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Il piano di Infantino cade a pezzi: ha 143 nazioni contro, un consigliere si dimette per protesta

Gianni Infantino sembra sempre più solo sulla proposta di privatizzare il calcio mondiale. Dopo i no di Uefa e CONCACAF arriva quello della Confederazione asiatica che lo mette in minoranza. E il suo primo consigliere, Carlos Carderiro, si è dimesso.
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Inizia a sgretolarsi il castello di certezze di Gianni Infantino che ha annunciato di voler creare una nuova società controllata, la "FIFA Forward Enterprise" con l'intenzione di concentrare tutte le attività commerciali e organizzative dei tornei FIFA, a partire dai Mondiali maschili e femminili e dal Mondiale per club. Una sorta di "privatizzazione" del calcio mondiale, a fronte di promesse dai lauti guadagni che ha trovato enormi frizioni e rifiuti.

In primis quello dell'Uefa di Ceferin che, dopo aver incassato l'appoggio della CONCACAF, la confederazione del Nord e Centro America e Caraibi, ha avuto quello della AFC, Confederazione calcistica asiatica, allargando il fronte del "no" e ponendolo in inferiorità numerica. Ma i problemi principali per cui preoccuparsi Infantino sembra averli soprattutto dentro la stessa FIFA, dove Carlos Cordeiro, il suo principale consigliere, si è dimesso: "E' un cattivo affare davanti al quale non posso restare indifferente".

Infantino sempre più solo, il fronte del dissenso si allarga: anche l'AFC ha detto "No"

Il fronte del dissenso nei confronti della proposta di Gianni Infantino si è allargato a macchia d'olio in poche ore e adesso rischia di rendere praticamente nullo qualsiasi tentativo di porre in atto il piano strutturato e meditato espresso nei giorni scorsi. Prima l'Uefa, poi al CONCACAF, adesso l'AFC il cui "no" potrebbe essere decisivo visto che senza la Confederazione asiatica, la FIFA non avrebbe più quello zoccolo duro di base per i voti, passando da uno stato di maggioranza ad uno di minoranza. In una lunga e durissima nota, l'AFC ha fatto sapere la propria posizione formale.

Aleksandr Ceferin, presidente Uefa che ha aperto il fronte del "no" alla proposta FIFA
Aleksandr Ceferin, presidente Uefa che ha aperto il fronte del "no" alla proposta FIFA

"Si invita la FIFA ad avviare una revisione urgente del proprio quadro di governance e di processo decisionale per garantire che le proposte di rilevanza globale siano elaborate attraverso un'adeguata consultazione, un coinvolgimento significativo e una supervisione appropriata da parte degli organi statutari della FIFA" si legge nel comunicato, dove si imputa la maggior colpa, ovverossia di aver preso tali decisioni in modo unilaterale, senza le necessarie consultazioni e coinvolgimento di tutte le parti in gioco: "Le principali preoccupazioni relative alla governance, al processo istituzionale e a una consultazione significativa rimangono senza risposta".

Infantino non ha più la maggioranza tra le Federazioni affiliate: i voti e i numeri necessari

Il rifiuto da parte dell'AFC nel non appoggiare la FIFA assume fondamentale peso in caso di votazione del progetto. Fino a ieri, Infantino godeva dei numeri necessari per imporre le proprie scelte. Sono in totale 211 associazioni nazionali affiliate, con ciascuna di esse che dispone di un voto uguale nel Congresso, raggruppate in sei confederazioni continentali. L’Europa, attraverso la UEFA, ne riunisce 55. L’Africa, con la CAF, ne ha 54. L’Asia, tramite l’AFC, ne conta 46. Il Nord e Centro America e i Caraibi, rappresentati dalla CONCACAF, ne hanno tra 35 e 41, il Sud America, con la CONMEBOL, ne ha solo 10, mentre l’Oceania, con l’OFC, ne ha 11.

Per far passare la proposta di Infantino sulla "FIFA Forward Enterprise" basterebbe una maggioranza semplice, ma al momento è impossibile con il fronte del "sì" che conterebbe solamente una settantina di voti disponibili contro i 143 del fronte del "no". Per questo con il "no" confermato da parte di UEFA, CONCACAF e AFC, la proposta è già numericamente bloccata perché non può più ottenere la maggioranza, qualunque sia la decisione delle altre Confederazioni.

Carlos Cordeiro (a sinistra) nella Stanza Ovale alla presentazione dei Mondiali 2026
Carlos Cordeiro (a sinistra) nella Stanza Ovale alla presentazione dei Mondiali 2026

La frattura interna alla FIFA: si è dimesso il braccio destro Carlos Cordeiro

Se sul fronte esterno alla FIFA lo scenario non è più così positivo, ciò che fa tremare ancor più Gianni Infantino è la frattura che si è creata all'interno con il principale consigliere Carlos Cordeiro, che si è dimesso per protesta contro la decisione, confermando la propria posizione: "Non posso rimanere a guardare mentre la FIFA valuta la possibilità di vendere una quota della Coppa del Mondo. Sia chiaro: non ho avuto alcun ruolo in questa proposta e mi oppongo inequivocabilmente. È un cattivo affare per le Federazioni affiliate alla FIFA" ha ribadito a Sky Sports, "un cattivo affare per il calcio e un cattivo affare per il futuro a lungo termine di questo sport."

Infantino e Trump ai Mondiali 2026 dove ha giocato un ruolo determinante anche Carlos Cordeiro
Infantino e Trump ai Mondiali 2026 dove ha giocato un ruolo determinante anche Carlos Cordeiro

Chi è Carlos Cordeiro e il suo "potere" all'interno della FIFA

Carlos Cordeiro non è un semplice collaboratore qualsiasi ma una figura di spicco all'interno della FIFA, avendo già nel recente passato ricoperto ruoli di primo piano quale "longa mano" di Infantino. Era stato presidente della Federazione calcistica statunitense (US Soccer) e vicepresidente di Goldman Sachs. E in FIFA è il Senior Advisor di Infantino dal 2021: aveva lavorato a stretto contatto con Infantino già dai tempi della candidatura congiunta USA-Messico-Canada per i Mondiali 2026, facendo da ponte con la Casa Bianca e le agenzie federali americane.

Ora,  per Gianni Infantino la questione si è complicata nel giro di poco tempo e sembra essere rimasto solo e in minoranza sulla sua visione su ciò che dovrebbe capitare al calcio mondiale. Così restando lo scenario attuale, non solo troverebbe resistenze enormi da parte dei suoi oppositori ma non ha più nemmeno la governance sufficiente e necessaria per portare il progetto ad una votazione a proprio vantaggio.

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