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Franco Baresi è morto a 66 anni, è stato leggenda del Milan: nel 2025 l’operazione per un nodulo polmonare

È morto all’età di 66 anni Franco Baresi, leggenda del Milan e del calcio italiano: nel 2025 l’operazione per un nodulo polmonare.
Franco Baresi.
Franco Baresi.

È morto all'età di 66 anni Franco Baresi. Il calcio non perde soltanto uno dei più grandi difensori della storia: perde un punto di riferimento, una colonna vertebrale, un modo di stare al mondo. Leggenda del Milan, con cui ha collezionato ben 531 presenze, e della Nazionale Italiana è stato un punto di riferimento per tanti ragazzi che si sono avvicinati mondo del ‘pallone' e la sua carriera è stata un esempio per tanti che ancora oggi vivono e seguono questo sport. Solo pochi giorni fa la società rossonera aveva dovuto smentire notizie sulla scomparsa di Baresi: "Momento delicato, chiediamo rispetto". 

Se ne va il Capitano per antonomasia, l'uomo che ha trasformato l'arte del difendere in una forma di poesia ruvida, elegante e immortale. San Siro, quella casa di cemento e passione che per vent’anni lo ha visto dominare ogni millimetro di erba, oggi tace. Un silenzio sordo, di quelli che fanno vibrare i polmoni. Perché quando Baresi scendeva in campo con la fascia sul braccio e la maglia rossonera incollata alla pelle, tifare non era un atto di speranza, ma una certezza.

Baresi in azione con la maglia del Milan.
Baresi in azione con la maglia del Milan.

Dal telaio di Travagliato al mito del Milan: la grande storia di Piscinin

Scartato dall'Inter da giovanissimo perché ritenuto troppo gracile, Franco Baresi ha legato l'intera carriera professionistica al Milan, indossando la maglia rossonera per 20 stagioni consecutive (dal 1977 al 1997), di cui 15 da capitano. Con 716 presenze ufficiali (501 in Serie A) è il secondo giocatore più presente nella storia del club, preceduto solo da Paolo Maldini.

Il suo esordio in Serie A arriva a 17 anni, il 23 aprile 1978 in Verona-Milan (1-2): già nella stagione successiva (1978-79) conquista da titolare lo "Scudetto della Stella". Nei momenti più bui che nasce la sua statura morale: Baresi sceglie di non abbandonare la squadra durante le due dolorose parentesi in Serie B nei primi anni '80, diventando capitano a soli 22 anni nel 1982.

Baresi è diventato vicepresidente onorario del Milan nel 2020.
Baresi è diventato vicepresidente onorario del Milan nel 2020.

La rivoluzione tattica: il libero che insegnò al mondo come si guida una squadra

Franco Baresi non è stato solo un grandissimo interprete del ruolo: è stato un'idea. Quella mano alzata a chiamare il fuorigioco non era un semplice gesto tecnico, ma un ordine esecutivo, un patto di fiducia con i compagni e una sentenza per gli avversari. Un ragazzo schivo arrivato dalla provincia che, con la forza del lavoro, è diventato il "Kaiser Franz" del calcio italiano.

Con l'avvento di Silvio Berlusconi e la rivoluzione di Arrigo Sacchi, Baresi diventa il regista arretrato della squadra più forte dell'era moderna. Alla guida di una linea difensiva leggendaria — con Tassotti, Costacurta e Maldini — trascina il Milan al record storico di 58 partite consecutive senza sconfitte in Serie A.

Franco Baresi festeggia con Carlo Ancelotti dopo la vittoria della Coppa Intercontinentale 1989.
Franco Baresi festeggia con Carlo Ancelotti dopo la vittoria della Coppa Intercontinentale 1989.

In vent'anni di carriera milanista il suo palmarès recita: 6 Scudetti (1978-79, 1987-88, 1991-92, 1992-93, 1993-94, 1995-96); 3 Coppe dei Campioni-Champions League (1988-89, 1989-90, 1993-94); 2 Coppe Intercontinentali (1989, 1990); 3 Supercoppe UEFA e 4 Supercoppe Italiane

Nel 1989 sfiora il Pallone d'Oro arrivando 2° dietro al compagno Marco van Basten, mentre nel 1999 viene eletto dai tifosi "Milanista del Secolo".

Baresi e l'Italia: la Coppa del Mondo e le lacrime di Pasadena

Con la Nazionale Italiana raccoglie 81 presenze e 1 rete. Campione del Mondo nel 1982 in Spagna da giovanissima riserva di Gaetano Scirea, e protagonista a Italia '90 (3° posto con soli 2 gol subiti nel torneo), Baresi firma la sua opera d'arte umana e sportiva al Mondiale di USA 1994.

Baresi in azione con l'Italia a USA 1994.
Baresi in azione con l'Italia a USA 1994.

Dopo essersi infortunato al menisco nella seconda gara del girone, compie un recupero miracoloso a soli 25 giorni dall'intervento chirurgico. Scende in campo da capitano nella finale di Pasadena contro il Brasile e gioca 120 minuti monumentali, dominando ogni pallone. Le lacrime a fine partita, dopo l'errore dal dischetto afflitto dai crampi, non furono una sconfitta, ma il timbro di un uomo che aveva dato letteralmente tutto ciò che aveva dentro.

L'eredità del numero 6: il silenzio che diventa eternità

Il 1° giugno 1997 disputa la sua ultima partita ufficiale. In quell'occasione il Milan compie un gesto mai visto prima nel calcio italiano: ritira ufficialmente la maglia numero 6, togliendola dalle spalle dei mortali per consegnarla alla storia.

Inserito da Pelé nella FIFA 100 e nella Hall of Fame del calcio italiano, Baresi ha poi ricoperto ruoli da allenatore giovanile, dirigente e infine Vicepresidente Onorario del club.

Baresi e la maglia numero 6.
Baresi e la maglia numero 6.

Oggi la maglia numero 6 non appartiene più a un modulo o a una lavagna tattica: appartiene a tutti gli appassionati che hanno ammirato le sue gesta. Ci resta l'immagine di un leader silenzioso che corre a testa alta con il pallone incollato al piede, capace di guidare i compagni e incutere rispetto agli avversari con la sola forza dell'esempio.

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