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Wimbledon 2026

Perché Cobolli rischiava di restare senza casa a Wimbledon: è il sistema degli affitti di lusso

Il motivo della disavventura è un problema comune ai tennisti che ogni anno partecipano al torneo inglese. Perché in molti preferiscono sistemazioni private rispetto agli alberghi e quanto costano.
Flavio Cobolli ha risolto il "problema casa" a Wimbledon grazie a suo nonno.
Flavio Cobolli ha risolto il "problema casa" a Wimbledon grazie a suo nonno.
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Flavio Cobolli è riuscito a mettere un tetto sopra la testa. Sì, a Wimbledon, ha rischiato di restare senza casa perché l'affitto di quella prenotata era scaduta. Nemmeno lui s'aspettava di spingersi così avanti in tabellone e aveva pianificato la propria sistemazione per un periodo breve, ma la qualificazione ai quarti ha cambiato tutto nel bene e nel male… qualche grattacapo gliel'ha creato, per fortuna è riuscito a risolverlo grazie all'aiuto del nonno che gli ha rimediato un nuovo alloggio presso una famiglia italiana. "Li ringrazierò quando lo vedrò", ha ammesso in conferenza. Questa volta, la storia ha avuto un lieto fine per il tennista romano rispetto alla brutta disavventura vissuta l'anno scorso a causa di divergenze coi proprietari per le condizioni dell'abitazione. Il motivo delle difficoltà logistiche, però, è lo stesso col quale ogni anno si confrontano tanti giocatori per due ragioni: sia perché non tutti possono sapere di preciso qual è il periodo di permanenza nel torneo sia per esigenze pratiche.

Cobolli "senza casa" dopo la vittoria con de Minaur

La vittoria con Alex de Minaur ha permesso a Cobolli di vivere ancora il sogno Wimbledon dopo quello a occhi aperti del Rolando Garros, che lo ha visto sfiorare uno storico successo in finale. Il tennista romano è approdato ai quarti (contro il "milionario" Arthur Fery) e ha fatto un sorriso agrodolce parlando del piccolo intoppo che gli è capitato.

"Questa sera un bel gelato e guarderò il tennis e Spagna-Portogallo. Cucina mio padre, pasta con pomodoro e cipolla. Però non abbiamo più una casa, i bagagli sono fatti e sono in quella vecchia. Qualcuno ha una casa da prestarmi?". Alla fine tutto si è risolto bene: grazie al nonno di Flavio e a una famiglia italiana che ha messo a disposizione la propria casa per tutta la settimana. La sua battuta ha provocato ilarità  ma nasconde un problema molto frequente durante lo Slam londinese.

Perché quasi tutti i tennisti affittano una casa a Wimbledon

Può sembrare strano che un professionista del circuito ATP non soggiorni in hotel, ma a Wimbledon succede esattamente il contrario. Al di là degli aspetti economici, la questione è essenzialmente di opportunità logistica: gli alberghi nelle immediate vicinanze dell'All England Club sono pochi e spostarsi nel traffico londinese può rappresentare un problema snervante, che rende quasi impossibile incastrarli con gli orari delle partite che spesso cambiano programmazione.

Per questo motivo la maggior parte dei tennisti preferisce affittare una casa privata a Wimbledon Village o nelle strade limitrofe, stabilendo lì il quartier generale nel quale si riuniscono anche allenatore, preparatore atletico, fisioterapista, famiglia e, per i big del circuito, anche uno chef personale.

Il tennista romano in campo nei quarti di finale del torneo inglese.
Il tennista romano in campo nei quarti di finale del torneo inglese.

Quanto costa affittare casa durante Wimbledon

Le tariffe per un affitto breve sono abbastanza alte, possono variare a seconda dei comfort e delle rifiniture da 17 mila a 35 mila euro per soggiornare in una villa con cinque camere da letto. Ma è nulla rispetto a sistemazione più prestigiose che sono predilette dai tennisti del circuito più in vista e ricchi: in alcuni casi, infatti, si può andare anche oltre i 60 mila euro. Importi "possibili" per giocatori come Novak Djokovic o Emma Raducanu (tanto per fare un esempio) cge scelgono spesso questa soluzione per ospitare l'intero staff sotto lo stesso tetto.

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