Beppe Bergomi dà una lezione di vita a quei tifosi della Juve: “Fatemi dire una cosa a Sandro Mazzola”
Il calcio italiano ha reso omaggio a Sandro Mazzola nel weekend su tutti i campi della penisola con un minuto di raccoglimento ma non tutti hanno mostrato lo stesso rispetto nei confronti della leggenda dell'Inter e della Nazionale Italiana: all'Allianz Stadium di Torino, ad esempio, prima di Juventus-Atalanta una parte della curva bianconera ha intonato cori nei confronti di Scirea e Agnelli girandosi di spalle al campo in segno di protesta nei confronti della scelta della Lega.
L'episodio è diventato subito argomento di discussione e negli studi di Sky Sport, Giuseppe Bergomi ha voluto toccare l'argomento in ‘chiusura di blocco' mandando un messaggio a Mazzola e alla sua famiglia in riferimento al gesto fatto da quei tifosi: "Fatemi dire una cosa, volevo salutare Sandro Mazzola e dirgli che non gli gireremo mai le spalle e che gli vorremo sempre bene" .
L'ex difensore e capitano nerazzurro ha voluto commentare l'episodio e ricordare a suo modo un simbolo del calcio italiano e un personaggio che è stato importantissimo per la sua carriera. Sempre a Sky, Bergomi aveva raccontato un aneddoto sui suoi inizi con Mazzola che invitò Eugenio Bersellini, allora tecnico dell'Inter, a osservarlo più da vicino: "Guarda che forse quel ragazzo è pronto per esordire". Da quel momento iniziò la storia di Bergomi con i colori nerazzurri.
Caressa: "A Torino vista una cosa brutta. Non si manca di rispetto alla memoria di un uomo"
Fabio Caressa non si era espresso nell'immediato sui fatti dell'Allianz Stadium ma a Sky Calcio Club ha preso posizione molto netta su quanto accaduto a Torino: "Una cosa veramente brutta, una cosa quasi inedita per l'Italia, non era mai successo, è stata una cosa che devo dire ha suscitato molto dispiacere in tutti. Ho visto anche sui social prese di posizione da parte anche di tifosi della Juventus, lo stesso vale per un'altra parte dello stadio".
Il noto giornalista ha proseguito così: "Mi auguro che non si ripeta più, è una delle cose più brutte che si possano vedere su un campo di calcio. Prima di tutto, non si manca di rispetto alla memoria di un uomo, in particolare di un uomo che ha vinto un Europeo con la Nazionale italiana. Era una persona di una carineria, di una correttezza e di una signorilità al di sopra di tutto. Se vogliamo fare un passo in avanti, non solo nel calcio, ma anche nel nostro Paese, bisogna che certe cose non vengano più accettate".