Mastantuono alla Fiorentina è l’ultimo capolavoro di Paratici, che ripete due parole come un mantra

L'arrivo di Franco Mastantuono alla Fiorentina non è solo uno dei colpi più importanti di questa sessione di mercato ma racconta anche qual è la percezione mutata della Viola agli occhi del calcio europeo. Il direttore sportivo, Fabio Paratici, chiamato per risollevare il club dopo una stagione sofferta nella quale ha lottato per evitare la retrocessione in B, è riuscito già in una parte importante dell'impresa: piazzare le base per una squadra che sia "competitiva" e "duratura", due parole che ha ripetuto come un mantra da quando ha accettato la proposta della famiglia Commisso.
E in questo senso ha già compiuto un passo in avanti: non solo ha convinto il calciatore che Firenze fosse la destinazione migliore per lui ma ha strappato ai blancos l'assenso a un'operazione chiusa con la formula del prestito secco. È una scelta precisa da parte degli spagnoli, che non hanno voluto replicare la procedura Nico Paz-Como: dopo aver investito 45 milioni per prelevare dal River Plate la 18enne ala destra (che può giocate anche da trequartista), non aveva alcuna intenzione di perdere il controllo del giocatore. Voleva solo la destinazione migliore affinché il "ragazzo" potesse crescere e valorizzarsi, la Fiorentina è riuscita ad accreditarsi come la soluzione migliore anche rispetto ad altri società italiane (Milan e Roma negli ultimi tempi, inizialmente il Napoli).
Perché il Real Madrid ha scelto proprio la Fiorentina per far crescere Mastantuono
Mastantuono ha ben impressionato nella sua prima stagione al Real Madrid (3 gol in 35 presenze) ma anche toccato con mano cosa significa indossare la maglia di un grande club: per quanto ne abbia guadagnato la stima sul campo, è stato difficilissimo trovare spazio per riuscire a giocare con continuità. Tra concorrenza e tempi di adattamento legati all'età e al contesto, il classe 2007 non è riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista.
Per questo le merengues hanno deciso di percorrere la strada del prestito, ma solo a determinate condizioni: ha escluso un ritorno al River Plate e detto no alle offerte ricche pervenute dall'Arabia Saudita, cercava un club europeo che accompagnasse il percorso di crescita dell'argentino. È qui che entra in gioco il lavoro di Fabio Paratici: si è mosso in anticipo e ha bruciato la concorrenza. Decisivo anche il progetto tecnico illustrato da Fabio Grosso, che ha spiegato a Mastantuono quale sarebbe stato il suo ruolo all'interno della squadra. Ecco perché il prestito il prestito è interpretato come un investimento sicuro sul valore futuro del giocatore.

In cosa consiste l'accordo tra Fiorentina e Real Madrid
La formula scelta dalle due società è particolare e racconta perfettamente quanto il Real Madrid creda ancora nel talento argentino. Mastantuono arriva alla Fiorentina in prestito secco, nell'accordo non sono previsti diritto di riscatto né un contro-riscatto perché il cartellino resterà pienamente nelle mani degli spagnoli. A fine stagione saranno solo loro a decidere cosa fare: riprendere subito il calciatore oppure rinnovare il prestito. La convenienza di un affare del genere è reciproca: la Fiorentina si assicura uno dei giovani più apprezzati del panorama internazionale, che può fare la differenza per la squadra di Grosso e in campionato; i blancos possono sperare di riportare alla base un giocatore più maturo nella lettura della partita e nella gestione delle differenti situazioni tattiche, senza correre rischi come con Nico Paz.
Chi è Franco Mastantuono: il talento argentino che il Real Madrid considera uno dei suoi gioielli
Classe 2007, nato e cresciuto calcisticamente nel River Plate, Franco Mastantuono è considerato uno dei prospetti più interessanti della sua generazione. Può giocare da trequartista, da esterno offensivo (ala destra) oppure alle spalle della punta. È dotato di una tecnica di alto livello, un ottimo dribbling nello stretto e una naturale capacità di creare superiorità numerica. Alla qualità nell'uno contro uno abbina una notevole personalità, caratteristica che gli ha permesso di imporsi molto presto nel calcio argentino e porsi all'attenzione di una big come il Real Madrid.

Il mercato di Paratici spiega perché la Fiorentina oggi è diversa da tutte le altre
L'operazione Mastantuono non nasce dal caso né è frutto solo di una buona occasione. Qui la fortuna c'entra nulla, c'entra invece la capacità di tessere la tela della diplomazia come fatto da Paratici e dalla Fiorentina. L'argentino è (finora) il diamante grezzo di una strategia che ha preso corpo con l'incarico conferito all'ex di Juventus e Tottenham. "La proprietà è molto forte, vuole costruire negli anni una Fiorentina competitiva e duratura. Ci tengo a sottolineare queste due parole", ha ammesso il neo direttore sportivo.
La nuova Fiorentina ha investito su profili interessanti e pronti per il calcio europeo, da Arthur Atta a Radu Dragușin, passando per Alex Jimenez, Viery, Christ Inao Oulai e gli altri innesti che stanno ridisegnando la rosa. L'idea è chiara: costruire valore tecnico e patrimoniale invece di limitarsi a rincorrere risultati immediati attraverso ingaggi elevati.

"Non è una questione di calciomercato – ha ammesso Paratici nelle prime uscite pubbliche da dirigente – ma di costruzione di un progetto, di un obiettivo societario, di una visione. Siamo concentrati a costruire una società che duri nel tempo". Una filosofia che guarda al medio periodo e che punta a creare una squadra competitiva senza compromettere gli equilibri economici del club. "Le mie ambizioni non sono legate al monte ingaggi ma a costruire qualcosa di solida che non è legato a un calciatore specifico".
Il colpo Mastantuono è il simbolo della nuova Fiorentina del centenario
Al di là del valore tecnico del giocatore, il trasferimento di Mastantuono rappresenta un segnale preciso: quanto il club viola abbia aumentato la propria reputazione negli ultimi mesi e, più ancora, quanto guardi al futuro con maggiori ambizioni per riuscire a piazzarsi anche in Champions.
E le parole di Paratici chiariscono qual è lo step successivo individuato dalla società. "Vogliamo e possiamo essere un club che compete negli anni, facendo le cose per bene. Non accetto di arrivare quattro anni di fila settimo o ottavo. Posso accettare di arrivare una volta quattordicesimo per prepararmi ad arrivare sesto, quarto o terzo". E Mastantuono, atteso alla prova del campo, rientra in quest'ottica ambiziosa.