Chi può cacciare Gianni Infantino dalla FIFA, come funziona il meccanismo che porta alla sfiducia

Lo scontro tra la UEFA e Gianni Infantino è totale: l'Europa contesta il progetto politico e commerciale della FIFA fino ad annunciare forme clamorose di boicottaggio ma la semplice sfiducia politica da sola non basta. E se durante i Mondiali il rapporto con Donald Trump aveva alimentato polemiche e sospetti (deflagrati con il caso della squalifica tolta a Balogun) adesso il livello di opposizione è di ben altro spessore considerata la strategia in atto. La Federazione può spingere altre associazioni a ribellarsi o creare una crisi di consenso e renderne impossibile la eventuale rielezione, ma non ha alcun potere diretto per esautorare il presidente. A una soluzione del genere prima della scadenza naturale del mandato si può arrivare attraverso un complesso iter procedurale regolamentato dallo Statuto: convocazione di un congresso straordinario sostenuto da una quota minima di federazioni, una maggioranza internazionale capace di ribaltare gli equilibri di potere attuali o, in casi estremi, un procedimento davanti agli organi etici.
Il nodo è proprio questo: non le disposizioni normative ma la matematica dei voti. La FIFA conta attualmente 211 federazioni affiliate. La UEFA ne rappresenta 55, un blocco cospicuo ma insufficiente per controllare il Congresso e avanzare mozioni così dirompenti sul piano istituzionale per cacciare il presidente. Il terreno della battaglia è fuori dal Vecchio Continente, comprende quelle aree (Africa, Asia, Nord America e Oceania) dove Infantino ha posto le basi solide della sua governance attraverso investimenti, programmi di sviluppo e una distribuzione più ampia delle risorse FIFA. E, a meno di franchi tiratori, l'assetto di potere appare cristallizzato.
La procedura regolamentare per chiedere la rimozione di Infantino
La procedura regolamentare è articolata e passa anzitutto per il tentativo di convocare un'assemblea straordinaria della FIFA. Ai sensi dello Statuto, perché ci sia un Congresso di questo tipo serve una richiesta scritta di almeno 1/5 delle Federazioni (43) complessive (211). E la UEFA, che può contare su 55 membri, ha il potere di caldeggiare una sessione speciale della conferenza plenaria ma non ha la certezza dell'esito.

Richiesta di Congresso straordinario. Nella richiesta formale di convocazione (che la Segreteria Generale deve notificare a tutti i membri), la UEFA deve inserire esplicitamente all'ordine del giorno la mozione: sfiducia o revoca del mandato del Presidente; nuove elezioni presidenziali anticipate. Da questo momento in poi a fare la differenza sono i giochi di alleanze e gli equilibri politici che, al momento, disegnano una strategia di potere saldamente nelle mani di Infantino. Aprire una breccia in questo muro è fondamentale per infliggere un colpo durissimo al presidente che può vacillare o cadere se messo spalle al muro da una maggioranza globale. E il fatto che la CONCACAF abbia rigettato il business plan di Infantino (qui il documento ufficiale) può essere un primo segnale. Vediamo perché.
La votazione e il nodo degli equilibri politici. È qui che si gioca la partita decisiva. Durante il Congresso straordinario si procede al voto segreto. Perché l'assemblea sia valida è necessario un quorum strutturale: maggioranza assoluta delle federazioni aventi diritto di voto (in presenza o virtuale). La conta è determinante: serve la maggioranza semplice (50% + 1, ovvero 106 voti) o una maggioranza qualificata dei 2/3 o 3/4 dei votanti.
E per raggiungere quota 106 voti, la UEFA ha bisogno di rompere la galassia di federazioni che gravita nell'orbita di Infantino così da rosicchiare i consensi necessari: CONMEBOL (Sudamerica, 10 voti), CAF (Africa, 54 voti), AFC (Asia, 47 voti), CONCACAF (Nord/Centro America, 35 voti) e OFC (Oceania, 11 voti).
La "via giudiziaria": far cadere Infantino attraverso la Commissione Etica FIFA
La portata del dissenso tra UEFA e FIFA è tale che nulla è da escludere compresa la possibilità che la federazione europea presenti una segnalazione alla Commissione Etica FIFA chiedendo di valutare eventuali violazioni del Codice da parte del presidente. L'atto deve essere motivato da ragioni molto gravi quali: conflitti di interesse; violazioni delle regole di governance; abuso d'ufficio; comportamenti incompatibili con il ruolo.

Di fronte a questa mozione gli organi etici FIFA valutano se vi sono o meno gli estremi per aprire un'indagine e arrivare, nei casi più gravi, a una sospensione o a un'inibizione. E se la camera giudicante emette un ban, il presidente decade automaticamente dalla carica. È l'ipotesi estrema che apre a nuovi scenari ai sensi dello Statuto: il vicepresidente di lungo corso (Longest-serving Vice-President) assume la carica di presidente ad interim e viene indetto un Congresso straordinario per eleggere il nuovo presidente.
Ecco perché il boicottaggio delle competizioni FIFA è solo il primo livello dello scontro. La vera partita si giocherebbe nei palazzi della Federazione mondiale.