Infantino è sempre più solo, parla il direttore operativo FIFA: “Mi sento ingannato, nessuno sapeva nulla”

Si allarga il fronte delle contestazioni interne alla FIFA nei confronti del presidente Gianni Infantino. Al centro della polemica c'è il piano per trasferire i diritti commerciali delle competizioni della federazione in una società privata, cedendone una quota di circa il 20% a investitori esterni, in un'operazione che valuterebbe il progetto intorno ai 20 miliardi di dollari.
L'iniziativa, secondo diverse ricostruzioni, sarebbe stata portata avanti senza un reale coinvolgimento degli organi direttivi della FIFA, alimentando forti critiche sulla gestione della vicenda. Dopo le perplessità espresse da numerose federazioni e le dimissioni del senior advisor Cordeiro, a prendere pubblicamente posizione è stato anche il direttore operativo Kevin Lamour, che ha affidato all'Associated Press una durissima dichiarazione.
L'accusa principale riguarda la totale mancanza di condivisione del progetto all'interno della federazione: "Ciò che è stato annunciato negli ultimi giorni e ciò che è accaduto dietro le quinte negli ultimi mesi sfida l’immaginazione. Per dirla in modo molto chiaro e diretto: il progetto che ha suscitato tante controversie e dibattiti, non è un progetto della Fifa. Ancora meno è un progetto dell’amministrazione della Fifa. È il progetto di una persona sola".

Lamour sostiene che il piano sia stato tenuto nascosto non solo agli organismi calcistici internazionali, ma anche agli stessi dirigenti della FIFA: "I vicepresidenti della Fifa, i membri del Consiglio della Fifa, le confederazioni, le federazioni, i giocatori, le leghe, i club e i tifosi non sono stati gli unici a essere ignorati. Anche l’amministrazione della Fifa stessa è stata ingannata".
FIFA, il direttore operativo si ribella a Infantino: "Mi sento ingannato, è il progetto di una sola persona"
Il dirigente parla di una situazione protrattasi per mesi e denuncia un modello di gestione che ritiene incompatibile con i principi di buona governance: "Questa omissione dal sapore della bugia si è protratta per molti mesi e questo esercizio unilaterale del potere non sono cose da poco. Sono indicativi di una mancanza di fiducia, una mancanza di trasparenza, una mancanza di buona governance. Oltre che una grave mancanza di rispetto".
Per Lamour il progetto dovrebbe essere definitivamente accantonato, invitando chi governa il calcio mondiale ad assumersi le proprie responsabilità: "Non solo questo progetto non deve andare avanti – per ovvie ragioni che non c’è nemmeno bisogno di elencarle – ma è giunto il momento per i leader politici del calcio di porsi le giuste domande e prendere le giuste decisioni".

Il direttore operativo ha ribadito quale dovrebbe essere, a suo giudizio, la missione della federazione: "La nostra missione è servire il calcio. Non servire gli interessi personali di una persona che, purtroppo, crede di incarnare la Fifa quando dovrebbe esserne al servizio".
Lamour ha concluso il suo intervento con parole che lasciano intendere di essere pronto ad affrontare anche eventuali conseguenze personali pur di difendere i propri principi. Il dirigente ribadisce di sentirsi responsabile non solo nei confronti della FIFA, ma anche dei valori in cui crede e dei colleghi con cui lavora: "I miei colleghi – alcuni dei quali hanno dedicato la loro vita al calcio – meritano di meglio che disprezzo e intimidazioni".