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Torneo di Wimbledon 2026

Djokovic furibondo a Wimbledon per la regola del tetto: “Non mi interessa cosa succede a Sinner”

Lite a Wimbledon tra Novak Djokovic e la supervisor Denise Parnell per il tetto sul Centrale. Lo sfogo di Nole: “Nessuna coerenza”
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Novak Djokovic ha vissuto con il solito grande trasporto emotivo il quarto di finale vinto contro Auger-Aliassime a Wimbledon. Ne è stato prova anche un momento di nervosismo con la supervisor del torneo Denise Parnell, una delle ufficiali più esperte del circuito. Il motivo della discussione è stata la volontà dell'ex tennista britannica di chiudere il tetto del campo centrale all'inizio del terzo set. Una situazione non condivisa da Nole (e dal suo avversario), che si è lasciato andare ad uno sfogo. Nessuna voglia poi di paragonare la partita di stasera con quella degli ottavi tra Sinner e Mochizuki.

Djokovic si arrabbia con la supervisor per la chiusura del tetto

Quando il punteggio era di un set pari, Parnell ha lasciato la sua postazione per parlare ai tennisti di quello che sarebbe accaduto di lì a poco con la giustificazione della chiusura del tetto. Erano le 19:40, quasi un'ora prima rispetto ad una delle partite precedenti nel torneo del sette volte vincitore contro Wu Yibing. La perplessità del campione serbo si è trasformata dunque in rabbia nel confronto andato in scena in panchina: "L'altro giorno non avete voluto chiuderlo fino alle 8:30. E ora volete chiuderlo. Non volete arrivare alle 8:30? Adesso sono le 7:40. Possiamo giocare un intero altro set all'aperto. Siamo un torneo all'aperto".

Djokovic discute con la supervisor
Djokovic discute con la supervisor

Nole non vuole paragoni con la partita di Sinner

La supervisor ha replicato facendo riferimento a quanto accaduto nella sfida tra Sinner e Mochizuki per cercare di rafforzare la sua decisione. Il tentativo non si è rivelato fortunato visto che Djokovic si è arrabbiato ancora di più: "Di Jannik, non mi interessa cosa succede nei suoi match. Io sto parlando del nostro match in questo momento. Vi ricordate il primo turno, non lo avete chiuso fino a circa le 8:20. Ora volete chiuderlo alle 7:40. Dov'è la coerenza?". E poi la stoccata finale con riferimento all'unicità di Wimbledon: "Siete così fieri delle vostre regole e poi non vi attenete a nessun tipo di regola. Non avete idea di quale sia la regola.

Ovviamente la decisione della chiusura del tetto è nella mani del supervisor che cerca di permettere ai tennisti di poter giocare nelle migliori condizioni. Dalla prevenzione dell'umidità, fino soprattutto al controllo dell'illuminazione: così si vuole rimediare alla diminuzione della luce naturale, anticipando dunque il buio. Per questo è facile capire come sia difficile trovare un orario identico per tutte le sere.

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