La presunta amante di Infantino pagata dalla UEFA: lo scandalo nel momento più difficile alla FIFA

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L’inchiesta stringe il cerchio intorno al presidente, già in difficoltà per le polemiche durissime scaturite dal fallimento del piano finanziario Forward Enterprise.

Mancava solo lo scandalo sessuale, è spuntato anche quello a rendere più complessa la situazione di Gianni Infantino nel momento più difficile alla presidenza della FIFA. Lui ha già smentito con forza ogni retroscena emerso, definendo "categoricamente false e diffamatorie" le indiscrezioni su una vicenda privata che risale (secondo la ricostruzione del Daily Telegraph) agli anni in cui era segretario generale della UEFA. In virtù di una (presunta) relazione sentimentale, la donna avrebbe beneficiato dei favori ottenendo una promozione e, una volta lasciata l'organizzazione, la federazione le avrebbe versato un assegno cospicuo così da liquidarla. E non solo. Oggetto dell'indagine giornalistica è anche un altro dettaglio: il finanziamento che questa persona avrebbe ricevuto per pagarsi un Master in Business Administration.

Infantino, che è sposato e padre di 4 figli, ha reagito con veemenza a quanto rivelato dal tabloid: punto di partenza per orientarsi in una storia personale così delicata sono state le testimonianze raccolte ascoltando le versioni di colleghi e dirigenti della UEFA, ma non sono certi gli spifferi di corridoio la leva su cui poggia un servizio del genere che dettaglia anche le transazioni economiche avvenute nel periodo in questione.

Il pagamento alla presunta amante: cosa è successo alla UEFA

La vicenda ha una collocazione temporale precisa, è compresa tra il 2009 e il 2016, quando Infantino era segretario generale della UEFA. Al centro dell'inchiesta c'è una donna che sarebbe riuscita a ottenere favori (come avanzamenti di carriera) e soldi (aumento di stipendio del 30% e una retribuzione di circa 171 mila euro) sfruttando un rapporto con Infantino andato ben oltre i contorni professionali. Il Telegraph ha aggiunto anche un altro dettaglio narrativo: la presunta amante sarebbe stata allontanata dall'incarico, previo buonuscita, dopo un confronto tra Infantino e Michel Platini, all'epoca presidente della UEFA, che avrebbe imposto un out out del tipo "o lei o tu". E quando lei se ne andò, lo stesso Infantino si sarebbe speso, usando le sue conoscenze, per procurarle un nuovo incarico altrettanto redditizio.

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La versione di un portavoce FIFA: "Accuse false e diffamatorie"

Venerdì sera, un portavoce della FIFA ha dichiarato che non ci sono mai state lamentele da parte dei dipendenti riguardo al comportamento di Infantino. "Il presidente nega con fermezza queste accuse, che sono categoricamente false – è la versione riportata dai giornali britannici -. Qualsiasi insinuazione di condotta inappropriata o violazione di statuti o regolamenti è diffamatoria. Nessun dipendente della UEFA e della FIFA ha mai presentato un reclamo riguardo al comportamento del signor Infantino perché non si è mai verificato alcun incidente in cui fosse coinvolto".

Il punto chiave della nota è nelle ultime frasi. "Tutte le azioni aziendali relative ai dipendenti, inclusi eventuali piani di uscita e indennità di fine rapporto, sono sempre state approvate dai dirigenti competenti in conformità con tutte le normative applicabili".

Il pagamento confermato dalla UEFA: "Conforme alle normative vigenti"

Nella stessa serata, un portavoce della UEFA ha confermato che il versamento di quella forma di liquidazione c'è effettivamente stato e ha insistito sul fatto che l'organizzazione da tempo s'è data regole diverse e più stringenti in materia.

"Siamo a conoscenza delle accuse e possiamo confermare che è stato effettuato un pagamento di buonuscita alla persona in questione, unitamente al pagamento delle tasse per un corso MBA presso una business school locale. Il pagamento era conforme alle normative vigenti all'epoca per il personale in uscita".

La parte interessante è anche quella successiva, come se quella vicenda avesse determinato una sorta di linea spartiacque necessaria per evitare altri casi simili. "Tali normative sono state inasprite dal 2016 e le attuali norme relative al personale, che si applicano a tutti i dipendenti della UEFA a qualsiasi livello, rispecchiano quelle di un'organizzazione moderna e di alto profilo".

La crisi della presidenza FIFA di Infantino

La storia della presunta amante è solo un altro fronte belligerante che stringe l'assedio di Infantino e ne spinge il nome sulle prime pagine. Il presidente della FIFA è alle prese con una crisi politica e di consenso (le federazioni che costituivano la base più solida del suo potere si sono messe di traverso o hanno iniziato a smarcarsi) esplosa dopo l'edizione dei Mondiali 2026 in Canada, USA e Messico. Una Coppa del Mondo già molto chiacchierata a causa dello stretto rapporto con Donald Trump (a cui ha chiesto sostegno in questa fase delicata) e delle ingerenze del Presidente degli Stati Uniti nell'organizzazione e nella conduzione dell'evento, fino a toccare anche aspetti disciplinari di campo (il caso della squalifica tolta a Balogun e delle telefonate rivelate dal tycoon americano).

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La vicenda delle "mance" ricche concesse alla donna s'innesta in un contesto generale in subbuglio. È l'ennesimo atto di una reazione a catena scattata con il fallimento del progetto finanziario FIFA Forward Enterprise: il tentativo di creare una nuova società commerciale per concentrare tutti i diritti e la gestione delle proprie competizioni, agevolando l'attribuzione di una quota di minoranza a investitori privati esterni. Tra questi figurava anche Thrive Eternal, legato a Joshua Kushner, il ventur capitalist fratello di Jared Kushner e collegato alla famiglia Trump (è il genero del Presidente per il matrimonio con la figlia, Ivanka).

Quel piano saltato ha provocato l'attacco frontale subito dalla UEFA (che ha minacciato boicottaggi oltre alla possibilità di avanzare sfiducia formale), le richieste di dimissioni arrivate anche da esponenti di primo piano del mondo del calcio (Luis Figo, compreso l'imbarazzo delle Fifa Legends) e, più di recente, anche la presa di posizione ufficiale della federazione norvegese (che ha chiesto a Infantino di abbandonare l'incarico).

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