Pirlo non sarà il CT dell’Italia, Maldini e Leonardo verso le dimissioni: terremoto sulla Nazionale

Andrea Pirlo non sarà il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha bloccato l'operazione che avrebbe dovuto consegnare l'incarico all'ex calciatore. Il suo nome era stato inizialmente accantonato, rimasto sullo sfondo per i tentativi andati a vuoto con Carlo Ancelotti e Pep Guardiola, salvo tornare in primo piano dopo il diniego dei due allenatori contattati da Paolo Maldini e Leonardo. Un'opzione discutibile, che ha restituito un ritorno mediatico negativo su una Federazione che, almeno per quanto riguarda la nomina del neo ct, è partita col piede sbagliato. Ma c'è dell'altro che ha avuto un peso sulla posizione presa da Malagò: la trattativa è stata definitivamente congelata dopo il caso legato alla sua collaborazione commerciale con Fonbet, piattaforma russa di scommesse sportive, e le forti pressioni politiche per i soldi incassati. E ancora: la regola dell'incompatibilità dell'incarico dovuta anche al figlio di Pirlo, Nicolò, che è procuratore sportivo (anche se non è ancora iscritto all'albo). La dead-line è segnata: entro il 31 luglio la matassa deve essere sbrogliata. Già, ma come?
Lo stesso Pirlo ha rotto il silenzio con un lungo messaggio pubblicato sui social, nel quale ha difeso la legittimità della propria posizione: "La collaborazione è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuirle un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono", ringraziando poi Paolo Maldini e Leonardo "per la stima e la fiducia" ricevute. Un testo che non ha convinto del tutto e presente un punto debole non indifferente: la smentita proveniente dalla stessa società araba per effetto della quale nulla c'entra il suo incarico di allenatore con la partnership di sponsorizzazione.
Il clamoroso stop rischia di avere conseguenze ben più profonde: Maldini e Leonardo potrebbero rassegnare le dimissioni se la FIGC dovesse scegliere un commissario tecnico diverso da quello individuato nel loro progetto. In caso di rottura, tra gli scenari sul tavolo ci sono Giorgio Chiellini come possibile nuovo direttore tecnico (o anche Claudio Ranieri) per sostituire Maldini nella governance federale e il ritorno di Roberto Mancini o la candidatura di Antonio Conte per la panchina azzurra. Non mancano gli estimatori di Baldini, attualmente alla guida dell'Under 21.

Perché Pirlo non sarà il nuovo ct della Nazionale
Fino a domenica tutto lasciava pensare che la fumata bianca fosse imminente. Lunedì 27 luglio erano previsti gli ultimi incontri a Roma tra i rappresentanti di Andrea Pirlo e la FIGC per definire la rescissione del contratto con lo United FC e procedere con la firma. Poi lo stop.
Le polemiche politiche nate attorno al ruolo dell'ex campione del mondo come global ambassador di Fonbet e ai rapporti con lo United FC, club presieduto dall'oligarca russo Sergey Lomakin, hanno cambiato completamente il quadro. I chiarimenti forniti dai legali dell'ex centrocampista e il comunicato diffuso dallo stesso Pirlo non sono bastati a spegnere le contestazioni sollevate da più parti. Obiezioni che si sono aggiunte alle grandi perplessità sul curriculum da allenatore dello stesso Pirlo.
Malagò ha così deciso di imporre l'altolà, valutando che il clima creatosi attorno alla candidatura fosse incompatibile con un incarico delicato come quello di commissario tecnico della Nazionale.
Pirlo: "Mi rammarica che una scelta sportiva sia diventata un caso politico"
Nel lungo messaggio pubblicato sui propri canali social, Andrea Pirlo ha spiegato di aver scelto inizialmente il silenzio per rispetto delle istituzioni. "Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale italiana".
L'ex campione del mondo ha ribadito di aver sempre operato nel rispetto delle leggi dei Paesi nei quali ha lavorato e ha chiarito che la collaborazione finita al centro delle polemiche "nasce nell'ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva".
Pirlo ha poi aggiunto: "Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono".
Infine il ringraziamento rivolto a Paolo Maldini e Leonardo: "Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato". E la chiusura, che sa di addio alla panchina azzurra: "Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico. L'amore per l'Italia non dipende da un incarico".
Maldini e Leonardo verso le dimissioni: il progetto rischia di saltare
La vicenda Pirlo rischia ora di provocare un vero terremoto ai vertici della FIGC. Se la FIGC dovesse invece orientarsi su un altro allenatore, soprattutto su un profilo non condiviso, diventerebbe molto difficile immaginare la permanenza di Maldini e Leonardo. Entrambi potrebbero quindi decidere di lasciare l'incarico già nelle prossime ore.
Martedì 28 luglio è in programma il Consiglio federale che avrebbe dovuto ratificare il nome del nuovo commissario tecnico. Adesso, invece, tutte le ipotesi sono nuovamente aperte. Una possibilità è che Maldini e Leonardo provino a individuare un altro profilo coerente con il loro progetto. L'altra, sempre più concreta, è una rottura definitiva che costringerebbe Malagò a ridisegnare completamente il nuovo assetto della Nazionale.
Ipotesi Chiellini se salta l'attuale assetto federale
In caso di dimissioni dell'attuale direttore tecnico, Giorgio Chiellini rappresenta uno dei nomi più accreditati per raccoglierne l'eredità, mentre Claudio Ranieri viene indicato come possibile figura di equilibrio capace di sostituire Maldini nella nuova governance.

Chi sarà il nuovo ct: Mancini e Conte alternative possibili
Roberto Mancini e Antonio Conte sono i candidati più "forti" adesso che la pista Pirlo è tramontata. Quanto a "Mancio", Malagò ha uno stretto rapporto personale con il commissario tecnico campione d'Europa del 2021. La disponibilità a tornare alla guida della Nazionale c'è, consapevole che l'addio del 2023 per accettare l'Arabia Saudita continua a pesare nei giudizi. Dal punto di vista economico l'accordo non sarebbe un ostacolo: avrebbe accettato un contratto quadriennale da circa due milioni di euro a stagione.
Diversa la situazione di Antonio Conte. Nnon sarebbe mai stato realmente contattato durante questa fase e sotto il profilo economico il suo eventuale ritorno richiederebbe uno sforzo superiore rispetto a quello ipotizzato per Mancini, anche se la Serie A si sarebbe detta disponibile a contribuire all'operazione.