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Un tweet di Lineker su Infantino di 10 anni fa diventa virale: aveva visto il futuro

Dieci anni fa Gianni Infantino diventò presidente della FIFA, quello stesso giorno Gary Lineker pubblicò un tweet che oggi è riesploso diventando virale, dopo il lancio dell’ultima clamorosa operazione commerciale da parte del dirigente svizzero che comanda il calcio mondiale.
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È il 26 febbraio del 2016: Gianni Infantino, svizzero figlio di italiani emigrati, viene eletto a 46 anni presidente della FIFA, prendendo il posto di Sepp Blatter, travolto dallo scandalo corruzione. Quello stesso giorno Gary Lineker, ex bomber dell'Inghilterra e oggi apprezzato commentatore, prende il suo telefonino e pubblica un tweet che nelle ultime ore è riesploso diventando virale: "Ho questa strana sensazione che Gianni Infantino si toglierà la maschera per rivelare che sotto c'è Sepp Blatter".

Lineker intendeva dire ovviamente che Infantino gli ispirava una continuità con Blatter dal punto di vista della peggiore opinione possibile sul suo predecessore a capo del calcio mondiale: avidità, opportunismo, politica, insomma tutto quello che c'entra davvero poco con l'anima più pura dello sport. Il post del 65enne ex nazionale è tornato in auge in seguito a quello che sta succedendo nelle ultime ore, ovvero il tentativo di Infantino di trasformare la FIFA in una macchina da soldi in maniera ancora più sfacciata di quanto già non lo sia, arrivando anche a coinvolgere capitali privati (con tanto di parentele col suo amicone Trump) nella suddivisione della torta.

Ringalluzzito dall'espansione continua delle competizioni (il Mondiale appena conclusosi a 48 squadre potrebbe già diventare a 64) e dall'aumento massiccio dei ricavi commerciali, nonché in procinto di ricandidarsi alla presidenza della FIFA per il mandato 2027-2031 (il suo quarto e probabilmente ultimo a causa dei limiti statutari), Infantino ha srotolato sul tavolo un mega piano che prevede di creare una società controllata (la FIFA Forward Enterprise), aperta a investitori privati, che gestisca i diritti dei grandi tornei come i Mondiali per nazionali e il Mondiale per club, oltre agli introiti derivanti da sponsorizzazioni, vendita dei biglietti e licenze.

L'asse tra Infantino e Trump è diventato d'acciaio con gli ultimi Mondiali
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La cessione ai privati di quote minoritarie (tra il 20 e il 30%) consentirebbe, nel progetto di Infantino, di sbloccare miliardi di dollari da redistribuire anche alle federazioni (oltre che da stipare nelle casse della FIFA). Intanto, per ottenere i voti delle 211 federazioni affiliate, il presidente ha promesso un pacchetto di finanziamenti da 10 miliardi di dollari complessivi entro il 2027, garantendo contributi diretti fino a 40 milioni di dollari (20 milioni una tantum più 20 milioni di sviluppo) per ciascuna federazione che aderisca alla sua "proposta" (non "obbligo", ha poi precisato) entro il 19 settembre 2026, minacciando – con tanto di lettera – un taglio dei fondi addirittura del 75% in caso di rifiuto.

Su Infantino si sono abbattute le critiche dell'UEFA e delle leghe europee, c'è grande agitazione e voglia di contrastare la deriva affaristica della FIFA, e tuttavia il presidente i suoi conti li sa fare bene: non sarebbe mai uscito allo scoperto con una iniziativa così clamorosa e sfacciata se non sapesse di godere dell'appoggio di tante (troppe…) federazioni degli altri continenti. Dieci anni fa Lineker aveva visto il futuro.

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