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La Serie A non voleva Mancini, notte di telefoni bollenti: c’è stata l’idea di sfiduciare Malagò

La vigilia del Consiglio Federale da cui è uscito il nome di Roberto Mancini come nuovo CT dell’Italia è stata abbastanza movimentata: la Lega di Serie A aveva fiutato l’atto di imperio di Gianni Malagò. L’opposizione si è poi manifestata anche in assemblea, ma il presidente della FIGC era super deciso a riprendere il suo vecchio amico Mancini.
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"Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi", dice il giovane Tancredi allo zio, il principe Don Fabrizio Salina, nel capolavoro ‘Il Gattopardo'. Adattarsi ai cambiamenti, apparenti, per mantenere le proprie posizioni di potere. Se ci fosse una scuola di gattopardismo, l'Italia monopolizzerebbe tutte le cattedre. E così, a pochi mesi dall'ennesimo disastro del calcio italiano – con la disfatta in Bosnia che ci ha estromesso per la terza volta di fila dai Mondiali – e dopo che ci si è stracciati le vesti invocando una rivoluzione non solo tecnica, ma anche organizzativa, strutturale e di mentalità, rieccoci con Malagò, Mancini e Ranieri, tutti riciclati e strachilometrati. Maldini e Guardiola? Meteore cadute in anticipo rispetto alla notte di San Lorenzo, che come si sa è il 10 agosto.

La nomina di Mancini come CT della nazionale ha rischiato di provocare l'ennesimo terremoto nel calcio italiano

Scartato con disonore Pirlo ("vi giuro che né io né Maldini sapevamo dello sponsor russo di scommesse"), Malagò ha deciso di fare di testa sua e soprattutto usare tutto il suo potere di presidente della FIGC per scegliere il nuovo CT dell'Italia: ecco dunque il suo vecchio e caro amico Roberto Mancini, cavallo di ritorno sulla panchina azzurra dopo il brutto addio del 2023 per andare a intascarsi le ricchezze arabe. Una nomina, quella del tecnico jesino, che ha rischiato di provocare l'ennesimo terremoto in Federcalcio.

Gianni Malagò è legato a Roberto Mancini da un rapporto di amicizia di lunga data
Gianni Malagò è legato a Roberto Mancini da un rapporto di amicizia di lunga data

Già, perché la Lega di Serie A non voleva il Mancio, ma spingeva per Antonio Conte (non nuovissimo neanche lui, peraltro…), e quando martedì in Consiglio Federale Malagò ha annunciato che la panchina azzurra era di Roberto, il presidente della Lega di A Ezio Maria Simonelli ha provato a opporsi, contestando il metodo – completamente accentratorio – che aveva portato alla scelta. Ovvero non aver preso nel giusto conto i suggerimenti arrivati da quella Serie A che era stata decisiva (quando serviva…) per consentire a Malagò di battere Abete nella corsa alla poltrona di capo del calcio italiano in successione a Gravina.

Il malumore della Lega di Serie A in Consiglio Federale, la vigilia movimentata

Niente che abbia spostato Malagò dalla sua convinzione: Mancini doveva essere e Mancini è stato. Peraltro la notte precedente, ovvero quella tra lunedì e martedì, i telefonini dei presidenti di Serie A erano stati bollenti, con scambi di messaggi che erano arrivati a prefigurare perfino la sfiducia a Malagò. Alla fine ha prevalso la responsabilità di non mettere la lapide alla struttura appena nata, uno scenario che sarebbe stato oltre il concetto di disastro per il calcio italiano.

Ezio Simonelli e Beppe Marotta erano entrambi presenti al Consiglio Federale, con loro gli altri due consiglieri della Lega Serie A, Stefano Campoccia e Giorgio Chiellini
Ezio Simonelli e Beppe Marotta erano entrambi presenti al Consiglio Federale, con loro gli altri due consiglieri della Lega Serie A, Stefano Campoccia e Giorgio Chiellini

Nelle pieghe delle parole di Simonelli dopo il Consiglio Federale si legge molto più di quello che è esplicitato, ovvero "i migliori auguri di buon lavoro a Roberto Mancini e Claudio Ranieri a nome della Lega Calcio Serie A", quando il presidente della massima serie aggiunge "dopo ore intense e certamente non semplici".

Il resto è nelle battute, tra sarcasmo e veleno, di qualche anonimo presidente di Serie A, riportate dal Corriere della Sera: "È stato il trionfo della romanità e del circolo Aniene", "Nasce la Nazionale, sezione Roma Nord", "Nel nome dell'amichettismo, del padel e del calcetto".

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