FIFA, ecco la lettera con cui Infantino promette alle federazioni una montagna di soldi per svendersi

Cinquantatré giorni per decidere il futuro del calcio mondiale. È questo il termine fissato da Gianni Infantino alle 211 federazioni affiliate alla FIFA per approvare il progetto che aprirebbe la gestione commerciale dei Mondiali ai capitali privati. Al centro dell'operazione c'è la nascita della FIFA Forward Enterprise, una nuova società destinata ad amministrare gli asset economici più redditizi dell'organizzazione, dai diritti televisivi alle sponsorizzazioni, passando per biglietteria e licenze.
Per ottenere il via libera, il presidente della FIFA ha accompagnato la proposta con una promessa economica senza precedenti. Nella lettera inviata alle federazioni viene prospettato un programma di finanziamenti che, dal 1° gennaio 2027: ogni federazione avrebbe così accesso a risorse nettamente superiori rispetto all'attuale sistema di contributi, con stanziamenti che potrebbero arrivare fino a circa 40 milioni di dollari nel prossimo ciclo di finanziamento.

Come funzionerebbe il progetto FIFA: la lettera di Infantino alle federazioni
La nuova società riunirebbe tutti gli asset commerciali della FIFA: diritti televisivi, sponsorizzazioni, biglietteria, licensing e ricavi legati ai Mondiali maschili, femminili e al Mondiale per Club. La FIFA manterrebbe la maggioranza e il controllo delle decisioni sportive e regolamentari, ma una quota di minoranza verrebbe ceduta a fondi di investimento e partner finanziari, con una valutazione iniziale che si aggira intorno ai 20 miliardi di dollari. L'operazione consentirebbe di reperire miliardi di nuovi capitali da destinare ai programmi di sviluppo delle federazioni affiliate.

Nella lettera inviata alle 211 federazioni affiliate, Gianni Infantino ha concesso poco meno di due mesi di tempo – 53 giorni – per approvare il progetto. Il messaggio è chiaro: chi sosterrà la nascita della nuova ‘FIFA Forward Enterprise' potrà beneficiare di un piano di finanziamenti fino a 10 miliardi di dollari, disponibile dal primo gennaio 2027, con la possibilità di accedere a contributi fino a circa 35 milioni di euro. In caso di bocciatura della proposta, invece, le risorse destinate alle federazioni verrebbero drasticamente ridimensionate, con un taglio potenziale pari al 75%.
La critica dell'UEFA: "Il calcio non è in vendita"
L'annuncio ha generato una reazione immediata da parte della UEFA, che considera la proposta un precedente estremamente pericoloso. L'organismo europeo sostiene che la governance del calcio non possa essere affidata, neppure in parte, a logiche finanziarie legate al rendimento degli investimenti e ha chiesto massima trasparenza sull'intera operazione.
Anche altre confederazioni hanno espresso perplessità, lamentando di essere venute a conoscenza del progetto soltanto attraverso indiscrezioni di stampa e comunicati ufficiali, senza un preventivo confronto istituzionale.

L'UEFA ha usato parole molto dure nei confronti del nuovo progetto FIFA con due comunicati. Il primo: "Quanto letto sull'articolo del Financial Times oltrepassa un limite che le istituzioni che governano il calcio non dovrebbero mai superare La Uefa prenderà la questione estremamente sul serio, così come ogni Federazione calcistica nazionale e ogni parte interessata: leghe, club, giocatori, tifosi, governi e chiunque abbia a cuore il futuro del calcio. L'anima e la gestione del calcio non sono beni da scambiare, soprattutto in assenza di trasparenza su chi ne possa trarre un profitto finanziario. Nessuno di noi è il proprietario del calcio. Non spetta alla Fifa venderlo".
E il secondo: "Oggi abbiamo appreso la scadenza fissata dalla FIFA per le federazioni calcistiche per sostenere le proprie proposte, pena il ritiro dell'offerta di pagamento una tantum. Questo dice tutto ciò che c'è da sapere su questo piano. Dopo aver discusso con numerose parti interessate nel mondo del calcio, la UEFA sa che esiste un'opposizione significativa e crescente al piano della FIFA. La FIFA non può continuare a usare il nostro sport per arricchire se stessa e i suoi amici. Possiamo far crescere il calcio nel modo giusto. È tempo di dare priorità alle federazioni, ai club, alle leghe, ai giocatori e ai tifosi".
I timori per il futuro dei Mondiali: una decisione destinata a segnare un'epoca
Le preoccupazioni non riguardano soltanto la governance. Diversi dirigenti temono che l'ingresso del private equity possa aumentare la pressione per massimizzare i ricavi, con possibili conseguenze sull'organizzazione delle competizioni: ulteriori ampliamenti del numero delle squadre partecipanti, calendari ancora più congestionati, incremento dei prezzi dei biglietti e una crescente commercializzazione del torneo.
Uno scenario che, secondo i critici, rischierebbe di mettere gli interessi economici davanti a quelli sportivi.

Il progetto dovrà ottenere il via libera della maggioranza delle federazioni affiliate prima di poter essere realizzato. Se approvato, rappresenterebbe una svolta senza precedenti nella storia della FIFA e del calcio mondiale: per la prima volta, infatti, il business legato ai Mondiali verrebbe aperto in modo strutturato ai capitali privati.
Per i sostenitori significherebbe garantire nuove risorse allo sviluppo del calcio; per gli oppositori, invece, il rischio è quello di trasformare il torneo più prestigioso del mondo in un asset finanziario sempre più orientato al profitto.