La mail interna di Toto Wolff alla Mercedes dopo il Mondiale di Kimi Antonelli: “Russell era il nostro numero 1”

Kimi Antonelli, Toto Wolff e George Russell insieme nella fotografia ufficiale Mercedes per la formazione F1 2025.
Toto Wolff tra Kimi Antonelli e George Russell nel 2024, quando Mercedes annunciò la promozione del giovane italiano in Formula 1.
Il team principal della Mercedes ha inviato una lunga lettera ai dipendenti dopo il titolo mondiale conquistato da Antonelli. Tra i ringraziamenti spunta quello a George Russell, che ha vissuto una stagione difficilissima: Wolff spiega perché senza di lui non avrebbe rischiato di affidare a Kimi il sedile lasciato libero da Hamilton.

Toto Wolff ha scritto una lunga mail a tutti i dipendenti della Mercedes dopo il Mondiale di Formula 1 conquistato da Kimi Antonelli. E tra le persone che ha voluto ringraziare c'è proprio George Russell, il compagno di squadra che ha vissuto malissimo il trionfo dell'italiano. Il team principal ha riconosciuto infatti che senza il britannico non avrebbe potuto permettersi di rischiare così tanto, affidando a un diciottenne il sedile lasciato libero da Lewis Hamilton. Una scelta che oggi sembra scontata, ma che all'epoca aveva provocato parecchie perplessità.

La lettera, inviata internamente alla squadra, è un lungo ringraziamento alle persone che hanno contribuito alla crescita di Antonelli. E contiene un passaggio particolarmente significativo proprio sul pilota che, fino a poche settimane fa, sperava di essere lui a riportare il titolo mondiale alla Mercedes.

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La mail interna inviata da Toto Wolff ai dipendenti Mercedes dopo il titolo mondiale di Kimi Antonelli, successivamente condivisa su LinkedIn dal vice team principal Bradley Lord.

Toto Wolff ringrazia Russell dopo il Mondiale di Antonelli: perché era il numero uno della Mercedes

"Non è stato l'anno di George", ammette Wolff nella lettera, riconoscendo le difficoltà incontrate dal britannico con una monoposto con cui non è sempre riuscito a trovare il giusto feeling.

Il riconoscimento, però, riguarda soprattutto quello che Russell rappresentava per Mercedes quando venne presa la decisione di promuovere l'allora diciottenne Antonelli in Formula 1. Wolff spiega che la squadra poteva già contare su "un campione e un numero uno in George", un pilota con la velocità, l'esperienza e la capacità di guidare il gruppo necessarie per sostenere l'arrivo di un compagno giovanissimo.

Era quella sicurezza, secondo il manager austriaco, a permettere alla Mercedes di affrontare una scelta tanto rischiosa. Russell avrebbe garantito un riferimento affidabile alla squadra, mentre il talento bolognese avrebbe avuto il tempo di imparare, commettere errori e crescere senza dover assumere immediatamente tutte le responsabilità lasciate da Hamilton.

Parole che assumono un significato particolare dopo quanto accaduto in Messico. Russell, sconfitto nella corsa al titolo proprio dal compagno, aveva lasciato il circuito senza presentarsi alle interviste, tanto che la Mercedes era stata multata di 5.000 euro. Wolff lo aveva descritto come devastato dalla situazione. Ora, nella lettera alla squadra, gli riconosce un ruolo fondamentale nella costruzione del successo di Kimi Antonelli.

Toto Wolff parla con George Russell mentre Kimi Antonelli li osserva nel box Mercedes.

La lettera di Wolff alla Mercedes: dai dubbi su Antonelli alle persone che hanno creduto in lui

Il team principal ripercorre anche le critiche ricevute quando decise di sostituire Hamilton con un ragazzo di appena 18 anni. Ammette che i dubbi aumentarono durante il difficile primo anno del giovane italiano, soprattutto dopo una serie di gare senza punti. Ma spiega che Mercedes aveva messo in conto quegli errori: non avrebbe avuto senso scegliere un pilota così giovane e poi pretendere che non sbagliasse mai.

Wolff ricorda di aver conosciuto Kimi quando aveva soltanto 11 anni e distribuisce i meriti del suo percorso tra molte persone. Dai genitori Marco e Veronica a Dino Chiesa, che lo accompagnò negli anni del karting, fino a Gwen Lagrue, indicato come il primo ad avergli segnalato il talento del giovane italiano.

Un rapporto, quello tra Mercedes, Lagrue e Chiesa, che abbiamo ricostruito anche attraverso un'intervista esclusiva a Dino Chiesa realizzata da Fanpage.it. Fu proprio Lagrue, secondo quanto ci ha raccontato l'ex mentore di Antonelli, a decidere di affidargli Kimi già prima del passaggio ai kart Junior: "Aveva deciso che Kimi sarebbe diventato un mio pilota appena fosse passato alle categorie superiori". Wolff, invece, in quella fase seguiva il progetto da lontano.

Il numero uno della scuderia tedesca ringrazia poi anche James Allison, Peter Bonnington e la moglie Susie, che lo incoraggiò a fidarsi del proprio istinto quando doveva decidere a chi affidare la Mercedes di Hamilton.

Una lettera che ha dunque un significato chiaro: dimostrare che il Mondiale di Antonelli non appartiene soltanto a chi ebbe il coraggio di promuoverlo. E Toto Wolff lo dice senza giri di parole nella chiosa: "Non è il mio successo. È il nostro".

E in quel successo, per sua stessa ammissione, c'è anche una parte importante di George Russell. Proprio il pilota che nel 2026 ha visto il compagno diventare campione del mondo al posto suo.

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