Marchegiani: “Di Gregorio ha pagato il salto, Meret fa bene a cambiare. Martinez-Provedel? Rischioso”

Luca Marchegiani, talent di Sky Sport che ha presentato i propri nuovi palinsesti a Milano per la stagione 2026/2027, ha parlato in esclusiva a Fanpage sul ruolo attuale dei numeri 1 in Italia che sta caratterizzando questo inizio di mercato. Tanti cambiamenti e soluzioni particolari, non tutte pienamente condivise, in una analisi sempre lucida e puntuale. Evidenziando anche le "pecche" del sistema attuale, incapace di trattenere più che produrre talenti: "Il punto è proprio questo, dare spazio anche a chi matura più tardi. Poi vedere italiani all'estero è un orgoglio: il mercato è globale e si devono fare sempre più i conti anche con queste scelte"
Iniziamo da Alessandro Longoni approdato al PSG: ennesimo talento che sfugge al nostro calcio o un segnale incoraggiante?
Non è un fallimento del nostro movimento, anzi io lo vedo come un elemento molto positivo.
Perché?
Oramai siamo sempre più immersi in un mercato globale e per un ragazzino italiano poter andare in un club di livello, anzi nel club campione d'Europa e non è la prima volta: l'anno passato c'è stato un altro giovane portiere che anche se è italo-brasiliano è un nostro prodotto a livello calcistico [si riferisce a Renato Bellucci Marin, portiere italo-brasiliano della Roma passato nel luglio 2025 al PSG in cui ha anche esordito in Ligue1, ndr] e ha fatto molto bene. Il problema semmai è un altro.
Quale?
La capacità di crescere, formare e produrre questo tipo di talenti. L'importante fondamentalmente è questo, poi il mercato è così, di livello internazionale ma fa piacere vedere tanti italiani essere chiamati all'estero. E magari prenderne meno proprio di stranieri visto che abbiamo degli ottimi prospetti anche da noi, creando gli spazi giusti perché questi ragazzi possano serenamente crescere.
Ma qual è il problema vero del nostro sistema?
Il problema non è tanto se avere o no talenti, ma riuscire a tenersi i talenti cosiddetti "tardivi" coloro che hanno necessità di giocare, di crescere calcisticamente per poteri affermare ad alti livelli. Ad oggi, per come siamo strutturati, la presenza di moltissimi stranieri, la difficoltà di fare il salto di livello e di risalire soprattutto se retrocedi, sono queste le difficoltà maggiori che dobbiamo superare a livello di sistema.
Parlando sempre di portieri, il mercato non è ancora iniziato e si è assistito ad un grande rimescolamento in porta. Iniziamo dalla Juventus: Di Gregorio è da bocciare?
Ha avuto le sue chance ma probabilmente è arrivato alla Juventus in un momento molto particolare e a lui sarebbe servito un ulteriore passaggio intermedio prima del grande salto. Ha fatto quello che ha potuto, ma è chiaro che in un club del genere serve la struttura tecnica ma anche una struttura d'esperienza e di personalità che non è per tutti.
In questo senso, è perfetta l'idea di puntare su un vincente come il Dibu Martinez?
Assolutamente sì, si sta giocando un Mondiale di livello ed è un acquisto dal punto di vista della personalità, sicuro. Chiaro che poi sono necessarie anche altre qualità e doti perché nella sua storia la Juventus è abituata bene, ha sempre avuto portieri top da livello mondiale.
Passiamo al Napoli, anche Allegri sta cercando una alternativa a Milinkovic-Savic e Meret, convinto di questa decisione?
Soprattutto su Meret non sono pienamente d'accordo. Secondo me è un portiere tecnicamente bravissimo, ma è stato messo in discussione soprattutto l'anno scorso con l'alternanza da titolare con Milinkovic-Savic. Avrebbe bisogno di una iniezione di fiducia, in questo senso forse non sarebbe proprio male cambiare. A 29 anni ha ancora margini e tempo di continuare e completare la propria crescita.
L'Inter, invece, ha optato per una soluzione interna: Martinez titolare, in aggiunta è arrivato Provedel.
La vedo una scelta delicata.
In che senso?
Una accoppiata rischiosa perché Provedel non viene a Milano per fare il secondo. E' un portiere competitivo, non credo che per Martinez vi sarà una strada spianata a priori. Si dovrà giocare il posto: sono curioso di vedere come si evolverà la situazione perché non è così scontata come sembra in questo momento.
Vicario ricercato da tutti, secondo te tornerà in Italia?
Io me lo auguro perché vedendo le ultime vicissitudini al Tottenham sarebbe un bene per l'Italia e soprattutto per lui. E' un portiere che la sua esperienza all'estero l'ha fatta e ritorna con un bagaglio importante da poter essere pronto per un grande club anche da noi: più squadre top nel campionato italiano hanno portieri italiani, più sono contento.