I gol di Undav qualificano la Germania, oscurata la stella di Yan Diomande e della Costa d’Avorio

La Costa d'Avorio spaventa la Germania ma soccombe (2-1) per la rimonta scandita dalla doppietta di Undav (subentrato nella ripresa) che è ossigeno puro per i tedeschi. La nazionale di Nagelsmann ha strappato in un paio di minuti, in pieno recupero, il primato nel Girone E e la qualificazione ai sedicesimi di finale dei Mondiali. Ha spazzato via tutti i timori e le ambasce di un incontro che le ha lasciato addosso i segni della fatica e dei pericoli corsi per le occasioni d'oro sprecate dagli avversari. Una beffa amara per la selezione africana, andata vicinissima all'impresa, l'ha mancata per qualche errore di troppo in fase realizzativa fallendo il colpo del ko.
"Elefanti" contro i caraibici, tedeschi con l'Ecuador sono le gare dell'ultima giornata ma è già chiaro che i tedeschi affronteranno la terza proveniente da uno dei gironi accoppiati in tabellone (A, B, C, D, F). Presto per dire se e quale sarà la prossima squadra: allo stato dei fatti potrebbe essere la Scozia, che sembra messa meglio nel confronto, ma serve attendere la combinazione dei risultati delle prossime partite.
La doppietta di Undav trasforma l'incubo in sogno per la Germania
Il gol di Kessié, che ha spadroneggiato a centrocampo. Il grande lavoro di sacrificio di Bonnie in attacco. E due spine nel fianco della Germania: Diallo e Yan Diomande. In quattro hanno tenuto costantemente in apprensione gli avversari, permettendo alla Costa d'Avorio di palleggiare in faccia ai tedeschi e farlo con personalità per larga parte dell'incontro. Giocano al calcio, come si dice in gergo. E senza alcun timore. Il 7-1 inferto al Curaçao nella partita di esordio dei Mondiali è stato pura illusione per i teutonici, lo scontro con gli ivoriani ha rappresentato il vero banco di prova. Ed è stato un risveglio brusco, da brutto sogno per fortuna svanito come la palla gol sbagliata in maniera clamorosa da Adingra quasi al 90° e la palla salvata da Fofana su Brown allo scadere. Ci ha pensato Undav (doppietta) a trasformare l'incubo in una visione onirica dolcissima, a occhi aperti.

Diomande astro nascente, a 19 anni vale già oltre 100 milioni
È Diomande (nella foto sopra), il 19enne esterno del Lipsia, che s'è preso una buona fetta di palcoscenico ai Mondiali: è stato l'incubo di Joshua Kimmich. Se fino a qualche giorno fa s'era parlato di lui per la lettera toccante alla sorella morta, nella sfida ai Mondiali è stato il grimaldello che ha mandato spesso in tilt i tedeschi. Accelerazioni improvvise, palla che viaggia e gambe rapidissime, tecnica e tocco felpato: il "ragazzo" che ha iniziato la carriera di calciatore in America è stato questo e molto altro, confermandosi uno degli astri nascenti di questa Coppa. E questo spiega anche perché il club tedesco, che un anno fa l'ha preso dal Leganes per una ventina di milioni (contratto fino al 2030), ha detto no all'offerta da 100 milioni del Liverpool che ha visto in lui l'erede di Salah.
Pochi giorni fa, dopo la vittoria contro l'Ecuador aveva mostrato abbastanza carattere anche per sbottare in mixed zone perché infastidito dal numero di interviste che è stato costretto a fare. "Ho parlato già dieci volte, non mi pagano per questo…", le parole del giovanotto che ha messo le cose in chiaro anche fuori dal campo. Sul rettangolo verde, invece, ha lasciato il segno con una grande occasione creata, un paio di passaggi chiave e una percentuale altissima quanto a precisione nel fraseggio nel fazzoletto di prato dei tedeschi (83%).

Ed è da una sua incursione che è nata la rete de vantaggio della selezione africana: si è lanciato sulla fascia, ha servito Amad Biallo che ha visto il tiro respinto. Kessié era lì, a piombare sulla palla come una pantera nel cuore della notte: ha concluso l'azione con un tiro dall'interno dell'area di rigore. E quando c'è stato da duellare nei minuti più caldi del finale, ci ha messo abbastanza fisicità da prendersi calci di punizione preziosi. Poi è arrivato Undav a oscurare (parzialmente) anche la sua stella.