Mercedes ha lasciato “Kimi Antonelli solo in uno stanzino per 40 minuti dopo la festa”: era tutto preparato

Kimi Antonelli con la testa abbassata e una mano tra i capelli, vestito con la tuta Mercedes di Formula 1.
Kimi Antonelli nel paddock Mercedes: dopo la conquista del Mondiale F1, il pilota italiano ha trascorso 40 minuti da solo nell'ufficio degli ingegneri.
Bradley Lord racconta i 40 minuti trascorsi da Kimi Antonelli da solo nell’ufficio Mercedes vuoto dopo aver conquistato il Mondiale F1 in Messico.

Erano quasi le dieci di sera quando Kimi Antonelli, appena diventato campione del mondo di Formula 1 a 20 anni, si è ritrovato completamente solo in una stanza del paddock Mercedes in Messico. La festa era finita, i festeggiamenti erano ormai alle spalle e gran parte della squadra aveva già lasciato il circuito.

Lui era ancora lì, seduto nell'ufficio degli ingegneri, a guardare il telefono. Per 40 minuti. Senza telecamere, senza interviste e senza qualcuno che gli chiedesse qualcosa. A raccontare questo retroscena è stato Bradley Lord, vice team principal della Mercedes, intervenuto nel podcast High Performance Racing.

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I 40 minuti di Antonelli da solo dopo il Mondiale: il racconto di Bradley Lord

"Avevamo lavorato in anticipo, con diverse persone della squadra, cercando di capire come avrebbe dovuto essere quella domenica sera per lui e Kimi", ha spiegato Lord, raccontando come la Mercedes avesse organizzato gli impegni successivi alla conquista del titolo.

Poi è arrivato il momento in cui tutto si è fermato: "Aveva completato tutti i vari impegni, aveva scattato quella fotografia nello stadio vuoto, aveva fatto le attività con la Formula 1. Erano circa le 21:45, le 22:00. La maggior parte della squadra aveva finito di smontare tutto ed era andata via. E lui è rimasto per 40 minuti seduto completamente da solo nell'ufficio degli ingegneri, ormai vuoto. Guardava semplicemente il telefono e cercava di rendersi conto di quello che gli era appena successo".

Una scena lontanissima dalle immagini di Antonelli sollevato sulle spalle di Lewis Hamilton e Max Verstappen sul podio dell'Autodromo Hermanos Rodriguez. Il ragazzo che poche ore prima aveva riportato l'Italia sul tetto della Formula 1 dopo 73 anni aveva finalmente trovato un momento per sé.

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Perché la Mercedes ha voluto lasciare a Kimi il tempo di rendersi conto dell'impresa

Quello spazio lontano dalle celebrazioni non è stato casuale. Lord ha spiegato che la Mercedes aveva ragionato in anticipo sulla necessità di proteggere anche la dimensione umana del suo giovanissimo campione.

"Sappiamo per esperienza che bisogna interrompere quel vortice che arriva dopo la vittoria di un Mondiale e lasciare che la persona si renda davvero conto, almeno un po', di quello che ha raggiunto", ha raccontato il dirigente britannico.

Ma la questione non si esaurisce con quei 40 minuti. Per Mercedes, adesso, comincia anche il lavoro di gestione di un ragazzo la cui vita è cambiata per sempre. "La prima cosa da fare, andando verso l'inverno, sarà dirci di non fingere che nulla sia cambiato. Non dobbiamo negarlo. Le cose cambiano. È un campione del mondo e sta crescendo, sta imparando, sta maturando alla velocità con cui cresce qualsiasi ragazzo di vent'anni. Quello che dobbiamo fare è capire come adattarci a questo cambiamento, permettendogli di proteggere e mettere al primo posto le prestazioni" ha difatti chiosato Bradley Lord.

Prima di pensare a come affrontare la nuova vita da campione del mondo, però, Kimi Antonelli ha avuto bisogno di qualcosa di molto più semplice: quaranta minuti da solo, in un ufficio ormai vuoto, per provare a capire cosa gli fosse appena successo.

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