Gianni Infantino si arrende, il piano della FIFA di vendere i Mondiali è miseramente fallito

Tanto tuonò che piovve. Il progetto di Gianni Infantino è stato totalmente accantonato. La FIFA ha abbandonato l'idea di vendere i diritti commerciali dei Mondiali dopo la ferma opposizione della UEFA, che aveva indetto il boicottaggio, ma anche della Concacaf e della confederazione asiatica. Il presidente FIFA con un comunicato, emesso nella notte italiana, ha fatto sapere che: "La proposta non sarà portata avanti". Dunque, progetto fallito e Infantino che è costretto a tornare sui suoi passi. Non ci sarà l'apertura agli investitori privati che avrebbero, nell'idea iniziale, dovuto gestire licenze e diritti commerciali dei Mondiali.
La FIFA torna indietro: il progetto di Infantino è fallito
La nota della FIFA è chiara. Il progetto FFE (FIFA Forward Enterprise) è rigettato, anche se nel comunicato si cerca, ancora, di spiegare l'intento o meglio l'idea di quel progetto: "Il progetto Fifa Forward Enterprise era stato concepito per porre le fondamenta per un futuro rafforzamento delle federazioni associate alla FIFA e del calcio mondiale, soprattutto laddove c'è più bisogno di sostegno. In più, come detto dall'inizio, sarebbe accaduto soltanto se la maggioranza delle federazioni avessero sostenuto l'idea e sempre a fronte di un processo di consultazione con le stesse, con il Consiglio, le Confederazioni e gli altri stakeholder".

Per aggiungere: "Avendo ascoltato attentamente tutti i punti di vista, è diventato chiaro che il progetto ha creato divisioni che, su più livelli, non rendono più sostenibile gli obiettivi fondanti che il progetto stesso si era posto. Il nostro obiettivo è sempre stato – e sempre sarà- di unire e migliorare".
Vista la mala parata Infantino ha capito che era necessario fare un passo indietro. Nemmeno fiori di quattrini proposti a tutte le singole federazioni sono stati attrattivi. Insomma, lo specchietto per le allodole non ha funzionato.
L'idea di Infantino: la vendita dei diritti commerciali a privati
Gli ultimi giorni sono stati di fuoco per il calcio mondiale. Il Times per primo ha riportato la notizia, spiegando che Infantino aveva in mente un piano che avrebbe portato alla cessione del venti percento dei diritti commerciali dei Mondiali. L'obiettivo era raccogliere fino a 4,2 milioni di dollari coinvolgendo investitori privati, inclusa la banca d'affari JP Morgan e Joshua Kushner, investitore nel settore tecnologico, imparentato con il Presidente Trump. La UEFA ha risposto subito dicendo: "Nessuno di noi è proprietario del calcio. Non spetta alla FIFA vendere".

Il boicottaggio UEFA e il no di Concacaf e dell'Asia
Infantino è rimasto in silenzio, mentre si provava a far passare questo progetto con una promessa economica ancora maggiore per le singole federazioni. La UEFA però si è mossa con rapidità e decisione ed ha stabilito la linea durissima, con il boicottaggio ai Mondiali e a tutti gli eventi FIFA. La contrarietà è stata poi anche ufficializzata al progetto da parte della Concacaf e della confederazione asiatica, da lì, avendo oltre centoquaranta federazioni contro, era quasi inevitabile il passo indietro, considerato che a quel punto c'era una netta maggioranza al progetto e non conveniva certo a Infantino andare a fare muro contro muro.
La decisione ultima di Infantino e il ruolo di Kushner
Mentre si cerca un rivale da opporre a Infantino per la presidenza FIFA il prossimo anno, lo sceicco Salman bin Ebrahim Al Khalifa da Kuala Lumpur fa sapere in una nota che tutta la confederazione asiatica è lieta del ritiro della proposta. Il New York Post sostiene che Infantino dopo aver capito che la UEFA non scherzava ha deciso di fare un passo indietro, ma al tempo stesso scrive che Kushner riproverà a entrare con un investimento importante nel mondo del calcio. Ma il futuro è tutto da scrivere. Perché il presidente FIFA ora rischia, uno dei suoi più stretti collaboratori si è esposto pubblicamente, e di sicuro il dirigente svizzero non è così saldo con la possibilità della sfiducia.