possibili ricorsi. Ribadisco, come detto già durante l’Ufficio di presidenza, che non mi avvarrò dell’immunità parlamentare di fronte all’eventuale presentazione di questi ricorsi. Questo perché ritengo anche che sia necessario partire da se stessi, dal proprio agire e dal proprio esempio, prima di chiedere qualcosa agli altri”, afferma Fico.