Lo spogliatoio del Napoli è una polveriera, dopo il Porto sono volati gli stracci in campo e fuori

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McTominay, De Bruyne, Lucca e Hojlund protagonisti degli sfoghi a Oporto.
Dalla lite in campo tra De Bruyne e Lucca alle parole, durissime, di Politano, McTominay e Hojlund nel dopo partita. A Oporto non s’è persa male solo la gara, la squadra è scoppiata dentro.

Il Napoli a Oporto è imploso. Non ha perso solo 4-1. È scoppiato dentro. In campo, quando De Bruyne e Lucca si sono messi faccia a faccia mandandosi a quel paese. In panchina, quando Allegri ha detto che la squadra ha giocato bene per 70 minuti nonostante lo abbia fatto male. Davanti alle telecamere, quando Hojlund lo ha smentito in diretta chiamando in causa chi ha costruito questa squadra. Negli spogliatoi, quando McTominay ha detto che è furioso e Politano ha chiesto agli stranieri di metterci la faccia. La squadra è deflagrata. Se dopo la figuraccia con la Juventus in campionato la linea emersa era testa bassa, silenzio e lavorare, in Portogallo il gruppo è saltato in aria.

Ma la cosa più grave è un'altra. È la stessa di un anno fa. Dopo il tracollo a Bologna con Conte si disse che in squadra non si era creata la giusta sintonia tra i nuovi e la vecchia guardia. Quella crepa s'è aperta di nuovo. In pubblico.

Allegri: "Abbiamo giocato bene per 70 minuti". Hojlund: "Non sono d'accordo"

Nel dopo-partita Allegri prova a proteggere la squadra. Dice che non ha nulla da rimproverare ai calciatori. Dice che il Napoli ha giocato bene per oltre un'ora. Il problema è che gli azzurri hanno perso male: hanno preso due gol da calcio d'angolo. Nella ripresa hanno smesso di proporre gioco. La squadra si è abbassata fino a farsi schiacciare. Ha lasciato l'iniziativa al Porto. Ha mostrato fragilità difensiva e un atteggiamento remissivo. S'è consegnata nelle mani dell'avversario. E anche per questo adesso rischia grosso. Hojlund ascolta. E quando a Prime Video gli chiedono se è d'accordo, non cerca una frase diplomatica. "Non sono d'accordo. Non abbiamo giocato bene, dobbiamo segnare di più e smettere di perdere le partite, perché ora sono davvero tante".

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Poi va oltre. Non parla più solo del campo. "Tutti dobbiamo guardarci allo specchio, non solo allenatore e giocatori, anche la società ovviamente. Dobbiamo prenderci tutti le nostre responsabilità". È la frase più pesante della serata. Non scarica le colpe solo sull'allenatore. Ma Allegri dice una cosa, Hojlund ne dice un'altra. Rifiuta una ricostruzione troppo indulgente. Tira in ballo chi alla rosa ci ha messo mano in estate. Davanti a tutti.

McTominay: "Non posso spiegare quanto sono arrabbiato"

McTominay segna l'unico gol del Napoli. In Tv si presenta furioso. Il discorso che fa non è certo di un calciatore che si nasconde dietro le assenze: "Dobbiamo giocare meglio in entrambe le aree, non possiamo continuare così. Abbiamo perso 4-1, è chiaro sia arrabbiato". Poi parla degli infortuni. E li toglie subito come alibi. "Ne abbiamo tanti, ma non può essere una scusa anche se a scendere in campo sono sempre gli stessi giocatori. Gli infortuni fanno parte del calcio ma ne abbiamo davvero troppi, non posso spiegare quanto io sia arrabbiato". E chiude così: "Ognuno deve tornare a casa e pensare a cosa può fare per migliorare domani".

Politano: "Mi piacerebbe che venisse qualcun altro in tv, non sempre noi italiani

Politano lancia un messaggio che sembra diretto agli stranieri. "Mi piacerebbe che ogni tanto venisse qualche altro compagno di squadra in tv, non sempre noi italiani. Ci metto la faccia come abbiamo sempre fatto". La lettura è chiara: ci sono quelli che ci mettono la faccia. E quelli che non la mettono. Altra carne al fuoco. Il problema è che subito dopo Politano, in tv ci vanno proprio due stranieri. McTominay e Hojlund. E non fanno discorsi accomodanti. Anzi, dicono cose più pesanti. Se un senatore sente il bisogno di chiedere ad altri di esporsi, e poi gli altri si espongono per smentire l'allenatore, il problema non è chi parla in tv. È che non c'è più una lettura condivisa.

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La frattura che viene da lontano: come dopo Bologna con Conte

Questa storia l'abbiamo già vista. L'anno scorso, con Conte in panchina, dopo il tracollo a Bologna si disse la stessa cosa: in squadra non si era creata la giusta sintonia tra i nuovi e la vecchia guardia. Oporto dice che quella frattura non è stata risolta. È diventata più profonda. De Bruyne rimprovera Lucca e Lucca risponde. Allegri racconta una partita, Hojlund ne racconta un'altra. Politano chiede a qualcuno di metterci la faccia, e quel qualcuno ci mette la faccia per chiamare in causa la società. Non è solo una sconfitta. Non sono solo gli infortuni. È un gruppo che s'è sfaldato. E a Oporto sono volati gli stracci davanti a tutti.

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